28 febbraio 2018 - 13 Adar 5778

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8 Agosto 2018 - 27 Av 5778
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
“Guarda, Io pongo oggi davanti a voi benedizione e maledizione” ( Deut. 11,26).  R. Ovadyah Sforno commenta questo passo interpretandolo come il richiamo ad una scelta che ha valore assoluto, senza vie di mezzo: “Benedizione e maledizione sono i due poli estremi, fa bene attenzione a non trovarti nel mezzo, a non comportarti cercando il compromesso, come sono soliti fare gli altri popoli..".
 
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Davide
Assael,
ricercatore
Nella stampa estera si continua a parlare diffusamente della legge nazionale recentemente passata alla Knesset su proposta del governo Netanyahu. Basterebbe questo per far capire le perplessità denunciate a suo tempo dal Presidente Rivlin, che parlava di una legge che avrebbe danneggiato Israele e tutti gli ebrei. Ma, è noto da tempo, questi problemi di immagine non hanno mai toccato particolarmente il governo in carica, che, tra l’altro, ha scelto i propri alleati internazionali fra il cosiddetto fronte sovranista. Sui giornali esteri non si parla, però, del grande dibattito che sta attraversando Israele, di cui la grande manifestazione dei drusi israeliani, a Tel Aviv è stata solo l’ultimo atto. Non passa giorno che sulla stampa israeliana non ci siano articoli che trattano della legge, anche in aperta opposizione e con toni durissimi.
 
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Fico: "Migranti, il Canada
è il nostro modello"
Vuole tracciare un linea tra il Movimento Cinque Stelle e la Lega il presidente della Camera Roberto Fico, che, intervistato da Repubblica, si dice favorevole a una “immigrazione controllata, sostenibile, come avviene in Canada” che “può portare benefici per tutti”; afferma la necessità che i centri per migranti in Libia, fortemente sostenuti dal ministro dell'interno Salvini e attualmente luoghi in cui si violano i diritti umani, vengano controllati da organizzazioni internazionali al fine di proteggere quegli stessi diritti. Rispetto alla proposta del ministro leghista Fontana di abolire la Legge Mancino che sanziona chi istiga all'odio razziale, Fico afferma: “da terza carica dello Stato di una Repubblica nata sulla lotta al nazifascismo, ho già detto che quella legge va mantenuta e ampliata. Non c'è discussione su questo”. Il governo intanto è impegnato a Foggia, con il Primo ministro Conte, Salvini e il ministro dello Sviluppo economico Luigi Di Maio che promettono di dare una soluzione al problema dello sfruttamento dei migranti al Sud, dopo i due incidenti in cui sono morti 16 braccianti. “Diamo ai migranti vie legali per lavorare” afferma il presidente della Camera.

Il Medio Oriente e gli equilibri del Mar Rosso. Il Corriere racconta della nave Saviz, da mesi nelle acque del Mar Rosso e considerata dall'Arabia Saudita una possibile minaccia alla sicurezza dell'area perché utilizzata dall'Iran come strumento di spionaggio. In gioco, il controllo sulle acque del Mar Rosso su cui, spiega il Corriere, anche Israele vuole dire la sua. “Gli israeliani – scrive il quotidiano - hanno le loro pedine nel Corno d'Africa e vogliono, a loro volta, bilanciare le mosse dell'Iran. II premier Netanyahu, solo pochi giorni fa, ha ammonito che qualsiasi tentativo khomeinista di bloccare lo stretto di Bab el Mandeb provocherà una reazione internazionale alla quale Gerusalemme aderirà”. E riguardo alla politica d'Israele, secondo il New York Times, ci sarebbe il Mossad dietro l'uccisione Aziz Asbar, uno dei principali scienziati al lavoro sul programma missilistico siriano. Una vicenda ripresa oggi dal Foglio.
 
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  davar
l'appello a mark zuckerberg
"Contro negazionisti e antisemiti
Facebook va disinnescato"

Contro gli antisemiti e i negazionisti Facebook può diventare parte della soluzione e non il problema. A sostenerlo storici della Shoah e responsabili di organizzazioni coinvolte nella didattica della Memoria in una lettera inviata direttamente al capo di Facebook Mark Zuckerberg. Dopo le critiche piovute sullo stesso Zuckerberg per la sua decisione di non rimuovere automaticamente dal suo social network il materiale antisemita e negazionista pubblicato dagli utenti, un gruppo di esperti – tra cui Simon Bentley, alla guida dello Yad Vashem di Gran Bretagna, e  Peter Schäfer, direttore del Museo ebraico di Berlino - ha deciso di proporre una soluzione. “Facebook non deve permettere che falsità sulla Shoah e sul popolo ebraico siano sistematicamente pubblicate in modo incontrollato”, si afferma nella lettera citata dall'agenzia ebraca Jta.
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israele - la scoperta archeologica
La Gerusalemme di 2200 anni fa
Il gioiello che racconta il passato

