Giuseppe Momigliano,
rabbino
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“Guarda,
Io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione” ( Deut.
11,26). R. Ovadyah Sforno commenta questo passo interpretandolo
come il richiamo ad una scelta che ha valore assoluto, senza vie di
mezzo: “Benedizione e maledizione sono i due poli estremi, fa bene
attenzione a non trovarti nel mezzo, a non comportarti cercando il
compromesso, come sono soliti fare gli altri popoli..".
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Davide
Assael,
ricercatore
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Nella
stampa estera si continua a parlare diffusamente della legge nazionale
recentemente passata alla Knesset su proposta del governo Netanyahu.
Basterebbe questo per far capire le perplessità denunciate a suo tempo
dal Presidente Rivlin, che parlava di una legge che avrebbe danneggiato
Israele e tutti gli ebrei. Ma, è noto da tempo, questi problemi di
immagine non hanno mai toccato particolarmente il governo in carica,
che, tra l’altro, ha scelto i propri alleati internazionali fra il
cosiddetto fronte sovranista. Sui giornali esteri non si parla, però,
del grande dibattito che sta attraversando Israele, di cui la grande
manifestazione dei drusi israeliani, a Tel Aviv è stata solo l’ultimo
atto. Non passa giorno che sulla stampa israeliana non ci siano
articoli che trattano della legge, anche in aperta opposizione e con
toni durissimi.
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Fico: "Migranti, il Canada
è il nostro modello"
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Vuole
tracciare un linea tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega il
presidente della Camera Roberto Fico, che, intervistato da Repubblica,
si dice favorevole a una “immigrazione controllata, sostenibile, come
avviene in Canada” che “può portare benefici per tutti”; afferma la
necessità che i centri per migranti in Libia, fortemente sostenuti dal
ministro dell'interno Salvini e attualmente luoghi in cui si violano i
diritti umani, vengano controllati da organizzazioni internazionali al
fine di proteggere quegli stessi diritti. Rispetto alla proposta del
ministro leghista Fontana di abolire la Legge Mancino che sanziona chi
istiga all'odio razziale, Fico afferma: “da terza carica dello Stato di
una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che
quella legge va mantenuta e ampliata. Non c'è discussione su questo”.
Il governo intanto è impegnato a Foggia, con il Primo ministro Conte,
Salvini e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che
promettono di dare una soluzione al problema dello sfruttamento dei
migranti al Sud, dopo i due incidenti in cui sono morti 16 braccianti.
“Diamo ai migranti vie legali per lavorare” afferma il presidente della
Camera.
Il Medio Oriente e gli equilibri del Mar Rosso. Il Corriere racconta
della nave Saviz, da mesi nelle acque del Mar Rosso e considerata
dall'Arabia Saudita una possibile minaccia alla sicurezza dell'area
perché utilizzata dall'Iran come strumento di spionaggio. In gioco, il
controllo sulle acque del Mar Rosso su cui, spiega il Corriere, anche
Israele vuole dire la sua. “Gli israeliani – scrive il quotidiano -
hanno le loro pedine nel Corno d'Africa e vogliono, a loro volta,
bilanciare le mosse dell'Iran. II premier Netanyahu, solo pochi giorni
fa, ha ammonito che qualsiasi tentativo khomeinista di bloccare lo
stretto di Bab el Mandeb provocherà una reazione internazionale alla
quale Gerusalemme aderirà”. E riguardo alla politica d'Israele, secondo
il New York Times, ci sarebbe il Mossad dietro l'uccisione Aziz Asbar,
uno dei principali scienziati al lavoro sul programma missilistico
siriano. Una vicenda ripresa oggi dal Foglio.
