DOSSIER INFORMAZIONE - PAGINE EBRAICHE MAGGIO 2020
Voci d’Israele, tutte da ascoltare

Con le cuffie nelle orecchie è ancora più facile essere trasportati nella caotica stazione degli autobus di Tel Aviv e nelle sue storie di umanità. Oppure a Gerusalemme, alla porta di tre famiglie che condividono lo stesso cognome e lo stesso destino: la perdita, a distanza di pochi giorni, dei figli in guerra. Tutti e tre con lo stesso nome, Yuval Harel. E ancora, sempre con le cuffie, sembra di essere in via Herzl 48 a Dimona, nel profondo sud, o a Kiryat Shmona, a pochi passi dal Libano, per ascoltare le storie degli inquilini di una strada dal nome e numero evocativi. Si può ascoltare anche in macchina o dalle casse, in ogni caso Sipur Israeli o Israel Stories, il podcast creato da quattro amici con pochi strumenti e molta buona volontà, è un modo affascinante per scoprire la società israeliana nelle sue diverse sfumature. Senza riempirsi i polmoni di retorica e luoghi comuni, questo podcast che oggi conta centinaia di migliaia di ascoltatori in tutto il mondo rappresenta una boccata di ossigeno per chi vuole entrare in contatto con donne e uomini d'Israele, ascoltare le loro storie quasi come se fosse seduto lì accanto a loro. “Volevamo raccontare l'umanità israeliana, i suoi volti. Dall'ebreo haredi al lavoratore straniero, dal palestinese al beduino, dal kibbutzniki al telavivi - racconta a Pagine Ebraiche Mishy Harman - Niente politica o conflitto. Ma dare voce ai nostri concittadini, a chi condivide questa terra. Ascoltarli e fare in modo che venissero ascoltati”.
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LE PAROLE DEL CANDIDATO DEMOCRATICO JOE BIDEN
"Le critiche al governo d'Israele sono legittime,
ma a sinistra spesso diventano antisemitismo"
“Le critiche alla politica di Israele non sono antisemitismo. Ma troppo spesso le critiche da sinistra si trasformano in antisemitismo”. Queste considerazioni del candidato democratico alla presidenza Usa Joe Biden, pronunciate durante un incontro con alcuni sostenitori della sua campagna elettorale, sono risuonate positivamente nelle stanze del governo di Gerusalemme. Biden non ha fatto esempi specifici ma ha riconosciuto - come già in passato - che a sinistra esiste un problema di sovrapposizione tra critica a Israele e antisemitismo. “Probabilmente non abbiamo sentito abbastanza parlare della Shoah - ha aggiunto - perché la gente sta ancora cercando di negare la sua orribile realtà”. Molto critico invece Biden rispetto all'annuncio del Primo ministro Benjamin Netanyahu di voler annettere alcuni territori della Cisgiordania a Israele. Il candidato democratico ha affermato di essere deluso da Netanyahu per essersi spostato “così, così tanto a destra” e ha chiesto a Israele di “fermare la minaccia di annessione” perché “questo soffocherà ogni speranza di pace”. “Il mio impegno verso Israele è assolutamente irremovibile”, ha dichiarato Biden, affermando dall'altro lato di voler ripristinare - in caso di vittoria - le relazioni anche con l'Autorità palestinese. A Ramallah intanto Mahmoud Abbas ha nuovamente cercato di fare la voce grossa, annunciando di voler immediatamente sospendere ogni accordo preso in passato con Israele come ritorsione alla citata annessione. Non è la prima volta che Abbas dichiara di voler strappare gli accordi di Oslo ma per il momento non è mai andato fino in fondo. La cooperazione sul fronte della sicurezza, ricordano gli esperti della radio dell'esercito israeliano Galei Zahal, conviene anche a lui: senza l'aiuto d'Israele, il gruppo terroristico di Hamas potrebbe più facilmente muovere contro di lui anche in Cisgiordania.
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IL GIOVANE AVI FISCHMANN, IL SUO SITO WEB E L'OFFERTA RIFIUTATA
"Virus, tragedia su cui non si specula"

