
Paolo Sciunnach,
insegnante
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Negli
scorsi giorni ci siamo occupati dell'eliminazione del Chametz per
Pesach, abbiamo pulito ogni centimetro quadrato delle nostre abitazioni
o proprietà. Stiamo attenti però al vero significato della preparazione
per Pesach: Alla vigilia di Pesach il Rebbe di Ritzin spiegava le
Halachoth sulla Ricerca e la Eliminazione del Chametz: questa notte
cerchiamo tutto il Chametz, ma lo bruceremo solo al mattino. L’esilio è
la Notte nella quale dobbiamo cercare dentro di noi nel buio della
nostra anima l’istinto malvagio. Ma al mattino avviene l’eliminazione
definitiva del male. La redenzione. D-o eliminerà la morte per sempre,
asciugherà le lacrime da ogni volto. (Yeshayahu 25, 8). Leggi
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Anna
Foa,
storica | “Giù
le mani dal 25 aprile. Ai gruppi Propal. Non rubateci, con battaglie
fuori tempo e luogo, il gioioso ricordo di quell’aprile 1945 che per
noi deportati italiani nei Lager nazisti (ebrei, politici, militari,
zingari, testimoni di G-ova, omosessuali) ancora vivi e in grado di
provare emozioni, significava fine delle sofferenze e ritorno in
Patria. Per quel 25 aprile, riconosciuto simbolo della Resistenza al
nazifascismo noi non eravamo ancora tornati, però negli anni l’abbiamo
adottato come speranza di un avvenire di pace, come festa per i nostri
figli e nipoti da celebrarsi nel ricordo, nello stesso spirito di
fratellanza di allora e nel rispetto della Storia.”
(Vera Michelin Salomon, condannata a 3 anni di carcere duro da
scontarsi in Germania per aver distribuito dei volantini contro
l’occupazione nazista a Roma, presidente onorario dell’ANED).
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Una festa di tutti (o quasi)
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Si
festeggia in tutta Italia la Liberazione dal nazifascismo. A Milano i
candidati sindaco parteciperanno al tradizionale corteo e sia Parisi
(centrodestra) sia Sala (centrosinistra) hanno annunciato che
sfileranno dietro ai vessilli della Brigata Ebraica, che come lo scorso
anno sarà accompagnata da un cordone di sicurezza del Pd (Corriere
Milano, Giornale Milano). Motivo, le vergognose contestazioni di cui da
tempo è vittima la Brigata. Il corteo – anche quest’anno si
preannunciano tensioni – partirà alle 14 da corso Venezia per arrivare
a piazza Duomo dove dal palco parleranno, tra gli altri, il sindaco
Giuliano Pisapia e Carlo Smuraglia, presidente nazionale dell’Anpi.
Nella Capitale invece, sottolinea il Corriere nelle sue pagine romane,
la Brigata Ebraica così come l’Aned, a causa delle contestazioni e
tensioni, non parteciperanno al tradizionale corteo dal Colosseo a
Porta San Paolo ma vi sarà un presidio alternativo in via Tasso,
davanti al Museo della Resistenza. “Quelli che non vogliono la brigata
ebraica alle manifestazioni del 25 aprile sono anche loro fascisti”,
scrive il Messaggero. Intanto il Capo dello Stato Sergio Mattarella
festeggerà il 25 aprile in Valsesia, una delle prime zone liberate dal
nazifascismo nel 1944 (La Stampa). Il Movimento 5 Stelle ha scelto,
invece, un’altra strada: una biclettata svoltasi ieri da piazza del
Popolo alle Fosse Ardeatine (Corriere Roma).
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25 aprile - la testimonianza "Franco, il mio fratello eroe"
“Franco
era proprio un bel bambino. Il volto simpatico e intelligente. Un vero
monello”. Per lui la guerra era “quasi un gioco”. E in guerra, appena
13enne, perse la vita. Il più giovane partigiano d’Italia vittima del
nazifascismo.
Franco Cesana (1931-1944) è ancora oggi un simbolo sangue versato
dall’Italia ebraica per la liberazione del paese dal nazifascismo.
Sono passati 72 dalla sua uccisione, a Pescarola, provincia di Modena.
Ma per Vittorio, il fratello oggi 98enne, è ancora come ieri. Ed è
ancora nitido il ricordo dell’ultimo abbraccio. “Andava su per la
collina, con la mantella. Partiva per fare il partigiano e sorrideva.
Fu l’ultima volta che lo vidi” racconta a Pagine Ebraiche con l’aiuto
della moglie Maria Luisa. Vittorio vive oggi a Napoli e pensa spesso a
quei giorni. Anche se, spiega la compagna, l’amarezza prende spesso il
sopravvento e lo porta a rifiutare la visione di film o documentari
relativi al nazifascismo e alla lotta di Liberazione. “Il lutto, benché
lontano nel tempo, è ancora una ferita viva” afferma Maria Luisa.
