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11 Marzo 2018 - 24 Adar 5778
PAGINE EBRAICHE 24


ALEF / TAV DAVAR PILPUL
alef/tav
Jonathan
Sacks,
rabbino
Il risultato più alto non è l'espressione di sé, ma l' autolimitazione: fare spazio a qualcosa di altro rispetto a noi, di diverso da noi. I matrimoni più felici sono quelli in cui ogni coniuge fa spazio affinché l'altro possa essere se stesso.
 
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David Bidussa,
storico sociale
delle idee
Da stasera fino a domani sera l’Austria della coalizione del partito popolare (ÖVP) del cancelliere Sebastian Kurz con l'estrema destra del vicecancelliere H.C. Strache della FPÖ, ricorderà l’Anschluss - l’unificazione dell’Austria alla Germania nazista (era il 12 marzo 1938) ma nessuno del governo riesce a dire la parola nazismo.
 
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Firenze in piazza per Idy
e per dire no al razzismo
In ricordo di Idy Diene e contro il razzismo. Le 10mila persone che ieri hanno sfilato a Firenze, lo hanno fatto per ricordare Idy, il venditore senegalese ucciso il 5 marzo scorso a colpi di pistola da Roberto Pirrone, tipografo in pensione, e per dire no a ogni forma di razzismo. “È stata una manifestazione pacifica e multicolore. – la ricostruzione del Corriere – Bandiere italiane e del Senegal hanno sventolato insieme ai vessilli della pace, dell’antifascismo, della concordia e della solidarietà. Cori in più lingue, che inneggiavano all’amore verso il prossimo e dicevano ‘no’ alla xenofobia, si sono unite in una babele indecifrabile che invece di allontanare ha unito. Si è marciato pregando, ognuno come meglio ha creduto, ma si sono anche urlati slogan contro la cultura razzista senza però la rabbia delle prime ore dopo il delitto”. “Ho parlato con la moglie e con i familiari di Idy – ha detto il sindaco di Firenze Nardella – e abbiamo deciso che anche a Firenze ci sarà una cerimonia funebre per lui. Gli sarà dedicata una giornata e proclameremo il lutto cittadino”.

L’ex stratega di Trump vuole salvare il Front National. “Vi chiamino pure razzisti e xenofobi: è un distintivo d’onore… vi chiamano così perché non sanno rispondere alle domande fondamentali che state ponendo”, a parlare dal palco del Congresso del Front National a Lille è Steve Bannon, ex stratega del Presidente Usa Donald Trump, un tempo alla guida del sito vicino all’alt-right americana Breitbart. Molti gli applausi riservarti a Bannon dalla platea della ultradestra francese: per il vicepresidente del Front National, l’ex consulente di Trump – considerato uno dei motivi della vittoria dell’attuale presidente Usa – “incarna il rigetto per l’establishment, di cui uno dei peggiori simboli è l’Unione europea, e ha compreso, come Trump e Salvini, la volontà dei popoli di riprendere in mano il proprio destino” (Repubblica). Proprio a Bannon, racconta il Fatto, Marine Le Pen ha chiesto consiglio per recuperare i consensi persi dopo la dura sconfitta con Macron, che ha portato a divisioni interne. Intanto il Quotidiano nazionale da voce a chi del Front National non fa più parte: il fondatore nonché noto antisemita Jean Marie Le Pen, padre di Marine.

La Memoria in Polonia. “Auschwitz alle guide polacche”: è la scritta apparsa venerdì notte sul muro della casa di Cracovia dove vive Diego Audero, italiano di 35 anni che accompagna i visitatori nel campo di sterminio nazista. “Una provocazione – riporta Repubblica – che segue di poco le affermazioni su Twitter di Barbara Nowak, responsabile dell’educazione della Malopolska secondo cui nel museo ‘serve personale polacco che protegga l’integrità della Polonia’. E se da tempo anche il direttore del Museo, Piotr Cywinski, è nel mirino degli ultranazionalisti che ne criticano l’operato, anche la scritta sembra iscriversi nel clima di tensione legato anche alla controversa legge sulla Shoah entrata in vigore il 1 marzo che prevede pene per chiunque affermi che la Polonia è responsabile o co-responsabile di crimini commessi dai nazisti”.
 
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  davar
la seconda edizione della rassegna milanese
A Tempo di Libri con il Talmud
e le storie di Vittorio Giardino