“Non voglio speculare su una tragedia. Molti mi dicono che me ne pentirò, ma ho altro in mente”.
Ad Avi Schiffmann, uno studente ebreo di Seattle che con un paio di amici ha fondato il portale ncov2019.live, è arrivata una proposta in apparenza irrinunciabile: otto milioni di dollari. Tanto gli è stato offerto per vendere il sito web, rivelatosi tra i più efficaci al mondo nella complessa narrazione dell’emergenza sanitaria e nella comprensione dei tanti fenomeni associati. Uno strumento prezioso, sempre più citato e cliccato, che viaggia al ritmo di 30 milioni di visitatori al giorno.
Quella cifra avrebbe tentato molti. Ma non Schiffman, che ha scelto di perseguire altre strade. Come il finanziamento diretto da parte dei fruitori del sito che, in caso di gradimento dei contenuti, sono invitati al limite “a pagargli un caffè”.
Nelle scorse ore Schiffman è stato premiato come persona dell’anno in occasione dell’ultima edizione dell’Annual Webby Awards, riconoscimento internazionale conferito annualmente dall’International Academy of Digital Arts and Sciences per le eccellenze della rete. Ad esprimergli il proprio apprezzamento per il servizio reso alla collettività è stato anche Anthony Fauci, il volto più noto della task force contro il Covid-19 messa in campo dal governo statunitense.
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NUOVO GOVERNO D'ISRAELE, L'ANALISI DI SERGIO DELLA PERGOLA
"Shamir e Peres ci portarono, insieme, fuori dalla crisi.
Netanyahu e Gantz hanno un esempio da seguire"

“L'elemento positivo è questo tentativo di creare un governo di unità nazionale in Israele. Abbiamo avuto un precedente storico, tra l'84 e l'88, con il governo Shamir-Peres, costruito su due basi ideologiche molto diverse ma passato alla storia come buon governo, capace di rimettere in piedi un economia disastrosa con tassi di inflazione di oltre il 400%”, spiega il demografo Sergio Della Pergola nel pilpul andato in onda ieri sera (qui per rivederlo, qui in versione audio) e dedicato a dare un quadro del peculiare accordo che ha fatto nascere il nuovo governo Netanyahu-Gantz: un'intesa che prevede la rotazione tra i due alla guida del Paese. “L'elemento della rotazione ha avuto un precedente positivo - spiega Della Pergola - Ma resta da vedere se funzionerà ora”. Tante le sfide sul tavolo per i due Premier, dalla politica interna a quella estera, analizzate punto per punto da Della Pergola assieme alla redazione UCEI.
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QUESTA SERA, IL NUOVO APPUNTAMENTO CON "DIRITTI E LIBERTÀ"
Arte depredata, un capitolo aperto

Si parlerà del recupero delle opere d’arte depredate nella Shoah nel nuovo appuntamento del ciclo di incontri “Diritti e libertà” in onda stasera. Un capitolo ancora aperto, che sarà approfondito dal presidente dell’Associazione Italiana Avvocati e Giuristi Ebrei Giorgio Sacerdoti insieme alla presidente dell’Associazione Nazionale Archivistica Italiana Micaela Procaccia e all’avvocato Giuseppe Calabi. Dai beni artistici agli archivi e documenti storici, un itinerario che porterà al centro le tante sfide e complessità che ancora esistono.
L’appuntamento con la quinta puntata della serie, che sarà moderata dal direttore della redazione giornalistica UCEI Guido Vitale, è alle 22.30 sui canali social Pagine Ebraiche e UCEI e, in versione audio, nella sezione Pagine Ebraiche da ascoltare del portale www.moked.it.
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IL PROGETTO PROMOSSO DALL'UCEI
Oltre il digital divide, imparare insieme
Seguita e apprezzata la prima lezione del progetto “Insieme a casa”, tenutasi nelle scorse ore con la partecipazione di decine di utenti da diverse comunità ebraiche italiane, ma anche dalla Francia e da Israele. Tutti collegati per imparare a usare meglio la app “Whatsapp”, semplicissima e quasi scontata per i giovani, ma che per gli utenti più avanti con gli anni (ma anche per chi per varie ragioni è soggetto al cosiddetto “digital divide”), può essere complicata da capire e utilizzare.
Domani, sempre alle 11.00, si terrà la seconda lezione, incentrata sull'uso di Facebook (per seguirla, collegarsi al sito www.insiemeacasa.it).
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IL LIBRO DELLO SCRITTORE ISRAELIANO ASSAF INBARI
Kibbutz, una storia di speranza e declino