Ricordata oggi sulla prima pagina del Corriere da Aldo Cazzullo, la
storia di Franco Cesana è un po’ l’archetipo di quella straordinaria
stagione di impegno che vide protagonisti oltre 2mila ebrei italiani.
Una memoria offesa da chi, oggi, a Roma ma anche in altre città, ha
scelto di riscrivere la storia e le ragioni di chi fece scelte di campo
ben diverse. Una ferita aperta anche a casa Cesana, dove ogni cosa
parla di Franco e di quel passato.
Anche perché il 25 Aprile è, per Vittorio, un appuntamento
irrinunciabile. Complici i molti ricordi che si rincorrono
dell’emozionante giornata che segnò la liberazione di Bologna e
l’ingresso dei soldati della Brigata Ebraica in città. Il ritorno alla
vita e alla normalità. Emozioni indimenticabili. Anche se con lo
straziante pensiero di non poter condividere la gioia della libertà
ritrovata con quel fratellino conosciuto troppo poco, anche per via
della considerevole differenza d’età (13 anni).
Si commuove anche una delle cugine di Franco, Ziva Modiano, che di
Cesana ricorda il carattere solare e la straordinaria vivacità. Oltre
al piacere di alcune giornate trascorse insieme a Roma, dove era stato
inviato dalla madre affinché proseguisse gli studi. Alloggiato al
Pitigliani, che svolgeva allora la funzione di orfanotrofio, Franco si
distinse anche in quel caso per una certa intemperanza che gli costò,
una volta, il divieto di lasciare l’istituto. Ziva sorride: “Aveva
fatto a cuscinate con gli altri bambini. E al Pitigliani erano
piuttosto severi. Ogni insistenza si rivelò inutile, l’uscita gli fu
negata”.
Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked Leggi
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25 APRILE - QUI ROMA "Da via Tasso un nuovo inizio"
L'appuntamento
è davanti al Museo della Resistenza in via Tasso, uno dei luoghi
simbolo della lotta al nazifascismo nella Capitale. È là che molte
centinaia di romani scelgono di ritrovarsi per celebrare il 25 aprile.
Lontano dagli slogan di odio e dalle provocazioni dei gruppi propal
che, ormai da molti anni, hanno reso insopportabile il tradizionale
corteo per la Liberazione che, dal Colosseo, si snoda fino a Porta San
Paolo.
In via Tasso c'è anche il presidente emerito della Repubblica, Giorgio
Napolitano, che sottolinea come non ci siano molti altri luoghi in cui
valga la pena essere oggi a Roma.
"Rinunciare al corteo è stata una decisione sofferta, ma inevitabile"
spiega la presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello davanti
alle mura di quello che fu luogo di segregazione, tortura, abiezione. E
che torna oggi ad essere piazza "di tutti quei cittadini che si
riconoscono nei valori del 25 Aprile".
Perché davanti a via Tasso nessuno si sente defraudato. "Essere qua
oggi è una nostra libera scelta" afferma il vicepresidente Ruben Della
Rocca. E perché, come sottolinea il Consigliere UCEI Victor Magiar,
"non abbiamo alcuna intenzione di farci insegnare la storia dai
nipotini del Gran Muftì di Gerusalemme, che fu alleato dei nazisti".
Arriva il commissario straordinario Francesco Paolo Tronca e depone una
corona alla memoria di chi perse la vita per la libertà e la
democrazia. Sul manto stradale un grande striscione ricorda il
contributo degli eroi della Brigata Ebraica, evocato anche da Flaminia
Sabatello nel suo intervento.
