19 Ottobre 2016 - 17 Tishri 5777

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8 marzo 2017 - 26 Shevat 5777
PAGINE EBRAICHE 24
ALEF / TAV DAVAR PILPUL

alef/tav
Giuseppe Momigliano,
rabbino
Ricorre domani il Digiuno di Ester, quest’anno anticipato rispetto alla sua data naturale in quanto la vigilia di Purim cade di Shabbat. Il digiuno ricorda la prolungata astensione da ogni cibo e bevanda che, come narrato nel testo biblico, la regina Ester impone a se stessa e a tutti gli ebrei della capitale del regno di Persia, prima di presentarsi al re per invocare la salvezza del popolo ebraico. Con queste iniziative Ester interviene in modo decisivo negli eventi, rovesciando totalmente il carattere sottomesso e poco coinvolto precedentemente messo in luce.
 
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Davide
Assael,
ricercatore
È un po’ come la favola di al lupo al lupo, che ci raccontavano da piccoli. Appoggiandosi al sito di malinformazione Breitbart News, Donald Trump ha diffuso sistematicamente bufale senza alcun ritegno per dare forza alla sua campagna elettorale.
 
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Il film della vergogna
In evidenza sui giornali la presa di posizione della Presidente UCEI Noemi Di Segni sullo squallido sostegno di una sezione locale dell'Anpi alla proiezione di un documentario di una nota attivista antisemita e antisionista in una scuola di Biella. "Di certo - scrive Avvenire - iniziative di questo tipo non rientrano nell'accordo per promuovere la Resistenza e la Costituzione nelle scuole, siglato da Anpi e Miur nel 2014. Un'intesa di grandissima importanza, secondo il presidente Anpi Smuraglia, in favore della cittadinanza attiva. Proprio per questo, sarebbe opportuno, come chiede Di Segni, scegliere di comunicare ai nostri ragazzi un messaggio di partecipazione e fiducia".
Il messaggio della Presidente UCEI, che ha scritto al presidente Anpi Carlo Smuraglia chiedendo un fermo intervento in tal senso, è riportato per esteso dal sito di Repubblica.
“Gli Istituti Scolastici – si legge in una successiva nota del Presidente della Provincia – non sono il luogo deputato ad ospitare eventi che possano rappresentare un pensiero di parte su argomenti di rilievo politico, che vanno affrontati in altre sedi, purché sia garantita la presentazione dei fatti e/o avvenimenti in modo oggettivo e super partes. Ho dunque ritenuto opportuno, oltreché corretto, revocare la concessione di utilizzo dell’aula scolastica concessa dal Responsabile”.
Il messaggio della Presidenza dell'Unione è stato condiviso nei contenuti dalla Presidente della Comunità ebraica di Vercelli e Biella Rossella Bottini Treves.

La Cassazione ha fatto cadere definitivamente le accuse nei confronti di alcuni estremisti di destra, che nel 2014 a Milano si erano resi protagonisti di saluti romani e altre amenità.
Nessuna responsabilità penale, si legge sul Tempo, perché quelle azioni non sono sono state ritenute sufficienti per ipotizzare il desiderio di restaurazione di un partito fascista in Italia.
Del caso si era parlato molto negli scorsi mesi, dopo che anche la Corte di Appello si era pronunciata in questa direzione. Ma adesso, scrive Il Tempo, i nostalgici della destra mussoliniana possono davvero tirare “un sospiro di sollievo”.

Vietato l'ingresso negli ospedali e in tutti gli uffici pubblici della Liguria alle donne con il burqa. “La delibera che sarà varata nei prossimi giorni dalla Giunta del forzista Giovanni Toti è stata annunciata dall'assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, non a caso alla vigilia dell'otto marzo” scrive il Corriere.

Su La Stampa si torna a parlare del grande gasdotto sottomarino che potrebbe collegare in futuro Italia e Israele. Un progetto che è stato al centro del recente incontro tra i ministri Steinitz e Calenda a Roma, che presto si incontreranno una nuova volta a Gerusalemme. L'operazione, come sottolinea la Stampa, ha finalità non solo economiche ma anche geopolitiche e strategiche.

Avvenire presenta "Almeno credo", il documentario del regista Gualtiero Peirce dedicato ai giovanissimi e alla religione che andrà in onda domani sera su Tv2000. Coinvolto anche uno studente della Comunità ebraica romana.
Dice a proposito delle nuove generazioni la presidente Ruth Dureghello: "Bisogna prendere spunto dalle loro voci per semplificare un mondo che, da adulti, troppo spesso complichiamo".
 
