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Positività da trasmettere

angelica edna calò livneLa compagnia Arcobaleno-Beresheet LaShalom torna da un altro viaggio.
Nel cuore dei ragazzi c’è la stessa sensazione di “shlichut”, di essere portatori di un messaggio. C’è l’entusiasmo e la soddisfazione di chi ha dato con tutto se stesso e ha ricevuto gratitudine e affetto infiniti. I personaggi del gruppo cambiano, si arruolano all’esercito, vanno all’università, si sposano ma lo spirito è’ sempre lo stesso: magnetizzante, coinvolgente e trascinante. Con gli anni gli spettacoli si sono arricchiti e i progetti con i coetanei palestinesi e giordani hanno dato vita a nuovi laboratori attraverso la musica, l’arte e il risveglio dei cinque sensi per imparare a relazionarsi, a capirsi e a comunicare.
La novità di questo viaggio è che in ogni città in cui abbiamo presentato spettacoli e workshop di “Sviluppo di una leadership positiva” siamo stati ospitati con grande affetto dalle Comunità ebraiche. Tutto è iniziato con l’invito di Beatrice Rizzato del Centro Universitario di Via Zambarella di Padova a partecipare al convegno di Interreligious – “Chi e’ il mio prossimo? Visioni dell’altro nelle religioni” e da lì le Comunità e i rabbini di Padova, Bologna, Venezia e Ferrara con tenacia e non pochi sforzi sono riusciti a trovare i teatri e a coinvolgere i licei che hanno partecipato alle attività e ad attirare un folto pubblico che ha assistito agli spettacoli. Hanno aderito al progetto il Liceo Fermi di Bologna, il Foscarini di Venezia, l’Istituto Marconi e il Calvi di Padova e l’Ariosto di Ferrara. Splendido David Menasci che è riuscito ad avere il Teatro Antoniano (quello dello Zecchino D’Oro) a Bologna e la famiglia Pesaro che hanno fatto andare in scena “Beresheet” alla Sala Estense di Ferrara. Insuperabili, come al solito, Simonetta Della Seta che ha presentato il libro “Memorie di un angelo custode” nel Circolo dei Negozianti a Ferrara e Gadi Luzzatto Voghera che lo ha presentato insieme a Luigi De Salvia al Teatro MPX di Padova.
workshop a BolognaTeresa Malucelli, studentessa diciassettenne di Ferrara, scrive: “A scuola ci sentiamo spesso solo dei numeri, e l’atteggiamento rigido dei professori non ripaga quasi mai i nostri sforzi. In tre anni di sorrisi sinceri ne abbiamo visti davvero pochi. Quindi grazie, grazie per averci insegnato di nuovo a vivere la scuola con gioia e divertimento, allontanandoci dalla rigida compostezza di tutti i giorni. Un altro grazie è per sabato sera. Mi aspettavo una classica presentazione del libro: letture, complimenti di convenienza e poi ognuno a casa sua. Non è stato così. Sentirti raccontare le tue esperienze è stato… Illuminante. Un aggettivo che spesso in italiano usiamo per prendere in giro le proposte di qualcuno. Questa volta la parola ‘illuminante’ ha una connotazione positiva. Sapere che non scendi a compromessi per quello in cui credi e che esprimi il tuo essere israeliana ogni volta che ne hai la possibilità mi riempie il cuore di gioia….Incontrare i ragazzi è stata una delle cose più belle che mi siano mai capitate. La vostra testimonianza è stata importantissima: l’Italia è piena di pregiudizi, anche Ferrara nel suo piccolo lo è. Io vivo in quartiere in cui la metà degli abitanti viene dall’estero, la mia scuola media (quella del quartiere) era multiculturale. Ho imparato a rispettare le culture degli altri e mi è stato insegnato che confrontandole con la mia nessuna ne sarebbe uscita vincitrice. Dobbiamo cercare il dialogo per uscirne vincitori insieme.
Voi ne siete usciti vincitori. Spero che anche i miei compagni lo abbiano capito. Grazie a voi ho capito che la convivenza con la mia comunità parrocchiale è possibile, dobbiamo solo cercarla entrambi”.
Alcune professoresse di Ferrara scrivono: “I nostri ragazzi sono rimasti molto colpiti, ne parlano, ci fanno domande  e questo è molto importante. Cercheremo di approfondire alcuni temi relativi all’attualità di Israele…”. E ancora: “…Con pochi gesti i ragazzi israeliani chi hanno raccontato molto ed i nostri studenti hanno ‘capito’…”.
E ora si parte per la Sicilia con l’inossidabile Ziva Fischer dell’Adei Wizo per il decimo anno di “Una cultura tra tante culture”. Sì, indubbiamente abbiamo tanti problemi in Israele, ma abbiamo ancora tanta positività da trasmettere.

Angelica Calo Livne

(8 marzo 2017)