Per Shimon Peres, che fu tra le molte migliaia di israeliani che nel 2009 ne sfogliarono le pagine con particolare emozione contribuendo a farne un vero e proprio bestseller, un’opera in cui vi sono sia “la compassione che la critica” e che ha il merito, tra i tanti, di “non cedere ad alcun compromesso allo scopo di ammorbidire la verità e trasformare la compassione in pietà”.
Arriva da domani in Italia, con l’editore Giuntina, un libro importante: Verso casa, di Assaf Inbari. E cioè la grande epopea del kibbutz, dall’utopia socialista fino alle privatizzazioni, raccontata attraverso la storia di alcuni giovani pionieri che lasciano l’Unione Sovietica per raggiungere l’allora Palestina mandataria, il futuro Stato di Israele. Sono loro, con quel mix di idealismo e pragmatismo che animò quella straordinaria stagione, a far nascere il nuovo insediamento di Beth Afikim (dove l’autore è nato, nel 1968, e dove ha vissuto fino ai venti anni).
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Rassegna stampa
È scontro sul fondo europeo
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I significati dell'apertura
 In tempi di riapertura, nei quali percepiamo questo termine tutto quanto concentrato nel suo significato più semplice, immediatamente connesso alla nostra realtà attuale – uscire di casa e tornare alla normalità della nostra vita quotidiana - vorrei richiamare l’attenzione su altri significati di questo termine verso i quali alcuni testi del Tanach e insegnamenti dei Maestri ci indirizzano. Conosciamo in questi giorni l’emozione del riaprirsi delle porte delle Sinagoghe per la preghiera pubblica, a questa suggestione possiamo ricollegare il passo dei Salmi (118,19) che suona: "Apritemi le porte della giustizia, voglio entrarvi per ringraziare il Signore"; l’espressione "Porte della giustizia", probabilmente riferita in origine al Santuario, può certamente alludere per noi anche al Bet Hakeneset, alla Sinagoga, dove si loda e si manifesta la giustizia del Signore.
Giuseppe Momigliano, rabbino capo di Genova
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Ticketless - Il respiro degli scolari
 Il mondo si regge sul respiro degli scolari. La didattica a distanza confligge con il Talmud, che naturalmente ha ragione. Non può esistere una scuola che delega a un freddo mezzo tecnologico l’ascolto di quel respiro. Ci troviamo davanti a un’emergenza, d’accordo, ma in queste ore bisognerebbe adoperare per le classi lo stesso zelo millimetrico che si mette per studiare la dislocazione dei tavoli in un ristorante. Qualcuno ha visto in tv un servizio su una scuola a fronte delle cento interviste agli chef pluristellati?
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Caratteri nazionali
 La discussione sulla pandemia che stiamo vivendo coinvolge diversi piani, certamente anche quelli che riguardano le grandi dinamiche del nostro tempo. Ed anche qui ci si divide fra cosiddetti globalisti e nazionalisti. Fra chi pensa che il virus certifica la presenza del grande processo di globalizzazione che caratterizzerebbe i nostri anni (il virus non conosce frontiere, distinzioni, dimostra che siamo già interconnessi) e chi sostiene il primato degli Stati-nazione (è lo Stato l’unico a poter imporre misure restrittive, non esiste autorità al di fuori di lui). C’è, come sempre, una terza via, che riconosce una verità in entrambe le posizioni.
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Periscopio - Nuovi governi
 Credo di interpretate un sentimento alquanto diffuso nel dire che il nuovo governo israeliano sia il meno amato nella storia del Paese. Non piace proprio a nessuno, né a destra né a sinistra, né ai laici né ai religiosi, né ai falchi né alle colombe.
Credo che anche tra i moltissimi delusi e insoddisfatti, però, ci sia una cospicua percentuale di persone – e io tra questi – che trova comunque un motivo di consolazione nel semplice fatto che un governo, uno qualsiasi, sia alla fine stato trovato, e che sia stato scongiurato – almeno per ora - l’incubo di una quarta elezione. Si tratta di un accordo che nasce sulla base di un sentimento di assoluta sfiducia reciproca tra i contraenti, e sulla cui tenuta nessuno scommetterebbe un soldo bucato.
Francesco Lucrezi
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Un nuovo umanesimo
 Il grande complesso concentrazionario di Mauthausen–Gusen, ubicato a est di Linz, fu uno dei più brutali siti di sperimentazione dello sterminio attraverso il lavoro; diverse aziende utilizzavano il lavoro dei deportati per attività mineraria, produzione di armi e munizioni, impianti di assemblaggio degli aerei da combattimento Me262.
Francesco Lotoro
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