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4 settembre 2015 - 20 Elul 5775
PAGINE EBRAICHE 24

ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav

Pierpaolo Pinhas Punturello, rabbino
L’incontro tra Yaakov ed Esaù termina con la loro separazione, con le parole di Yaakov che dice di dover camminare più piano per seguire il “passo dei bambini”, לרגל הילדים. (Genesi 34,14). E le nostre società con che passi stanno camminando? Certamente non con quelli dei bambini, innocenti che lasciamo morire tra spiagge, mare, guerre e fame. E dopo ne condividiamo la tragica immagine tra giornali, sociale network e WhatsApp.
 
Gadi
Luzzatto
Voghera,
storico
Il Mediterraneo è sempre stato oggetto di ‘attraversamenti’. A volte pacifici, con le rotte commerciali che si incrociavano fin dall’antichità. Altre volte guerreschi, con sbarchi militari effettuati in tutte le epoche. E anche disperati, come nel caso delle migrazioni. Un bel documentario – Shores of Light, Salento 1945-47 – che nei prossimi mesi verrà proiettato in diverse città italiane, ci parla dei profughi ebrei reduci dallo sterminio che attendevano nei campi di raccolta del Sud Italia per raggiungere la Palestina. Ci sono alcune costanti che si ripetono nel tempo: la popolazione del Meridione d’Italia, accogliente e curiosa. L’atteggiamento delle grandi potenze (in primis gli inglesi del Libro Bianco in Palestina, e dei respingimenti nell’Eurotunnel oggi). L’incapacità di gestire i flussi di migranti.
 
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"Israele, la casa di tutti"
Un discorso sentito, lungamente applaudito, quello con cui il presidente israeliano Reuven Rivlin testimonia la missione universale dello Stato ebraico nella sua visita al Tempio Maggiore di Roma. Dalla difesa dei valori democratici all’impegno nel processo di pace, dal dialogo interreligioso ai rapporti tra Diaspora e Israele: molti i temi toccati nel suo intervento. “Sin da piccolo – dice Rivlin – mi sono ripromesso che se un giorno avessi ricoperto un incarico pubblico avrei difeso fermamente alcuni valori: in prima istanza il diritto riconosciuto a ogni cittadino di professare la religione in cui crede”. Ad accoglierlo i vertici della Comunità ebraica romana, con la presidente Ruth Dureghello e il rabbino capo Riccardo Di Segni, insieme al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna. L’importante appuntamento è però scarsamente ripreso sui quotidiani in edicola.

Densa di eventi la prima giornata italiana del presidente Rivlin, apertasi con un amichevole incontro in Vaticano con Bergoglio, proseguita con un confronto a caldo sugli argomenti appena toccati con la stampa israeliana (all’iniziativa ha preso parte anche la redazione di Pagine Ebraiche) e con un successiva visita in Quirinale dal suo omologo Sergio Mattarella.
 
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  davar
qui roma - la visita di rivlin in sinagoga
"Israele, la casa di tutti"
Un discorso sentito, lungamente applaudito, quello con cui il presidente israeliano Reuven Rivlin, testimonia la missione universale dello Stato ebraico nella sua visita al Tempio Maggiore di Roma. Dalla difesa dei valori democratici all’impegno nel processo di pace, dal dialogo interreligioso ai rapporti tra Diaspora e Israele: molti i temi toccati nel suo intervento. “Sin da piccolo – dice Rivlin – mi sono ripromesso che se un giorno avessi ricoperto un incarico pubblico avrei difeso fermamente alcuni valori: in prima istanza il diritto riconosciuto a ogni cittadino di professare la religione in cui crede”. Ad accoglierlo i vertici della Comunità ebraica romana, con la presidente Ruth Dureghello e il rabbino capo Riccardo Di Segni, insieme al presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna. Al suo fianco l'ambasciatore israeliano in Italia Naor Gilon.
Rivlin pone l’accento sui pericoli dell’accordo sul nucleare iraniano siglato a Vienna. “La minaccia – il suo monito – è terrificante per il mondo intero. Perché non può bastare una firma per trasformare l’Iran in una socia onoraria delle nazioni. Un’estate di diplomazia non può cambiare la realtà in modo così radicale”. Il futuro del negoziato, l’esigenza di ristabilire un negoziato diretto con i palestinesi, sono altre tematiche calde che il presidente affronta con passione. Così come il rapporto tra Israele e Comunità della Diaspora. “Il nostro invito a venire a vivere in Israele – puntualizza – non è una questione politica. E non mette in discussione il diritto degli ebrei di vivere da eguali in qualunque altro Paese”.
Profonda gratitudine per la visita e il suo significato, alle porte di un nuovo anno ebraico che si annuncia ricco di sfide, è testimoniata in tutti e tre gli interventi che precedono le sue parole. L’evento, condotto dall’assessore alle relazioni istituzionali Ruben Della Rocca, segue una giornata densa di eventi: l’amichevole incontro in Vaticano con Bergoglio, il confronto a caldo sugli argomenti appena toccati con la stampa israeliana (iniziativa cui ha preso parte anche la redazione di Pagine Ebraiche), la successiva visita in Quirinale dal suo omologo italiano Sergio Mattarella.