Un oggetto di 2200 anni getta nuova luce sull'antica storia di Gerusalemme. L'orecchino d'oro ritrovato nelle scorse ore nei pressi della Città Vecchia è stato infatti definito dagli esperti come una testimonianza importante per capire meglio il passato della capitale israeliana. Il gioiello, ritrovato nell'area della città di David, rappresenta un animale con le corna e risale al periodo ellenistico: “proviene dal mondo macedone-greco, del III-II secolo e.v. - ha spiegato ai media Yuval Gadot dell'Università di Tel Aviv, co-direttore dello scavo – ed è il primo orecchino del periodo ellenistico trovato in città”. “Il gioiello – ha proseguito Gadot – è stato trovato all'interno di un edificio, rinvenuto durante lo scavo, risalente al primo periodo ellenistico: un'epoca affascinante di cui sappiamo molto poco quando si tratta di Gerusalemme”.
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dossier università ebraica 1918
Cent'anni fa sul Monte Scopus,
le prime pietre del sapere

Dodici pietre a simboleggiare le dodici tribù d'Israele. La storia dell'Università Ebraica di Gerusalemme iniziò con un gesto fortemente simbolico: la posa delle prime pietre angolari, dodici appunto (poi diventate 14). Era il 24 luglio 1918 e nelle cronache di allora si parla di 6mila persone raccoltesi attorno al cerimoniere, Chaim Weizmann – futuro primo Presidente d'Israele per celebrare la prima università di Eretz Israel. “Il paesaggio della cerimonia era una delle cose più belle mai viste, indimenticabile. Il sole al tramonto inondava le montagne del Moab e le alture della Giudea. Mi sembrava come se le montagne avessero cambiato forma e fossero stupite. Come se avessero intuito che questo fosse l'inizio del ritorno dei loro figli”, scriverà dopo la posa delle pietre Weizmann con parole dal suono profetico. In quel 24 luglio prese il via la storia di una delle più prestigiose università del mondo, davanti a dignitari, rabbini e persone comuni venute dall'Yishuv ma anche da oltremare. Come il nonno del professor Sergio Della Pergola, rav Raffaello Della Pergola arrivato a Gerusalemme da Alessandria d'Egitto e chiamato a rappresentare l'ebraismo della Diaspora.
“A mio nonno fu riconosciuto il grande onore di posare una delle dodici pietre – racconta il nipote Sergio, illustre demografo nonché docente proprio dell'Università Ebraica – Nato a Firenze nel 1877, mio nonno fu chiamato nel 1910 a guidare la complessa e numerosa comunità di Alessandria d'Egitto”.
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pilpul
Ticketless - Moncalieri
In via teorica il consigliere comunale del Pd di Vinovo avrebbe potuto essere un mio allievo. Ho insegnato negli anni Ottanta fra Nichelino e Moncalieri. Ricordo bene quel tipo di studenti, nella maggioranza, oggi si direbbe, figli di “migranti economici” dal Meridione (o dal Veneto). Era molto stimolante dialogare con loro. Oggi “la goliardata di Moncalieri” non stupisce.

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Il Medio Oriente
Davvero molto interessante il volume di Fabio Amodeo e Mario Josè Cereghino, recentemente pubblicato, intitolato Lawrence d’Arabia e l’invenzione del Medio Oriente. Un libro che si legge come un romanzo, e che ripercorre, sulla base di una rigorosa ricostruzione documentale, i torbidi retroscena, i giochi di palazzo, gli intrighi internazionali e i doppi, tripli e quadrupli giochi messi in atto dalle grandi potenze negli anni drammatici della Grande Guerra, e in quelli immediatamente successivi, quando – mentre centinaia di migliaia di giovani vita venivano mietute, o erano state da poco tranciate, nelle trincee, nei campi di battaglia, nei mari e nei deserti d’Europa e d’Africa, in nome della “guerra che avrebbe posto fine a tutte le guerre” – in pochi salotti di Londra e Parigi, tra un sigaro e un whisky, venivano tracciati a matita, su delle grandi carte geografiche, i confini del nuovo mondo da costruire, che avrebbe dovuto corrispondere il più possibile alle mire egemoniche dei vincitori.

Francesco Lucrezi, storico
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Tikkun Olam
Sotto la scure ideologica del Terzo Reich ricaddero sia compositori ebrei come Hanns Eisler, Ernst Krenek, Arnold Schönberg, Franz Schreker, Kurt Weill che compositori non ebrei come Béla Bartók, Paul Hindemith, Igor Stravinskij, Anton Webern; la loro musica fu considerata “degenerata”.
Le disposizioni della Reichmusikkammer furono applicate retroattivamente ad Alban Berg (deceduto nel 1935) o addirittura all’ebreo battezzato Felix Mendelssohn–Bartholdy; nel 1938, in occasione delle Reichsmusiktage di Düsseldorf fu allestita una mostra di Entartete Musik successivamente replicata a Weimar e Vienna.


Francesco Lotoro
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