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16 Luglio 2018 - 4 Av 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Paolo Sciunnach, insegnante
L’errore di Pinchas: Il Signore disse a Moshe: "Pinchas, figlio di Elazar, figlio di Aron HaCohen, ha risposto con la mia ira ai figli di Israele, con il mio zelo in loro, e io nella mia gelosia non ho potuto sterminare i figli di Israele. Perciò digli che io stabilisco con lui un'alleanza di pace, e sarà per lui e per la sua stirpe dopo di lui un'alleanza di un sacerdozio perenne, al posto di aver avuto zelo per il suo D-o e aver espiato per i figli di Israele" (Bemidbar 25, 10 - 13)
 
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Anna
Foa,
storica
Credo che le parole della Presidente Di Segni in occasione dell’80° anniversario della pubblicazione del Manifesto della Razza esprimano meglio di ogni altre l’allarme per il crescere del razzismo, la perdita del rispetto dell’altro, il richiamo a valori più alti di quelli proposti da chi ci governa. E invito tutti a rileggere per intero il suo testo, pubblicato il 13 luglio su Pagine Ebraiche 24 e a meditarlo con la dovuta attenzione:
Cosa resta oggi, qual è il lascito di quella terribile narrazione? Quanto si è riusciti a realizzare in questi lunghi anni un percorso che portasse dalla “difesa della razza” alla tutela dei diritti? Quanto si è radicato nella cultura della nostra società, italiana ed europea, il rispetto per il diritto alla vita, della dignità umana, dell’uguaglianza degli esseri umani non solo dinanzi alla legge ma anche dinanzi agli uomini?
 
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Gaza, la tregua violata
Duecento i razzi lanciati e i colpi di mortaio esplosi nel solo fine settimana da Gaza contro Israele. Il bilancio è di quattro feriti, con le sirene d’allarme che sono risuonate a lungo nelle città meridionali del paese. Nel timore di una recrudescenza dei combattimenti con Hamas, spiega La Stampa, “Israele ha richiamato in servizio riservisti addetti alle postazioni dello scudo anti-missili”. Il governo ha anche dato indicazioni alle forze armate di impedire (“anche con il fuoco, se necessario”) ulteriori lanci di aquiloni incendiari.

Confronto aperto in Israele sulla cosiddetta “Legge della nazione”, dedicata al tema dell’identità ebraica del paese. Scrive al riguardo Repubblica: “C’è chi ha paragonato questo disegno di legge ‘all’apartheid sudafricana’. Altri addirittura alla ‘fine della democrazia in Israele’. Ma il premier Benjamin Netanyahu l’ha ripetuto più volte: ‘È la maggioranza che decide’. Da giorni in Israele si litiga”.
C’è un passaggio della legge, viene scritto, “che ha allarmato in molti”. E cioè quello in cui si afferma il seguente concetto: “Autorizzare una comunità composta da persone che hanno la stessa fede e nazionalità a mantenere il carattere esclusivo di quella comunità”. A detta dei suoi critici, “aprirebbe la strada a quartieri ‘per soli ebrei’, a segregazioni, a discriminazioni religiose e razziali, soprattutto nei confronti della comunità araba in Israele e Cisgiordania”.

Il maxi trafugamento di documenti segreti sul programma atomico iraniano, realizzato in gennaio dal Mossad, torna d’attualità. “Un’azione coordinata al secondo, con gli 007 israeliani impegnati a superare porte blindate, allarmi e le corazze di 32 casseforti con una lancia termica capace di raggiungere i 3.600 gradi” scrive il Corriere. Negli scorsi giorni alcuni giornali, tra cui il New York Times, hanno potuto esaminare una selezione del materiale sottratto a Teheran. “II quotidiano Usa ne riferisce dettagliatamente facendo però notare come i documenti, giudicati autentici dalle intelligence Usa e britannica, si riferiscano al passato, agli anni precedenti l’accordo siglato a Vienna nel 2015 e che dopo quella data tutto si sarebbe fermato. Ma – sottolinea il Corriere – il condizionale è d’obbligo”.
 
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  davar
israele e le minacce da gaza
Netanyahu: "Con Hamas
non c'è cessate il fuoco"

“Dobbiamo essere preparati per una lotta prolungata”. Ad avvisare gli israeliani che abitano nei pressi del confine con Gaza, è il Premier Benjamin Netanyahu. In visita a Sderot, città nel Sud del Paese nonché uno dei luoghi più colpiti dalla nuova escalation di violenza palestinese, Netanyahu ha dichiarato: “Da un secolo combattiamo contro il terrorismo. In questo momento questa zona è il punto di frizione col terrorismo islamico. Siamo determinati a vincere ma si tratta di una lotta prolungata, per il sionismo”. Incontrando una delegazione dei leader delle comunità locali - bersaglio in queste settimane sia dei razzi di Hamas (oltre duecento nel solo weekend) sia degli aquiloni incendiari lanciati da Gaza – Netanyahu ha affermato che Israele sta “completando la distruzione dei tunnel terroristici, ha bloccato gli attacchi di massa sui reticolati di confine, dato istruzione all'esercito di mettere fine al terrorismo degli aquiloni e dei palloni incendiari”. Non esiste un cessate il fuoco che non preveda la fine del lancio di questi ultimi, ha affermato il premier.
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il laboratorio giornalistico ucei
Da Trieste al Meis di Ferrara,