"Oggi sia un giorno di festa per tutti" dice il presidente dell'Aned
Roma Maurizio Ascoli. "Resistenza, un valore che deve unire" conferma
il presidente del museo Antonio Parisella. Leggi
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25 aprile - qui milano Passa la Brigata, violenti isolati
Come
da tradizione, il corteo del 25 aprile a Milano parte dal corso Venezia
per poi arrivare in piazza del Duomo. E tra i primi vessilli e bandiere
che si scorgono nel fiume di persone in strada per festeggiare il
71esimo dalla Liberazione ci sono anche quelli, oramai d’obbligo, della
Brigata Ebraica. L’ebraismo milanese – rappresentato tra gli altri, dal
vicepresidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Roberto
Jarach e dal copresidente della Comunità Raffaele Besso e da diversi
consiglieri della Keillah – si è raccolto dietro allo striscione con la
stella di Davide, simbolo del coraggio di migliaia di uomini che dalla
Palestina mandataria partirono alla volta dell’Europa per liberarla dai
nazifascisti. Quest’anno, a fare capolino tra le associazioni ebraiche
e non – tra cui l’Unione giovani ebrei d’Italia, Hashomer Hatzair,
Sinistra per Israele e Amici di Israele – anche i due principali
candidati sindaco per Milano, per il centrodestra Stefano Parisi (Forza
Italia, Lega e Fratelli d’Italia) e per il centrosinistra Beppe Sala
(Pd). Dimostrazione della vicinanza del mondo politico – a cui si
uniscono i volontari del gruppo Bella Ciao (Pd) che, come lo scorso
anno, hanno organizzato un servizio d’ordine per garantire la sicurezza
di chi sfila con la Brigata Ebraica, aiutati dai City Angels – ai
valori che rappresenta il vessillo della Brigata. A rappresentare le
istituzioni, tra gli altri, i deputati Emanuele Fiano e Lia Quartapelle.
La tensione è salita in piazza San Babila, dove ad attendere il corteo
si sono posizionati, come già in passato, un gruppo di violenti che ha
urlato i soliti vergognosi slogan contro Israele. La situazione è
comunque rimasta sotto controllo e la sfilata è andata avanti senza
incidenti, raggiungendo piazza Duomo, ultima tappa delle celebrazioni. Leggi
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25 aprile - ITALIA EBRAICA Verona, applausi per la Brigata Venezia, insieme per riflettere
Solo
applausi e nessuna contestazione a Verona, dove le insegne della
Brigata Ebraica hanno sfilato in testa al corteo del 25 Aprile insieme
a quelle delle altre realtà e associazioni protagoniste della
Resistenza. Un risultato che è frutto di un impegno di
sensibilizzazione condotto da anni dalla Comunità ebraica cittadina
assieme alle istituzioni e che ha fatto sì che quella di oggi “si
confermasse per quello che deve essere: una festa di tutti”. Così il
Consigliere UCEI Roberto Israel, tra i più attivi in questo percorso.
A ricordare il contributo degli ebrei italiani e dei volontari della
Brigata il presidente della Comunità ebraica Bruno Carmi, intervenuto
dopo la deposizione di una corona in ricordo di Rita Rosani, giovane ed
eroica partigiana uccisa a soli 24 anni. A recitare una preghiera in
memoria delle vittime del nazifascismo il rav Yosef Labi.
“Noi
ricordiamo oggi tutti coloro che hanno sacrificato la loro vita contro
il tiranno, contro una politica di esclusione e di morte voluta da
altri e propagata da un regime che proclamava valori di odio e
segregazione, di esclusione e di morte, contraria ai valori antichi dei
profeti d’Israele che insegnavano la solidarietà, l’aiuto e la
vicinanza a chi soffre, al povero, alle vedove e agli orfani” ha
affermato il rabbino capo di Firenze Joseph Levi. In corteo anche i
rappresentanti dell’associazione Italia-Israele, che hanno voluto
omaggiare la figura di Enzo Sereni.
Significative, tra le altre, anche le iniziative svoltesi a Venezia e
Livorno. L’appuntamento nella città lagunare è stato in Campo di Ghetto
Novo, simbolo per antonomasia di una libertà troppo a lungo negata. A
fare gli onori di casa, alla presenza delle più alte autorità
cittadine, il presidente della Comunità ebraica Paolo Gnignati. La
bandiera della Brigata in bella vista anche nella città labronica.
(Nelle immagini il corteo a Verona e l’intervento del presidente Gnignati a Venezia) Leggi
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MELAMED - prosegue la collaborazione
Bologna, le pagine dei ragazzi raccontate da Rai e DafDaf
Non manca un ringraziamento alla redazione di DafDaf nella presentazione dell’ultima puntata de “Il Sabbatico”,
la trasmissione di RaiNews24 condotta da Alberto Melloni che ogni
settimana porta i telespettatori in una diversa libreria, accompagnati
da un esperto che ne racconta la storia e sceglie qualche volume, e
presenta un libro uscito da poco insieme al suo autore. L’occasione era
in effetti speciale e la collaborazione di DafDaf con la troupe Rai
dopo la prima puntata
dedicata ai libri per bambini naturale: alla Bologna Children’s Book
Fair, dove sono state distribuite a cura dell’ufficio stampa centinaia
di copie di Pagine Ebraiche con lo speciale Leggere per crescere e
DafDaf, le pareti della grande libreria internazionale esponevano il
meglio dell’illustrazione italiana. Curata da Silvana Sola e dall’amica
e sostenitrice di DafDaf Anna Castagnoli – il suo blog di studi e
ricerca sull’illustrazione, LeFiguredeiLibri, è un punto di riferimento
sia per gli esperti del settore che per i giovani illustratori – la
mostra “Eccellenze Italiane” è ora a Berlino ma viene mostrata nella
puntata de Il Sabbatico che dopo i consigli di Anna Castagnoli presenta
“Crescendo”, l’ultimo libro illustrato da Alessandro Sanna, che ne
racconta la storia a Fabio Nardelli, anima insieme a Melloni della
trasmissione di RaiNews24.