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dossier università ebraica 1918
Cent'anni fa sul Monte Scopus,
le prime pietre del sapere
Dodici
pietre a simboleggiare le dodici tribù d'Israele. La storia
dell'Università Ebraica di Gerusalemme iniziò con un gesto fortemente
simbolico: la posa delle prime pietre angolari, dodici appunto (poi
diventate 14). Era il 24 luglio 1918 e nelle cronache di allora si
parla di 6mila persone raccoltesi attorno al cerimoniere, Chaim
Weizmann – futuro primo Presidente d'Israele per celebrare la prima
università di Eretz Israel. “Il paesaggio della cerimonia era una
delle cose più belle mai viste, indimenticabile. Il sole al tramonto
inondava le montagne del Moab e le alture della Giudea. Mi sembrava
come se le montagne avessero cambiato forma e fossero stupite. Come se
avessero intuito che questo fosse l'inizio del ritorno dei loro figli”,
scriverà dopo la posa delle pietre Weizmann con parole dal suono
profetico. In quel 24 luglio prese il via la storia di una delle più
prestigiose università del mondo, davanti a dignitari, rabbini e
persone comuni venute dall'Yishuv ma anche da oltremare. Come il nonno
del professor Sergio Della Pergola, rav Raffaello Della Pergola
arrivato a Gerusalemme da Alessandria d'Egitto e chiamato a
rappresentare l'ebraismo della Diaspora.
“A
mio nonno fu riconosciuto il grande onore di posare una delle dodici
pietre – racconta il nipote Sergio, illustre demografo nonché docente
proprio dell'Università Ebraica – Nato a Firenze nel 1877, mio nonno
fu chiamato nel 1910 a guidare la complessa e numerosa comunità di
Alessandria d'Egitto”. Leggi
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Ticketless - Moncalieri
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In
via teorica il consigliere comunale del Pd di Vinovo avrebbe potuto
essere un mio allievo. Ho insegnato negli anni Ottanta fra Nichelino e
Moncalieri. Ricordo bene quel tipo di studenti, nella maggioranza, oggi
si direbbe, figli di “migranti economici” dal Meridione (o dal Veneto).
Era molto stimolante dialogare con loro. Oggi “la goliardata di
Moncalieri” non stupisce.
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Il Medio Oriente
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Davvero molto interessante il volume di Fabio Amodeo e Mario Josè Cereghino, recentemente pubblicato, intitolato Lawrence d’Arabia e l’invenzione del Medio Oriente.
Un libro che si legge come un romanzo, e che ripercorre, sulla base di
una rigorosa ricostruzione documentale, i torbidi retroscena, i giochi
di palazzo, gli intrighi internazionali e i doppi, tripli e quadrupli
giochi messi in atto dalle grandi potenze negli anni drammatici della
Grande Guerra, e in quelli immediatamente successivi, quando – mentre
centinaia di migliaia di giovani vita venivano mietute, o erano state
da poco tranciate, nelle trincee, nei campi di battaglia, nei mari e
nei deserti d’Europa e d’Africa, in nome della “guerra che avrebbe
posto fine a tutte le guerre” – in pochi salotti di Londra e Parigi,
tra un sigaro e un whisky, venivano tracciati a matita, su delle grandi
carte geografiche, i confini del nuovo mondo da costruire, che avrebbe
dovuto corrispondere il più possibile alle mire egemoniche dei
vincitori.
Francesco Lucrezi, storico
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Tikkun Olam
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Sotto
la scure ideologica del Terzo Reich ricaddero sia compositori ebrei
come Hanns Eisler, Ernst Krenek, Arnold Schönberg, Franz Schreker, Kurt
Weill che compositori non ebrei come Béla Bartók, Paul Hindemith, Igor
Stravinskij, Anton Webern; la loro musica fu considerata “degenerata”.
Le disposizioni della Reichmusikkammer furono applicate
retroattivamente ad Alban Berg (deceduto nel 1935) o addirittura
all’ebreo battezzato Felix Mendelssohn–Bartholdy; nel 1938, in
occasione delle Reichsmusiktage di Düsseldorf fu allestita una mostra
di Entartete Musik successivamente replicata a Weimar e Vienna.
Francesco Lotoro
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