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“Donne in uniforme, orgoglio d’Israele”

IDFWomenDoubleTapper66_273508_nDal Primo ministro Benjamin Netanyahu al ministro della Difesa Avigdor Lieberman, unanime il sostegno espresso dalla politica israeliana per la presenza delle donne all’interno dell’esercito. “Sono il nostro orgoglio”, ha affermato Netanyahu nel giorno in cui nel mondo si celebra la Festa della Donna. Quella del Premier è stata una risposta indiretta al rabbino Yigal Levinstein, guida dell’accademia religiosa di Eli (insediamento in Cisgiordania) che si occupa di formare i ragazzi prima dell’esercito: Levinstein è stato ripreso mentre sosteneva che le donne che servono nell’esercito diventano “pazze” e con valori “confusi”. “Ci arrivano da ebree e non lo sono più quando ne escono”, le sue parole contro cui si è levata subito un’alzata di scudi. Affermazioni tanto gravi che il ministro della Difesa Lieberman ha dichiarato di aver preso in considerazione il licenziamento di Levinstein. “Stiamo riconsiderando la posizione del rabbino Levinstein e la sua idoneità a preparare i giovani per il servizio nelle Forze di Difesa di Israele”, ha dichiarato il ministro, attualmente negli Stati Uniti dove ha incontrato il vicepresidente Mike Pence.
Con buona pace di chi è contrario, all’interno dell’esercito israeliano (Tsahal) le donne sono sempre più integrate. In Israele vige la leva obbligatoria per entrambi i sessi: due anni per le donne, tre per gli uomini e in passato vi erano reparti – in particolare da combattimento – in cui le prime non potevano servire. Con il tempo, l’esercito ha aperto limitato sempre di più questa disparità. “”Oggi, 85 per cento delle posizioni (in reparti da combattimento) sono aperti alle donne. Stiamo anche parlando di aprire ulteriori posizioni”, ha spiegato a Reuters, Lotem Stapleton, ufficiale di Tsahal e parte del battaglione di artiglieria Haam. Quest’ultimo, un battaglione misto, ha iniziato ad accettare le donne nel 2000. Nel complesso, spiega Reuters, le donne soldato ora costituiscono il 7 per cento dei ranghi da combattimento dell’esercito, dove uomini e donne sono arruolati all’età di 18 anni. “Credo che siamo molto più avanzati rispetto ad altri eserciti del mondo, perché il servizio militare è obbligatorio e, naturalmente, perché crediamo nella parità dei diritti”, le parole del tenente colonnello Oshrat Bachar.
Secondo una stima di Tsahal, il 38 per cento delle giovani arruolatesi nell’ultimo periodo ha chiesto di servire in unità di combattimento, motivo in più per allargare le possibilità delle donne all’interno dell’esercito.

(8 marzo 2017)