Clicca qui per leggere l'intervento di rav Riccardo Di Segni

Clicca qui per leggere l'intervento di Ruth Dureghello

Clicca qui per leggere l'intervento di Renzo Gattegna

l'ebraismo italiano a porte aperte
Dal Trentino alla Sicilia,
la Giornata dei ponti

C’è chi vi ha sciacquato i panni della lingua italiana. E c’è chi continua a rimirarlo languido al tramonto. Fosse solo per la lunghezza sarebbe da classificare tra i corsi di media importanza. Ma guai a fidarsi delle impressioni perché tutti, prima o poi, si sono dovuti confrontare con il suo incommensurabile peso specifico. L’Arno e i suoi ponti, simbolo di una città – Firenze – che sta tornando a recitare il ruolo che le compete nella storia, non solo capitale di bellezza, ma anche luogo internazionale di incontro e di risoluzione di controversie. Proprio Firenze è città capofila per l’Italia in questa edizione della Giornata Europea della Cultura Ebraica, che si propone al pubblico con un tema particolarmente attuale: Ponti e AttraversaMenti. L’appuntamento è per domenica 6 settembre: 72 le località territoriali coinvolte, 30 invece i paesi europei che saranno protagonisti con incontri, concerti, mostre, tavole rotonde. “Tante le possibili declinazioni per un tema complesso e affascinante. Sono certo che anche questa Giornata si rivelerà all’altezza” sottolinea Roberto Jarach, vicepresidente UCEI con delega alla manifestazione. Molteplici i fronti aperti anche su scala nazionale. Jarach coglie in particolare un fatto, ed è la conferma dell’attivismo di centri del Meridione dove la cultura ebraica torna a intercettare curiosità e interesse. “Segnali importanti, altamente strategici. Anche perché – afferma – dopo tanti anni un po’ di stanchezza è inevitabile”.


Pagine Ebraiche, settembre 2015

Clicca qui per lo speciale di Pagine Ebraiche dedicato alla Giornata
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L'INCONTRO TRA papa BERGOGLIO E RAV MIRVIS
"Le religioni diano l'esempio"
Il dialogo? Una strada irrinunciabile, soprattutto quando si naviga in acque tormentate. Fermo l'appello all'unità di tutte le religioni contro l'odio, la violenza e il fanatismo lanciato dal rabbino capo d'Inghilterra e del Commonwealth rav Ephraim Mirvis nel corso di un'udienza privata con Bergoglio in Vaticano. Una prospettiva su cui piena è stata la sintonia col papa argentino, che ha condiviso con rav Mirvis e con l'arcivescovo britannico Vincent Nichols (che lo ha accompagnato nella visita) le sue preoccupazioni per i molti scenari di crisi che minacciano l'umanità ma anche la speranza che, a fronte di queste insidie, possano rafforzarsi i legami tra leader e diverse identità.
“Ebrei, cattolici e musulmani – l'auspicio del rav Mirvis – devono lavorare sempre più a stretto contatto. Anche perché c'è un gran bisogno che le religioni contribuiscano in modo sempre più determinante al progresso di tutte le società”.
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qui bologna - la mostra dei progetti
Zachor, la Memoria viva
Nuova tappa nel percorso di avvicinamento che porterà la città di Bologna ad avere il suo Memoriale della Shoah, prossimamente incastonato nel crocevia tra via Carracci e il ponte di via Matteotti che sorge nei pressi della stazione ferroviaria.
Lanciato dalla locale Comunità ebraica e promosso dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, dalla Fondazione del Monte di Bologna e Ravenna, dal Comune di Bologna, dall’Ordine degli Architetti e dalle Ferrovie dello Stato, il progetto sarà interamente illustrato all’interno dell’esposizione Zachor/Ricorda, che aprirà i battenti alla Salaborsa in concomitanza con l’avvio delle iniziative per la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
In fondo – dice Daniele De Paz, presidente della Comunità ebraica bolognese – questo progetto non è altro che il simbolo di un ponte: un ponte che ha creato una comunicazione tra architetti e artisti italiani ed internazionali, che ha coinvolto ebrei e non ebrei. Ed è interessante notare anche come la location stessa non sia casuale: il Memoriale verrò costruito sul ponte della stazione, un luogo che collega due parti diverse di Bologna”. “Zachor” ripercorrerà le tappe che hanno portato alla definizione del progetto architettonico, dal bando alla scelta del team dei vincitori.

