Giuseppe Momigliano,
rabbino
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Ricorre
domani il Digiuno di Ester, quest’anno anticipato rispetto alla sua
data naturale in quanto la vigilia di Purim cade di Shabbat. Il digiuno
ricorda la prolungata astensione da ogni cibo e bevanda che, come
narrato nel testo biblico, la regina Ester impone a se stessa e a tutti
gli ebrei della capitale del regno di Persia, prima di presentarsi al
re per invocare la salvezza del popolo ebraico. Con queste iniziative
Ester interviene in modo decisivo negli eventi, rovesciando totalmente
il carattere sottomesso e poco coinvolto precedentemente messo in luce.
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Davide
Assael,
ricercatore
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È
un po’ come la favola di al lupo al lupo, che ci raccontavano da
piccoli. Appoggiandosi al sito di malinformazione Breitbart News,
Donald Trump ha diffuso sistematicamente bufale senza alcun ritegno per
dare forza alla sua campagna elettorale.
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Il film della vergogna
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In
evidenza sui giornali la presa di posizione della Presidente UCEI Noemi
Di Segni sullo squallido sostegno di una sezione locale dell'Anpi alla
proiezione di un documentario di una nota attivista antisemita e
antisionista in una scuola di Biella. "Di certo - scrive Avvenire -
iniziative di questo tipo non rientrano nell'accordo per promuovere la
Resistenza e la Costituzione nelle scuole, siglato da Anpi e Miur nel
2014. Un'intesa di grandissima importanza, secondo il presidente Anpi
Smuraglia, in favore della cittadinanza attiva. Proprio per questo,
sarebbe opportuno, come chiede Di Segni, scegliere di comunicare ai
nostri ragazzi un messaggio di partecipazione e fiducia".
Il messaggio della Presidente UCEI, che ha scritto al presidente Anpi
Carlo Smuraglia chiedendo un fermo intervento in tal senso, è riportato
per esteso dal sito di Repubblica.
“Gli Istituti Scolastici – si legge in una successiva nota del
Presidente della Provincia – non sono il luogo deputato ad ospitare
eventi che possano rappresentare un pensiero di parte su argomenti di
rilievo politico, che vanno affrontati in altre sedi, purché sia
garantita la presentazione dei fatti e/o avvenimenti in modo oggettivo
e super partes. Ho dunque ritenuto opportuno, oltreché corretto,
revocare la concessione di utilizzo dell’aula scolastica concessa dal
Responsabile”.
Il messaggio della Presidenza dell'Unione è stato condiviso nei
contenuti dalla Presidente della Comunità ebraica di Vercelli e Biella
Rossella Bottini Treves.
La Cassazione ha fatto cadere definitivamente le accuse nei confronti
di alcuni estremisti di destra, che nel 2014 a Milano si erano resi
protagonisti di saluti romani e altre amenità.
Nessuna responsabilità penale, si legge sul Tempo, perché quelle azioni
non sono sono state ritenute sufficienti per ipotizzare il desiderio di
restaurazione di un partito fascista in Italia.
Del caso si era parlato molto negli scorsi mesi, dopo che anche la
Corte di Appello si era pronunciata in questa direzione. Ma adesso,
scrive Il Tempo, i nostalgici della destra mussoliniana possono davvero
tirare “un sospiro di sollievo”.
Vietato l'ingresso negli ospedali e in tutti gli uffici pubblici della
Liguria alle donne con il burqa. “La delibera che sarà varata nei
prossimi giorni dalla Giunta del forzista Giovanni Toti è stata
annunciata dall'assessore regionale alla Sanità, Sonia Viale, non a
caso alla vigilia dell'otto marzo” scrive il Corriere.
Su La Stampa si torna a parlare del grande gasdotto sottomarino che
potrebbe collegare in futuro Italia e Israele. Un progetto che è stato
al centro del recente incontro tra i ministri Steinitz e Calenda a
Roma, che presto si incontreranno una nuova volta a Gerusalemme.
L'operazione, come sottolinea la Stampa, ha finalità non solo
economiche ma anche geopolitiche e strategiche.
Avvenire presenta "Almeno credo", il documentario del regista Gualtiero
Peirce dedicato ai giovanissimi e alla religione che andrà in onda
domani sera su Tv2000. Coinvolto anche uno studente della Comunità
ebraica romana.
Dice a proposito delle nuove generazioni la presidente Ruth Dureghello:
"Bisogna prendere spunto dalle loro voci per semplificare un mondo che,
da adulti, troppo spesso complichiamo".