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  davar
la corte pone fine al caso iniziato nel 2012
Francia, lo storico Bensoussan
assolto dall'accusa d'islamofobia

Lo storico francese Georges Bensoussan è stato assolto dall'accusa di istigazione all'odio razziale contro la Comunità islamica. Il verdetto, pronunciato dai giudici della 17esima Corte penale di Parigi, è stato reso pubblico nelle scorse ore e pone fine a una querelle iniziata nel 2012. In gioco, come più volte ricordato dai filosofi Alain Finkielkraut e Henry Bernard-Lévy, la libertà d'espressione. A far scoppiare il caso, la denuncia presentata da alcune associazioni francesi antirazziste (Ligue des droits de l’homme, Licra, MRAP, SOS-Racisme ainsi que le Collectif contre l’islamophobie en France - CCIF) a seguito di una frase pronunciata da Bensoussan, ebreo francese di origine marocchina e responsabile editoriale del Mémorial della Shoah di Parigi, durante un'intervista radiofonica con Finkielkraut: in Francia, “nelle famiglie arabe, tutti sanno, ma nessuno ammette, che l’antisemitismo è trasmesso attraverso il latte materno”, la denuncia di Bensoussan. Il riferimento dello storico si concentrava in particolare sull'antisemitismo diffuso tra i musulmani delle banlieues francesi, ostacolo alla loro integrazione e retaggio di una tradizione antisemita ben presente nel Maghreb, ovvero nei loro paesi d'origine. Un argomento a cui Bensoussan ha dedicato ampi e puntuali studi, tra cui il libro Juifs en pays arabes: Le grand déracinement 1850-1975 (2012). Distorcendo l'analisi la sua analisi, le associazioni che lo hanno querelato hanno interpretato la sua frase come un riferimento razzista. “Siamo di fronte a un antirazzismo deviato che chiede di criminalizzare un'inquietudine, invece che combattere ciò su cui si fonda. Se i giudici cedono, sarà una catastrofe intellettuale e morale”, aveva messo in guardia Finkielkraut. Ma il tribunale ha dato ragione a Bensoussan pronunciando una sentenza di assoluzione: “le osservazioni incriminate – spiega la Corte – sono state tenute in un contesto particolare” e soprattutto “il reato di istigazione all'odio, alla violenza e alla discriminazione prevede, perché si configuri, un elemento intenzionale”, elemento assente nel caso di Bensoussan.
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antisemitismo
Parlar chiaro. Non c’è altra scelta
se si vuole un futuro a testa alta

Si può. Si deve. Denunciare l’apparato ideologico dell’antisemitismo che il mondo arabo continua a disseminare a piene mani nelle nostre società. Non è razzismo e non è istigazione all’odio, ma solo un modo chiaro di chiamare le cose con il proprio nome. Di salvaguardare le nostre società e di combattere per i valori che sono propri del mondo libero. È fare il nostro dovere.
La sentenza di Parigi e l’assoluzione dello storico Georges Bensoussan per noi non è solo la buona notizia che riguarda un caro amico, è una svolta. Ma lo è anche per i tanti amici arabi che spesso mettendo a repentaglio la propria sicurezza e la propria tranquillità tentano di spezzare i terribili vincoli dell’odio tramandato da generazioni. Una subcultura praticata senza ritegno da regimi e organizzazioni feroci e balorde.
Come ha ricordato su queste pagine intervenendo a difesa di Bensoussan la storica Anna Foa “Proprio questo il momento di distinguere tra gli studi seri, volti a sfatare miti e a chiarire ed interpretare la storia, e il razzismo che dilaga. Proprio perché il momento è grave, la nostra attenzione deve raddoppiare, non calare”.
Grazie al coraggio di Georges e di chi ha voluto essergli a fianco, non solo il mondo ebraico, non solo la Francia, ma tutto il mondo libero può guardare al futuro con maggiore speranza.
Sta a noi ora fare in modo che questo gesto di coraggio non sia svilito e monopolizzato dai piazzisti della propaganda isterica, che sia patrimonio comune e condiviso e sia presidio per ogni ebreo dei valori di libera identità e libera espressione. I soli su cui possiamo fare affidamento.
Dire le cose come stanno. Sempre. Anche quando sono inevitabilmente scomode o imbarazzanti, per gli altri come per noi. Si può, si deve. Se vogliamo un futuro e speriamo in amici sinceri non abbiamo altra strada da percorrere.

gv
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"integrazione e lotta al razzismo"
"Donne in uniforme, orgoglio
dello Stato d'Israele"