(Nell’immagine il progetto vincitore)
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FONDAZIONE BENI CULTURALI EBRAICI IN ITALia
Radici, un patrimonio comune 
Siti antichi, pieni di storia e di bellezza, ma vuoti e abbandonati, edifici preziosi minacciati dalla furia delle guerre e del terrorismo, luoghi un tempo sede di felici commistioni culturali oggi ridotti in macerie. Sono i protagonisti dell'iniziativa della Fondazione per i Beni Culturali Ebraici in Italia per la Giornata Europea della Cultura Ebraica, il cui tema “Ponti & AttraversaMenti” è stato inteso come un'occasione per proporre “un momento di riflessione sui beni culturali ebraici, cristiani e islamici a rischio nel mondo per ‎incuria, problemi economici e, per quanto riguarda il Medio Oriente, minacciati di distruzione da parte dei fanatici seguaci del sedicente Califfato”, come spiega il presidente Dario Disegni. A tale scopo, nel giardino del Tempio ebraico di Firenze, designata come città capofila della Giornata, sarà presente uno stand che attraverso un percorso fotografico e multimediale porterà alla scoperta di tali luoghi, allestito in collaborazione con esponenti del mondo cattolico e islamico.


(Nella foto Renzo Funaro, architetto e vicepresidente della Fbcei, monsignor Timothy Verdon e l’architetto Osama Rashid).
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qui firenze
"Dialogo? Esperienza concreta"
La relazione è prima di tutto esperienza concreta. Fatta di saluti, incontri, difficoltà da superare assieme. Questo lo spirito con cui donne di diverse estrazioni culturali e religiose si sono riunite ieri presso la comunità islamica di Firenze per una riflessione, informale e a più voci, sul tema. Un evento tra i più carichi di significato nel percorso che porterà all’avvio delle celebrazioni per la Giornata Europea della Cultura Ebraica di domenica.
“Era importante esserci, anche alla luce del luogo particolare in cui ci troviamo. Un’esperienza da non mancare” sottolinea la presidente della Comunità ebraica Sara Cividalli, il cui intervento si è focalizzato sull’esigenza di superare le barriere e rafforzare i linguaggi e i codici comuni. “Pensando a questo incontro – le sue parole – ci siamo chieste se siamo ponti all’interno della nostra Comunità. È una sfida, ma è anche una necessità. Questo percorso è una necessità. Se aderenti a se stesse, centrate, noi donne siamo anche capaci di usare consapevolmente e interpretare il linguaggio maschile, oltre al nostro simbolico linguaggio femminile. Le donne sono bilingui".
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qui bologna
Sulle note del Jewish Jazz
“Jewish Jazz, dagli Stati Uniti all’Italia passando per Berlino” è il titolo del festival, ospitato nel cortile del museo ebraico, che da domani sera svelerà al pubblico bolognese lo stretto legame che intercorre tra musica ed ebraismo. Inserito nel cartellone di eventi di “Bèbolognaestate”, il Jewish Jazz animerà anche le serate di martedì 8 e giovedì 10 accogliendo artisti dai background differenti, col patrocinio di Comune di Bologna, Regione Emilia-Romagna e UCEI. Si inizia domani il Gabriele Coen Quintet (“Oramai un ospite fisso”, commenta il presidente della Comunità ebraica bolognese Daniele De Paz), che suonerà alla ricerca delle note del compositore Kurt Weill, figlio del primo cantore della sinagoga di Dessau e noto ai più per la collaborazione con il drammaturgo Bertold Brecht.


(Nell'immagine, Gabriele Coen)
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la rassegna settimanale di melamed
Un bimbo, un maestro e un libro possono cambiare il mondo
Melamed è una sezione specifica della rassegna stampa del portale dell’ebraismo italiano che da più di tre anni è dedicata a questioni relative a educazione e insegnamento. Ogni settimana una selezione della rassegna viene inviata a docenti, ai leader ebraici e a molti altri che hanno responsabilità sul fronte dell’educazione e della scuola. Da alcune settimane la redazione giornalistica dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane aggiunge al lavoro di riordino e selezione settimanale un commento, per fare il punto delle questioni più trattate sui giornali italiani ed esteri. Per visualizzare la newsletter settimanale di melamed cliccare qui.