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la corte pone fine al caso iniziato nel 2012
Francia, lo storico Bensoussan
assolto dall'accusa d'islamofobia
Lo
storico francese Georges Bensoussan è stato assolto dall'accusa di
istigazione all'odio razziale contro la Comunità islamica. Il verdetto,
pronunciato dai giudici della 17esima Corte penale di Parigi, è stato
reso pubblico nelle scorse ore e pone fine a una querelle iniziata nel
2012. In gioco, come più volte ricordato dai filosofi Alain
Finkielkraut e Henry Bernard-Lévy, la libertà d'espressione. A far
scoppiare il caso, la denuncia presentata da alcune associazioni
francesi antirazziste (Ligue des droits de l’homme, Licra, MRAP,
SOS-Racisme ainsi que le Collectif contre l’islamophobie en France -
CCIF) a seguito di una frase pronunciata da Bensoussan, ebreo francese
di origine marocchina e responsabile editoriale del Mémorial della
Shoah di Parigi, durante un'intervista radiofonica con Finkielkraut: in
Francia, “nelle famiglie arabe, tutti sanno, ma nessuno ammette, che
l’antisemitismo è trasmesso attraverso il latte materno”, la denuncia
di Bensoussan. Il riferimento dello storico si concentrava in
particolare sull'antisemitismo diffuso tra i musulmani delle banlieues
francesi, ostacolo alla loro integrazione e retaggio di una tradizione
antisemita ben presente nel Maghreb, ovvero nei loro paesi d'origine.
Un argomento a cui Bensoussan ha dedicato ampi e puntuali studi, tra
cui il libro Juifs en pays arabes: Le grand déracinement 1850-1975
(2012). Distorcendo l'analisi la sua analisi, le associazioni che lo
hanno querelato hanno interpretato la sua frase come un riferimento
razzista. “Siamo di fronte a un antirazzismo deviato che chiede di
criminalizzare un'inquietudine, invece che combattere ciò su cui si
fonda. Se i giudici cedono, sarà una catastrofe intellettuale e
morale”, aveva messo in guardia Finkielkraut. Ma il tribunale ha dato
ragione a Bensoussan pronunciando una sentenza di assoluzione: “le
osservazioni incriminate – spiega la Corte – sono state tenute in un
contesto particolare” e soprattutto “il reato di istigazione all'odio,
alla violenza e alla discriminazione prevede, perché si configuri, un
elemento intenzionale”, elemento assente nel caso di Bensoussan. Leggi
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antisemitismo
Parlar chiaro. Non c’è altra scelta
se si vuole un futuro a testa alta
Si
può. Si deve. Denunciare l’apparato ideologico dell’antisemitismo che
il mondo arabo continua a disseminare a piene mani nelle nostre
società. Non è razzismo e non è istigazione all’odio, ma solo un modo
chiaro di chiamare le cose con il proprio nome. Di salvaguardare le
nostre società e di combattere per i valori che sono propri del mondo
libero. È fare il nostro dovere.
La sentenza di Parigi e l’assoluzione dello storico Georges Bensoussan
per noi non è solo la buona notizia che riguarda un caro amico, è una
svolta. Ma lo è anche per i tanti amici arabi che spesso mettendo a
repentaglio la propria sicurezza e la propria tranquillità tentano di
spezzare i terribili vincoli dell’odio tramandato da generazioni. Una
subcultura praticata senza ritegno da regimi e organizzazioni feroci e
balorde.
Come ha ricordato su queste pagine intervenendo a difesa di Bensoussan
la storica Anna Foa “Proprio questo il momento di distinguere tra gli
studi seri, volti a sfatare miti e a chiarire ed interpretare la
storia, e il razzismo che dilaga. Proprio perché il momento è grave, la
nostra attenzione deve raddoppiare, non calare”.
Grazie al coraggio di Georges e di chi ha voluto essergli a fianco, non
solo il mondo ebraico, non solo la Francia, ma tutto il mondo libero
può guardare al futuro con maggiore speranza.
Sta a noi ora fare in modo che questo gesto di coraggio non sia svilito
e monopolizzato dai piazzisti della propaganda isterica, che sia
patrimonio comune e condiviso e sia presidio per ogni ebreo dei valori
di libera identità e libera espressione. I soli su cui possiamo fare
affidamento.