Dal Primo ministro Benjamin Netanyahu al ministro della Difesa Avigdor Lieberman, unanime il sostegno espresso dalla politica israeliana per la presenza delle donne all'interno dell'esercito. “Sono  il nostro orgoglio”, ha affermato Netanyahu nel giorno in cui nel mondo si celebra la Festa della Donna. Quella del Premier è stata una risposta indiretta al rabbino Yigal Levinstein, guida dell'accademia religiosa di Eli (insediamento in Cisgiordania) che si occupa di formare i ragazzi prima dell'esercito: Levinstein è stato ripreso mentre sosteneva che le donne che servono nell'esercito diventano “pazze” e con valori “confusi”. “Ci arrivano da ebree e non lo sono più quando ne escono”, le sue parole contro cui si è levata subito un'alzata di scudi. Affermazioni tanto gravi che il ministro della Difesa Lieberman ha dichiarato di aver preso in considerazione il licenziamento di Levinstein. “Stiamo riconsiderando la posizione del rabbino Levinstein e la sua idoneità a preparare i giovani per il servizio nelle Forze di Difesa di Israele”, ha dichiarato il ministro, attualmente negli Stati Uniti dove ha incontrato il vicepresidente Mike Pence.
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il presidente ANPI alla presidente UCEI 
“A Biella iniziativa d'odio inutile
Maggiore prevenzione interna”

“Ritengo che le manifestazioni di disprezzo e di odio non servano mai a nessuna causa e tanto meno a quella della pace e della civile convivenza dei popoli. Confido di riuscire a far prevalere, anche in questo caso, la forza della ragione; e conto di mettere in atto, a livello nazionale, strumenti efficaci di prevenzione”.
È quanto assicura il Presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia (nell’immagine) in un messaggio inviato alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, dopo che la stessa aveva portato all’attenzione del suo interlocutore una squallida iniziativa organizzata in una scuola di Biella da una nota attivista antisemita e antisionista, con il supporto di una sezione locale dell’Anpi.
“Il sostegno dell’Anpi a iniziative come quella che vi segnalo – aveva scritto Di Segni, coinvolgendo nella stesura la Presidente della Comunità ebraica vercellese Rossella Bottini Treves – rappresenta un fatto gravissimo e incomprensibile e duole ancor più nella considerazione che tale filmato divenga un’esperienza vissuta nella scuola, luogo nel quale esattamente al contrario, dovremmo coltivare i valori condivisi della tolleranza e del rispetto. L’odio è una materia facilmente infiammabile, basta davvero poco per divampare in incendio”.
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la campagna "lotto marzo" e i dati da israele
Diseguaglianze di genere,
le differenze restano

II numeri sono capaci di raccontare la realtà, al di là di posizioni ideologiche e politiche, e nella ricorrenza dell’otto di marzo vale la pena di ricordarne alcuni che andrebbero però tenuti presenti tutto l’anno. Dati Eurostat pubblicati in questi giorni mostrano che l’Italia è ultima in Europa per numero di donne manager e seconda per la maggiore differenza salariale rispetto agli uomini. Due terzi delle posizioni manageriali dell’Unione Europea sono occupate da uomini e se il manager è donna percepisce uno stipendio che è in media inferiore del 23 per cento rispetto al collega uomo che ha la stessa funzione dirigenziale. L’Italia, insieme a Germania e Cipro, ha il numero minore di donne manager, (il 22 per cento) mentre la media europea, pur bassa, è del 35 per cento. Migliore la situazione nei paesi dell’Est e del Nord Europa, ma a superare il 50 per cento c’è solo la Lettonia.
L’Italia ha una pessima posizione anche per quanto riguarda la sperequazione retributiva: è l’Ungheria ad avere il gap più grande (33,7 per cento) ma in Italia – seconda, dal basso – una manager guadagna il 33,5 per cento in meno del suo collega uomo.
In Israele il Center for the Advancement of Women in the Public Sphere (WIPS) del Van Leer Jerusalem Institute, guidato da Naomi Chazan e Hanna Herzog ha sviluppato, grazie al lavoro di Hagar Tzameret Kertcher, il Gender Index.
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il progetto assieme all'ucei
Scuole e centri d'accoglienza,
l’Adei promuove l’integrazione

Prenderà il via nelle prossime ore in Sicilia una nuova edizione di “Una cultura in tante culture”, il progetto sull’integrazione di alunni di etnie diverse nelle scuole statali e di migranti nei centri di accoglienza organizzato dall’Associazione Donne Ebree d’Italia con il sostegno dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Nel programma di questa edizione, che ha come obiettivo la lotta a ogni forma di razzismo, xenofobia e bullismo, attività di affiatamento per consolidare il gruppo e acquisizione di strumenti didattici e metodologici per l’aggregazione dei partecipanti, un laboratorio di mediazione e negoziazione dei conflitti ispirato a esempi di vita scolastica quotidiana (tecnica della simulazione e del confronto, gioco di gruppo, arti come strumenti di avvicinamento e comunicazione non verbale), proiezioni di video, somministrazione di questionari ai partecipanti.
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qui firenze
Ritratti, racconti, voci dall’orrore
Agli Uffizi si parla di Memoria