Scuola al via: “Un bambino, un insegnante e un libro possono cambiare il mondo”

Torna a criticare quello che definisce conservatorismo dei docenti che “Temono la valutazione dei test”, Roger Abravanel, saggista e osservatore, che ha spesso delle riserve sul sistema scolastico italiano e che spiega: “I 7.000 ex precari francamente non fanno la differenza: se la loro passione è insegnare, cambiare città è nell’ordine delle cose”. E, aggiunge “Nella scuola si è tentato lo scambio tra la riduzione del precariato e la responsabilizzazione dei presidi, con l’obiettivo di dare un servizio migliore ai clienti della scuola, ai ragazzi”. Agli insegnanti che si oppongono alla valutazione del proprio lavoro Abravanel, sostenitore convinto dei test Invalsi e Pisa, risponde: “I test si fanno in tutto il mondo e hanno un vantaggio: ci liberano dall’autovalutazione. La quale può andare bene in Finlandia dove le scuole sono tutte buone ma non in un posto come l’Italia, con forti differenze tra un istituto e l’altro, dove insegnanti mediocri e presidi mediocri dovrebbero valutare la scuola dove lavorano. Addirittura ci sono insegnanti che suggeriscono agli studenti le risposte dei test Invalsi pur di non sottoporsi a una valutazione. Le famiglie per fortuna si stanno aprendo. In Italia e in Grecia ancora non si può, ma nel resto d’Europa un genitore ha il diritto di sapere qual è il punteggio medio ottenuto nei test da una determinata scuola. In attesa delle riforme che verranno, tocca a ciascuno di noi attivarsi per iscrivere i nostri figli nelle scuole migliori. E questo aiuterà anche le scuole a migliorarsi”.
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pilpul

Ponti e ponti
“… Io ho sempre pensato che i ponti è il più bel lavoro che ci sia: perché si è sicuri che non ne viene del male a nessuno, anzi del bene, perché sui ponti passano le strade e senza le strade saremmo ancora come i selvaggi; insomma perché i ponti sono come l’incontrario delle frontiere e le frontiere è dove nascono le guerre.” Non sempre le cose sono così semplici, e molti esempi potrebbero smentire le parole di Faussone, protagonista della Chiave a stella di Primo Levi. Del resto il ponte di cui narra (nel racconto intitolato appunto “Il ponte”) sarà destinato a crollare. Ricordiamo peraltro che Faussone è un montatore e parla di ponti reali, non di metafore.

Anna Segre, insegnante
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Kibbutz
Forse sarà stata una dimenticanza, quella di cui parla Anna Segre nel suo ultimo intervento “Ci siamo persi il Kibbutz?”, dove raccontando la sua visita all’Expo, si domandava dell’assenza dell’esperienza dei kibbutzim nel padiglione dedicato ad Israele. Anche se più che un revisionismo proprio del moderno Israele, sembra piuttosto che nel mondo contemporaneo ogni cosa assimilabile al socialismo o al collettivismo sia messa da tempo alla berlina, assumendo talvolta un’accezione negativa. Il socialismo è stato ormai contaminato dalla realtà delle dittature comuniste che sorsero da Cuba al Vietnam, dal dogmatismo ateistico e dall’intolleranza di molti presunti socialisti di oggi e di allora, o dall’inconciliabilità con il sistema politico-economico moderno.

Francesco Moises Bassano, studente
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Rinnovare la Memoria
Finalmente il Memoriale italiano di Auschwitz, realizzato da Lodovico Belgiojoso, Primo Levi e altri, torna a casa. Affermo questo perché la Memoria della Shoah va trasmessa innanzitutto con dati, notizie, fotografie e tutta la documentazione storica necessaria per sensibilizzare il visitatore, come da decenni avviene negli spazi dei diversi Paesi situati nella parte museale del lager nazista.

Jonatan Della Rocca
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Riti di passaggio
“Serve un intero villaggio per crescere un bambino” dice un vecchio proverbio africano. Quanto ne siamo consapevoli nell’Italia di oggi? Secondo lo psicologo di comunità David Blumenkrantz – in visita nelle Comunità ebraiche italiane la prossima settimana – per millenni, le civiltà in tutto il mondo hanno accompagnato i ragazzi all’età adulta attraverso “i riti di passaggio”.

Ilana Bahbout
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