a.t twitter @atrevesmoked
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Oltremare
- La bussola
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In
occasione della mia laurea, ormai molti anni fa, un amico di famiglia
mi regalò una bussola portatile, con l’augurio che io sapessi sempre
dove mi trovo e verso dove dirigermi. È un oggetto piccolo e facilmente
trasportabile, e anche per questo la bussola è poi venuta con me nei
vari trasferimenti, e segna il nord adesso nella mia casetta di Tel
Aviv. Nella stessa occasione, avevo ricevuto dalle amiche un quadro con
il globo terrestre stilizzato, coloratissimo e allegro, sospeso in uno
spazio grigio argento. Il biglietto diceva qualcosa come vai, il mondo
è tuo. Il quadro però è rimasto fermo a Torino. In questi anni
turbolenti dall’11 settembre 2001 in poi, mi sono chiesta spesso se il
mondo non stia perdendo completamente la bussola, e se non fosse il
caso di riunire quei due regali, come atto minimo e un po’
superstizioso.
Daniela Fubini, Tel Aviv
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Un fiore per Geo Josz
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Un
25 aprile dominato dalla figura del sindaco-museografo? Se io fossi
sindaco di Ferrara, in occasione della festa della Liberazione, farei
lo sgambetto al sindaco di Predappio e invece di un museo del Fascismo
che non si farà mai, chiederei soldi (pochi) per scoprire una lapide in
via Mazzini. Un solo nome inciso sopra. Geo Josz, il protagonista della
“storia ferrarese” di Giorgio Bassani, forse la cosa più bella scritta
dall’autore di cui si va a celebrare – fino a oggi in sordina – il
centenario della nascita. Lettura salubre, priva di inutili scenografie
museali, utile a un giovane per capire che cosa sia stato davvero il
fascismo per gli italiani. Non chiede Geo un museo, ma nemmeno una
statuetta in bronzo come lo Svevo-Schmitz che incontriamo per la strada
a Trieste, anche se nel finale del racconto bassaniano aleggia con
chiarezza la memoria del finale della Coscienza. Non esplode infatti a
Ferrara un “ordigno”, collocato da una mente più di altre malata, ma
l’urlo “furibondo” di Geo, collocato anch’esso in un punto così alto
che tutta la città lo possa udire con orrore per secoli e secoli.
L’urlo furibondo di Geo dovrebbe risultare oggi da un lapide silente,
una lapide-monito, priva di testo. Servirebbe da antidoto contro la
epigrafia retorica dei nostri 27 gennaio.
Alberto Cavaglion
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Liberazione o amputazione?
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Sulle
manifestazioni del 25 aprile, data altrimenti fondamentale nel
calendario non solo italiano ma anche europeo (indipendentemente dal
fatto che non sia festeggiata la ricorrenza), ci sarebbe poco da dire
se non che si stanno rivelando, sempre più spesso, una sconfitta
dell’intelligenza. A parte gli stanchi ritualismi, che si trascinano di
anno in anno, creando e rafforzando una cortina di indifferenza in
quanti si escludono da sé dall’esecuzione di un esercizio privo di
immedesimazione, negli ultimi tempi si sono sommate quelle tensioni che
ci sono ben note. Nella migliore delle ipotesi la presenza della
componente ebraica, quand’essa non si “sciolga” individualmente nel
flusso delle iniziative (cortei, raduni, commemorazioni e così via)
viene tollerata. In altri casi, e gli eventi ripetutisi negli anni
trascorsi, soprattutto a Milano ma non solo stanno lì a dircelo, il
rifiuto si fa netto. Quanto meno da una parte dei partecipanti, che
“attualizzano” il messaggio resistenziale sovrapponendolo alla “lotta
di liberazione della Palestina”. Va da sé che se queste sono le
premesse, la presenza delle bandiere e delle insegne della Brigata
ebraica siano volutamente fraintese (sia concesso il gioco di parole):
esse rimanderebbero all’aborrita “entità sionista” (così si definisce
Israele, sempre e comunque), di cui sarebbero diretta ed immediata
espressione, senza soluzione di continuità. Ed il sionismo è, in un
gioco di tanto facili quanto deliranti equazioni, il “nuovo nazismo”.
Claudio Vercelli
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