La prestigiosa cornice della Galleria degli Uffizi ospiterà fino al 10 marzo l’esposizione ‘Sopravvisuti. Ritratti, memorie e voci’ del fotografo torinese Simone Gosso.
Quaranta immagini per raccontare la deportazione e la variegata realtà di chi ne fu, in diversa misura, vittima: ebrei, partigiani, antifascisti, persone prese a caso nei rastrellamenti. A promuovere l’iniziativa l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi nazisti, che ha già portato la mostra in altre città e che ha trovato nel direttore degli Uffizi Eike Schmidt un interlocutore attento e sensibile a queste tematiche.
A presentare l’esposizione anche gli ex deportati Tatiana Bucci, Vera Michelin Salomon, Gilberto Salmoni, il sindaco di Mauthausen Thomas Punkenhofer, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la consigliera Francesca Paolieri in rappresentanza della Città Metropolitana di Firenze, il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio Giani, il presidente nazionale dell’Aned Dario Venegoni e il presidente regionale Alessio Ducci.
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pilpul
Ticketless - Vaccino contro Bbs
Nelle università italiane un vaccino contro Bds esiste da tempo. Pochi se ne servono. Lo si trova a buon mercato negli scambi, nelle borse di studio, nei viaggi che tanti giovani intraprendono per completare le loro ricerche. Mi riferisco più alle facoltà umanistiche che a quelle scientifiche, che conosco meno. Tornano in Italia, questi studenti, dopo soggiorni talora molto lunghi, talora brevi a Gerusalemme o Tel Aviv. Li riconosci subito perché sono vaccinati contro ogni settarismo. Disincantati, sono capaci di formulare critiche mai astratte, ma sempre fondate sulla esperienza onesta, “visiva” e perciò accettabile, comunque la pensi ciascuno di noi. Mentre questo portale ci aggiornava sulla diffusione del contagio di Bds, anche in Italia, leggevo il diario di viaggio di uno di questi giovani, appena pubblicato (Francesco Migliaccio, “Primavera breve. Viaggio tra i labili confini di Israele e Palestina”, Napoli, Monitor edizioni).

Alberto Cavaglion
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Periscopio - Lo stato del Dialogo
Il primo numero del 2016 del semestrale di AEC (il Bollettino a cura dell’Amicizia Ebraico Cristiana di Firenze, un periodico che si distingue per la grande serietà con cui percorre, da tempo, un costante cammino di conoscenza e approfondimento critico), presenta un interessante rapporto sull’attuale stato del dialogo interreligioso tra ebrei e cristiani, offrendo ai lettori i testi integrali di alcuni importanti documenti che sono stati recentemente pubblicati, quali la Dichiarazione rilasciata il 3 dicembre 2015 dal CJCUC (Center for Jewish-Christian Understanding and Cooperation), la successiva pronuncia, del 10 dicembre, della Commissione pontificia per i rapporti religiosi con l’Ebraismo (“Perché i doni e la chiamata di Dio sono irrevocabili” [Rm. 11,29]) e altri ancora, fatti oggetto di un’analisi accurata e obiettiva, che mette in risalto tanto i progressi registrati sul piano del riavvicinamento tra le due religioni, quanto le persistenti resistenze e zone d’ombra.

Francesco Lucrezi, storico
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Positività da trasmettere
La compagnia Arcobaleno-Beresheet LaShalom torna da un altro viaggio.
Nel cuore dei ragazzi c’è la stessa sensazione di “shlichut”, di essere portatori di un messaggio. C’è l’entusiasmo e la soddisfazione di chi ha dato con tutto se stesso e ha ricevuto gratitudine e affetto infiniti. I personaggi del gruppo cambiano, si arruolano all’esercito, vanno all’università, si sposano ma lo spirito è’ sempre lo stesso: magnetizzante, coinvolgente e trascinante. Con gli anni gli spettacoli si sono arricchiti e i progetti con i coetanei palestinesi e giordani hanno dato vita a nuovi laboratori attraverso la musica, l’arte e il risveglio dei cinque sensi per imparare a relazionarsi, a capirsi e a comunicare.


Angelica Edna Calò Livne
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Purim
In questi giorni festeggeremo la festa di Purim. Il Talmud contiene un trattato dedicato a questa festa che prende il nome dalla prima mizwà, ossia il primo e più importante precetto relativo alla festa: la lettura della Meghillà, cioè del Rotolo di Ester.

Sira Fatucci 
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