Redazione Aperta al via
Al via nelle prossime ore una nuova edizione di Redazione Aperta, il laboratorio giornalistico organizzato dalla redazione dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane giunto quest’anno al decimo appuntamento. Trieste il cuore dei lavori dell’edizione 2018, che si aprirà nel pomeriggio nella città giuliana per concludersi venerdì 27 luglio a Ferrara, nella sede del Museo Nazionale dell’Ebraismo Italiano e della Shoah, con una riflessione sul tema dei diritti e delle minoranze.
Dal 2009 ad oggi Redazione Aperta è stato luogo di incontro e confronto da cui sono transitati innumerevoli intellettuali, protagonisti della cultura, dello spettacolo e dell’informazione, i vertici dell’ebraismo italiano e delle istituzioni dei giornalisti italiani. Ed è il luogo in cui si sono formati nove praticanti giornalisti, entrati poi nel mondo del professionismo, oltre alle studentesse della prestigiosa scuola di traduzione di Trieste che proprio all’interno della redazione UCE da alcuni anni svolgono il loro tirocinio.
A Redazione Aperta, tra gli altri, ha preso il via l’avventura del giornale ebraico dei e per i bambini DafDaf. E dal confronto interno tra colleghi e in conseguenza del proficuo dialogo con i tanti amici transitati dal laboratorio sono scaturiti numerosi altri impegni che hanno portato la redazione ad essere sempre più percepita nel mondo dell’informazione attraverso i suoi notiziari quotidiani online, i periodici cartacei, una presenza ragionata sui social network, i seminari di formazione con l’Ordine dei giornalisti e molto altro ancora. 
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ucei e ministero dello Sviluppo Economico
“Casherut, valore aggiunto”
Una nuova tappa per il progetto promozionale in corso in varie città, organizzato con l’appoggio delle locali Camere di Commercio, le competenze tecniche di Fiere di Parma e il contributo di Unione delle Comunità Ebraiche Italiane e Centro Islamico Culturale d’Italia, attraverso cui il Ministero dello Sviluppo Economico si rivolge alle aziende produttrici e agli addetti ai lavori per far conoscere le potenzialità delle certificazioni agroalimentari casher e halal quali “importanti leve di marketing, validi strumenti per la promozione e la protezione delle eccellenze alimentari del Made in Italy e risorse per il rafforzamento della competitività del sistema produttivo nei mercati esteri”. Dopo una tappa a Sassari la scorsa settimana, oggi è stata la volta di Reggio Calabria (nell’immagine un momento dei lavori).
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INFORMAZIONE – INTERNATIONAL EDITION 
Diritti umani, lezioni dalla storia 
Il Senato ha approvato la costituzione di una Commissione dedicata alla tutela dei diritti umani. È questa la notizia che apre l’odierna uscita di Pagine Ebraiche International Edition. Prima ispiratrice dell’idea di un’iniziativa del genere per combattere il razzismo è stata la senatrice a vita e sopravvissuta alla Shoah Liliana Segre. “È necessario mettersi subito al lavoro, perché il rischio del ritorno all’umanità dei tempi bui, come diceva Hannah Arendt, è sempre dietro l’angolo. Questo strumento ci ricorda come il decennio più lungo del Novecento, quello che ha traghettato il nostro Paese dalla tempesta dell’indicibile all’età dei diritti, non sia ancora concluso”, il messaggio inviato ai colleghi senatori.
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pilpul
Oltremare - Polmoni
C’è una canzone israeliana che mi piace molto, una specie di dialogo telefonico fra un lui che vive da qualche parte nel mondo, lontano, e una lei israeliana che gli dice che fra di loro non c’è futuro, non ha senso che lui venga a trovarla, qui c’è il chamsin e la guerra, stai dove sei. Ma in realtà è semplicemente passata ad altro non è innamorata e usa le parti oggettivamente difficili di Israele per scoraggiare il poverino. Ecco, Israele è un po’ così, come il famoso sabra, il fico d’india che dà il nome a quelli che sono nati qui: bisogna superare parecchie spine per arrivare al frutto dolce. Per questo ci sono due categorie principali di persone che arrivano in Israele e probabilmente resteranno, o ritorneranno se sono turisti: quelli che hanno una fortissima motivazione, e quelli che la prendono parecchio, ma parecchio alla leggera.

Daniela Fubini, Tel Aviv
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