"Dopo il primo anno di rodaggio Tempo di Libri vince la sfida e alla sua seconda edizione fa registrare una grande partecipazione di pubblico. Un successo per Milano, città che ama i libri e la lettura”. A parlare il sindaco di Milano Giuseppe Sala commentando positivamente i numeri di questo secondo anno della rassegna milanese dedicata a libri e scrittori, che ha visto – grazie anche a una scelta diversa di location e di date – una maggiore affluenza rispetto alla prima edizione. Cinque giorni in cui anche la voce ebraica, attraverso diverse vie, non fa sentire la sua mancanza. Domani ad esempio, sarà presentato il Trattato Berakhòt del Talmud Babilonese tradotto in italiano dal curatore del Progetto rav Gianfranco Di Segni, coordinatore del Collegio rabbinico italiano, assieme al rabbino capo di Milano rav Alfonso Arbib e allo studioso Stefano Levi Della Torre.
Nelle scorse ore invece, un applauditissimo Vittorio Giardino (nell'immagine), tra i maestri italiani del fumetto, ha presentato l’ultimo capitolo di una saga che ha collezionato ammiratori in tutto il monda: Jonas Fink – Una vita sospesa. Dai giorni dell’oppressione sovietica alla Primavera di Praga, il giovane ebreo Jonas Fink diventa la lente per capire una storia poco nota del Novecento europeo.
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qui parma - la giornata di studio
“Preghiera, risposta al caos”
È in corso a Parma una intensa giornata di studio dedicata al significato della preghiera, organizzata dall’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane. Numerosi i rabbini e studiosi a confronto sul concetto di preghiera (Tefillah) nell’ebraismo, chiamati a raccolta da un comitato scientifico formato da rav Roberto Della Rocca, direttore Area Cultura e Formazione UCEI; David Meghnagi, assessore alla cultura dell’Unione; Riccardo Joshua Moretti, coordinatore della Commissione Cultura UCEI e vicepresidente della Comunità di Parma, e rav Gadi Piperno, responsabile UCEI Progetto Meridione e rabbino di riferimento della Comunità di Casale Monferrato.
Ad aprire la giornata di studi una introduzione musicale di rav David Sciunnach, presidente del Tribunale Rabbinico del Centro Nord Italia e rabbino di riferimento della Comunità di Parma. Dopo i saluti del presidente della Comunità di Parma Giorgio Yehudah Giavarini, il primo tavolo di relatori – moderato dal Maestro Moretti – ha visto gli interventi dell’assessore Meghnagi e dei rabbini capo di Milano, rav Alfonso Arbib, e Roma, rav Riccardo Di Segni. Nel pomeriggio, moderati da Giavarini, gli interventi del rav Della Rocca, del rav Piperno e del rav Avraham Hazan, direttore del Merkos L’Inyonei Chinuch.
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qui torino
Antisemitismo e odio in rete,
come contrastare la minaccia

Razzismo e odio in rete, una piaga sempre più dilagante che finisce in un modo o nell’altro per condizionare l’insieme della società. Quanto e come il web può trasformare l’opinione sui fatti storici? E in che modo il web è usato come fonte, in sostituzione di archivi e biblioteche cartacee? E ancora, quali strumenti esistono oggi in Italia per contrastare questa minaccia?
Queste le domande attorno cui si animerà un confronto in programma domani sera alle 21 nel Centro sociale della Comunità di Torino su iniziativa dell’Associazione Ex Allievi e Amici della Scuola Ebraica.
Tra gli ospiti di “Razzismo, antisemitismo e web”, introdotti dal vicepresidente UCEI e presidente dell’Asset Giulio Disegni, il Procuratore della Repubblica Cesare Parodi. Interverranno inoltre il ricercatore sociale Enrico Finzi, il ricercatore del Cdec Stefano Gatti, il ricercatore dell’Istituto storico della Resistenza Enrico Manera e il dirigente della Polizia postale Fabiola Silvestri.
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demenza digitale - i post della vergogna 
Veleno antisemita e complottista dalla neosenatrice a 5 Stelle
Con i sui post sui social network, la neoletta senatrice del Movimento Cinque Stelle Marinella Pacifico dimostra di sposare la peggiore retorica complottista e antisemita. E le sue posizioni generano preoccupazione e sdegno nel mondo ebraico italiano. Sul suo profilo Facebook, la neosenatrice, insegnante in un liceo di Latina, ha infatti pubblicato - e ora cancellato - post contro la “sionista” Presidente uscente della Camera Laura Boldrini e contro il “massone” e “sionista” scrittore Roberto Saviano, hanno raccontato i media nazionali nelle scorse ore. Non solo, scorrendo il suo profilo, la redazione di Pagine Ebraiche ha trovato ulteriori post chiaramente antisemiti (anche questi cancellati ma fotografati dalla redazione): in uno del 29 dicembre 2017, Pacifico scrive “vuoi potere fama e ricchezza? Diventa massone = sionista. Ecco la classe politica che ci ha governato”. Il commento è collegato a un post dello stesso tenore delle parole di Pacifico: una carrellata di immagini postate da un altro utente in cui si vedono le più alte cariche dello Stato italiano, e non solo, in visita a sinagoghe o allo Yad Vashem di Gerusalemme, corredate dal commento “Servi dai loro padroni sionisti”. In un altro post (7 dicembre 2017), la neosenatrice Cinque Stelle rilancia un delirante articolo in cui si accusa il “macro-patronato israeliano” di essere responsabile degli attentati a Parigi del 13 novembre 2015. 
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pilpul

Il tempo dell’incertezza
Ci troviamo dinanzi ad una tale inflazione di sgradevoli notizie che, anche avendone la voglia, viene quasi a mancare il tempo per commentarle. Con quali parole, poi? Di deprecazione, di sconcerto, di accusa o che altro? Verificatosi un episodio deprimente o angosciante (in genere entrambe le cose nella medesima misura, l’una fronte e la seconda retro di una stessa medaglia) se ne avvicenda un altro per poi proseguire con l’ennesimo ancora. Si tratta di una successione pressoché interminabile, una sequela senza fine, una sequenza ininterrotta. Dopo di che, fatta la tara di una disposizione d’animo forse pessimista, va riconosciuto l’improbabilità che il tempo che stiamo vivendo sia necessariamente, se non esclusivamente, peggiore di altri già trascorsi. Ovvero, non risponde al riscontro dei fatti storici l’impressione, altrimenti piuttosto diffusa, che le cose oggi vadano in un verso più oscuro e brutale rispetto ad altre epoche. Il tasso di aggressività così come quello di prevaricazione non sono di certo una prerogativa del presente. Hanno solide radici in ciò che è stato. Plausibilmente, avranno un futuro, anche se ci auguriamo che i fatti a venire possano smentirci.

Claudio Vercelli
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