Dire le cose come stanno. Sempre. Anche quando sono inevitabilmente
scomode o imbarazzanti, per gli altri come per noi. Si può, si deve. Se
vogliamo un futuro e speriamo in amici sinceri non abbiamo altra strada
da percorrere.
gv Leggi
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il presidente ANPI alla presidente UCEI
“A Biella iniziativa d'odio inutile
Maggiore prevenzione interna”
“Ritengo
che le manifestazioni di disprezzo e di odio non servano mai a nessuna
causa e tanto meno a quella della pace e della civile convivenza dei
popoli. Confido di riuscire a far prevalere, anche in questo caso, la
forza della ragione; e conto di mettere in atto, a livello nazionale,
strumenti efficaci di prevenzione”.
È quanto assicura il Presidente nazionale dell’Anpi Carlo Smuraglia
(nell’immagine) in un messaggio inviato alla Presidente dell’Unione
delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni, dopo che la stessa
aveva portato all’attenzione del suo interlocutore una squallida
iniziativa organizzata in una scuola di Biella da una nota attivista
antisemita e antisionista, con il supporto di una sezione locale
dell’Anpi.
“Il sostegno dell’Anpi a iniziative come quella che vi segnalo – aveva
scritto Di Segni, coinvolgendo nella stesura la Presidente della
Comunità ebraica vercellese Rossella Bottini Treves – rappresenta un
fatto gravissimo e incomprensibile e duole ancor più nella
considerazione che tale filmato divenga un’esperienza vissuta nella
scuola, luogo nel quale esattamente al contrario, dovremmo coltivare i
valori condivisi della tolleranza e del rispetto. L’odio è una materia
facilmente infiammabile, basta davvero poco per divampare in incendio”.
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la campagna "lotto marzo" e i dati da israele
Diseguaglianze di genere,
le differenze restano
II
numeri sono capaci di raccontare la realtà, al di là di posizioni
ideologiche e politiche, e nella ricorrenza dell’otto di marzo vale la
pena di ricordarne alcuni che andrebbero però tenuti presenti tutto
l’anno. Dati Eurostat pubblicati in questi giorni mostrano che l’Italia
è ultima in Europa per numero di donne manager e seconda per la
maggiore differenza salariale rispetto agli uomini. Due terzi delle
posizioni manageriali dell’Unione Europea sono occupate da uomini e se
il manager è donna percepisce uno stipendio che è in media inferiore
del 23 per cento rispetto al collega uomo che ha la stessa funzione
dirigenziale. L’Italia, insieme a Germania e Cipro, ha il numero minore
di donne manager, (il 22 per cento) mentre la media europea, pur bassa,
è del 35 per cento. Migliore la situazione nei paesi dell’Est e del
Nord Europa, ma a superare il 50 per cento c’è solo la Lettonia.
L’Italia ha una pessima posizione anche per quanto riguarda la
sperequazione retributiva: è l’Ungheria ad avere il gap più grande
(33,7 per cento) ma in Italia – seconda, dal basso – una manager
guadagna il 33,5 per cento in meno del suo collega uomo.
In Israele il Center for the Advancement of Women in the Public Sphere
(WIPS) del Van Leer Jerusalem Institute, guidato da Naomi Chazan e
Hanna Herzog ha sviluppato, grazie al lavoro di Hagar Tzameret
Kertcher, il Gender Index. Leggi
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il progetto assieme all'ucei
Scuole e centri d'accoglienza,
l’Adei promuove l’integrazione
Prenderà
il via nelle prossime ore in Sicilia una nuova edizione di “Una cultura
in tante culture”, il progetto sull’integrazione di alunni di etnie
diverse nelle scuole statali e di migranti nei centri di accoglienza
organizzato dall’Associazione Donne Ebree d’Italia con il sostegno
dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane.
Nel programma di questa edizione, che ha come obiettivo la lotta a ogni
forma di razzismo, xenofobia e bullismo, attività di affiatamento per
consolidare il gruppo e acquisizione di strumenti didattici e
metodologici per l’aggregazione dei partecipanti, un laboratorio di
mediazione e negoziazione dei conflitti ispirato a esempi di vita
scolastica quotidiana (tecnica della simulazione e del confronto, gioco
di gruppo, arti come strumenti di avvicinamento e comunicazione non
verbale), proiezioni di video, somministrazione di questionari ai
partecipanti. Leggi
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qui firenze Ritratti, racconti, voci dall’orrore
Agli Uffizi si parla di Memoria
La
prestigiosa cornice della Galleria degli Uffizi ospiterà fino al 10
marzo l’esposizione ‘Sopravvisuti. Ritratti, memorie e voci’ del
fotografo torinese Simone Gosso.
Quaranta immagini per raccontare la deportazione e la variegata realtà
di chi ne fu, in diversa misura, vittima: ebrei, partigiani,
antifascisti, persone prese a caso nei rastrellamenti. A promuovere
l’iniziativa l’Associazione nazionale ex deportati politici nei campi
nazisti, che ha già portato la mostra in altre città e che ha trovato
nel direttore degli Uffizi Eike Schmidt un interlocutore attento e
sensibile a queste tematiche.
A presentare l’esposizione anche gli ex deportati Tatiana Bucci, Vera
Michelin Salomon, Gilberto Salmoni, il sindaco di Mauthausen Thomas
Punkenhofer, il sindaco di Firenze Dario Nardella, la consigliera
Francesca Paolieri in rappresentanza della Città Metropolitana di
Firenze, il presidente del Consiglio regionale della Toscana Eugenio
Giani, il presidente nazionale dell’Aned Dario Venegoni e il presidente
regionale Alessio Ducci. Leggi
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Ticketless - Vaccino contro Bbs |
Nelle
università italiane un vaccino contro Bds esiste da tempo. Pochi se ne
servono. Lo si trova a buon mercato negli scambi, nelle borse di
studio, nei viaggi che tanti giovani intraprendono per completare le
loro ricerche. Mi riferisco più alle facoltà umanistiche che a quelle
scientifiche, che conosco meno. Tornano in Italia, questi studenti,
dopo soggiorni talora molto lunghi, talora brevi a Gerusalemme o Tel
Aviv. Li riconosci subito perché sono vaccinati contro ogni settarismo.
Disincantati, sono capaci di formulare critiche mai astratte, ma sempre
fondate sulla esperienza onesta, “visiva” e perciò accettabile,
comunque la pensi ciascuno di noi. Mentre questo portale ci aggiornava
sulla diffusione del contagio di Bds, anche in Italia, leggevo il
diario di viaggio di uno di questi giovani, appena pubblicato
(Francesco Migliaccio, “Primavera breve. Viaggio tra i labili confini
di Israele e Palestina”, Napoli, Monitor edizioni).
Alberto Cavaglion
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Periscopio - Lo stato del Dialogo
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Il
primo numero del 2016 del semestrale di AEC (il Bollettino a cura
dell’Amicizia Ebraico Cristiana di Firenze, un periodico che si
distingue per la grande serietà con cui percorre, da tempo, un costante
cammino di conoscenza e approfondimento critico), presenta un
interessante rapporto sull’attuale stato del dialogo interreligioso tra
ebrei e cristiani, offrendo ai lettori i testi integrali di alcuni
importanti documenti che sono stati recentemente pubblicati, quali la
Dichiarazione rilasciata il 3 dicembre 2015 dal CJCUC (Center for
Jewish-Christian Understanding and Cooperation), la successiva
pronuncia, del 10 dicembre, della Commissione pontificia per i rapporti
religiosi con l’Ebraismo (“Perché i doni e la chiamata di Dio sono
irrevocabili” [Rm. 11,29]) e altri ancora, fatti oggetto di un’analisi
accurata e obiettiva, che mette in risalto tanto i progressi registrati
sul piano del riavvicinamento tra le due religioni, quanto le
persistenti resistenze e zone d’ombra.
Francesco Lucrezi, storico
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Positività da trasmettere
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La compagnia Arcobaleno-Beresheet LaShalom torna da un altro viaggio.
Nel cuore dei ragazzi c’è la stessa sensazione di “shlichut”, di essere
portatori di un messaggio. C’è l’entusiasmo e la soddisfazione di chi
ha dato con tutto se stesso e ha ricevuto gratitudine e affetto
infiniti. I personaggi del gruppo cambiano, si arruolano all’esercito,
vanno all’università, si sposano ma lo spirito è’ sempre lo stesso:
magnetizzante, coinvolgente e trascinante. Con gli anni gli spettacoli
si sono arricchiti e i progetti con i coetanei palestinesi e giordani
hanno dato vita a nuovi laboratori attraverso la musica, l’arte e il
risveglio dei cinque sensi per imparare a relazionarsi, a capirsi e a
comunicare.
Angelica Edna Calò Livne
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Purim
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In
questi giorni festeggeremo la festa di Purim. Il Talmud contiene un
trattato dedicato a questa festa che prende il nome dalla prima mizwà,
ossia il primo e più importante precetto relativo alla festa: la
lettura della Meghillà, cioè del Rotolo di Ester.
Sira Fatucci
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