Giuseppe Momigliano,
rabbino
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L’intervento
di zelo risolutore, con il quale Pinchas aveva posto fine al gesto di
sfida plateale, sacrilega e impudica, attuato dal capo della tribù di
Simeone, viene così suggellato dalle parole dell’Eterno: “Il Signore
parlò a Mosè dicendo: Pinechas, figlio di El’azar, figlio del sacerdote
Aron…. è stato animato dallo zelo per Me… Perciò dirai: Ecco Io gli
dono il Mio patto, la pace” (Numeri 28, 11-12).
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Davide
Assael,
ricercatore
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Ha
fatto molto discutere la comparsa della bandiera di Israele al raduno
di Pontida, molto meno (anzi nulla) la sparata di Salvini sulla
macellazione rituale.
«Lavoreremo per punire chi maltratta gli animali», ha detto il Ministro
dell’Interno. L’obiettivo è presto detto: «Penso ai “fenomeni della
sinistra – aggiunge – che permettono obbrobri come la macellazione
islamica che sgozza gli animali facendoli soffrire come non
dovrebbero”. Ora, a parte l’abnorme contraddizione di un partito che ha
sempre difeso i cacciatori di ogni risma, anche estendendo i limiti
della stagione di caccia nelle regioni dove ha governato, queste frasi
dovrebbero suonare come un campanello d’allarme ad orecchie ebraiche.
Inutile dire che ogni attacco alla macellazione rituale si risolverebbe
in un attacco alla kashrut. Mi ha davvero stupito l’assenza di reazioni
da parte di voci ebraiche, che, invece, si sono molto spese nel
sottolineare la presenza della bandiera di cui sopra. Sono, invece,
cose che dovrebbero far comprendere bene quanto sia strumentale la
difesa di Israele da parte di questi signori.
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La farsa delle nuvole
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Nel confronto tra Israele e Iran (a distanza
ma spesso anche ravvicinato, come in Siria) il regime di Teheran
sceglie la strada della farsa. “Israele ci sta rubando le nuvole”,
l’allarme di un generale. Secondo il quale, scrive Il Messaggero,
“Israele avrebbe squadre congiunte che lavorano per assicurare che le
nuvole che entrano nel cielo iraniano non siano in grado di scaricare
la pioggia”. Infelicemente, in un altro passaggio, il quotidiano romano
fa di Tel Aviv la capitale dello Stato ebraico. Sul Foglio, sulla
boutade delle nuvole, una ironica riflessione di Andrea Marcenaro nel
suo Andrea’s Version.
Da segnalare anche altre due notizie, riportate in breve. Su Repubblica
si parla dell’incarico assegnato in Israele al generale Nitzan Alon,
nuovo “project manager” dell’esercito per contrastare la presenza
iraniana in Siria e in Libano. Il Corriere riferisce invece dell’ultima
trovata di Hamas per spiare i soldati israeliani, attraverso due false
app di dating e una sui Mondiali di calcio. “Nei falsi profili sui
social network – si legge – i miliziani di Hamas chattavano in ebraico
e si fingevano donne attraenti”.
Sembra intensificarsi l’influenza turca su Gerusalemme, attraverso (è
La Stampa a scriverne) “donazioni ad associazioni islamiste vicine ai
Fratelli musulmani che operano a Gerusalemme Est, acquisto di proprietà
in città, organizzazioni di tour ‘turistici’ da parte di organizzazioni
islamiste legate all’Akp, il partito di Erdogan”.
A segnalarlo ad Israele sono state anche Giordania e l’Autorità
nazionale palestinese, preoccupata – ancora La Stampa – “di vedersi
estromessa in quella che è la battaglia simbolica più importante nel
mondo islamico”.
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il
direttore di rcs sport
'Israele,
il Giro una sfida vinta
Continuiamo
a lavorare insieme'
“Il
ferro va battuto finché è caldo”.
Paolo Bellino, direttore generale di Rcs Sport, lunedì scorso ha
ricevuto la Menorah d’Oro dalla loggia romana del Benè Berith per
l’organizzazione della storica partenza della corsa rosa da
Gerusalemme. Un impegno carico di significati, sfide, suggestioni. E
che potrebbe essere il punto di partenza per nuove iniziative.
“Tutti hanno negli occhi il Giro, una grande festa che è stata
l’antipasto a una grandissima gara. È una esperienza che non si potrà
replicare, per evidenti motivi. Ma questo non esclude che possano
andare in porto altri progetti, se Israele avrà la volontà di
realizzarli. I presupposti ci sono. Bisognerà eventualmente sedersi
attorno a un tavolo e parlarne” racconta Bellino a Pagine Ebraiche.
Un paio di idee sono già state lanciate e hanno acceso la fantasia: una
possibile classica di un giorno o addirittura un vero e proprio Giro di
Israele. “Il calendario per il 2019 ormai è definito, ma dal 2020 si
può parlarne. Il pubblico eccezionale, caldo, partecipativo e
competente che abbiamo visto sulle strade di Israele ha fatto sì che
l’esperienza del Giro si rivelasse nel suo complesso entusiasmante. Se
l’intenzione è quella di dare continuità a questo impegno – afferma
Bellino – da parte nostra le porte saranno sempre aperte”.
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la scelta di alcuni studenti
Calabria, la casherut agli esami
A
pochi mesi da una visita all’Istituto Professionale Alberghiero di
Stato di Vibo Valentia di rav Elia Richetti, per un convegno su
alimentazione e religione, alcuni studenti hanno presentato agli esami
di Stato una tesi sulla casherut.
Siamo stati invitati a presenziare in quanto continuo è stato
l’interesse per la casherut e la spiritualità ebraica da parte di
alcuni studenti.
Molto belli i lavori presentati, che partivano dalla comprensione della
fede ebraica, alla storia del marranesimo in Calabria, a Primo Levi,
per poi andare a fondo con stupefacente serietà sui principi portanti
della alimentazione ebraica , rispondendo alla commissione esaminatrice
sul senso della casherut e sui marchi di controllo, sul perché delle
varie combinazioni di menù, latte e carne.
Roque Pugliese
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si cerca un assistente sociale
Deputazione, aperto il bando
La
Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio Sociale di Roma è alla
ricerca di un assistente sociale. Tra i requisiti indicati in un
apposito bando diffuso in queste ore l'iscrizione a una Comunità
ebraica, una laurea triennale in servizio sociale; l'iscrizione
all'Ordine degli Assistenti Sociali.
Saranno oggetto di attenta analisi e valutazione, è segnalato nel
bando, precedenti esperienze nell’ambito del servizio sociale;
precedenti esperienze in altri contesti lavorativi; buona conoscenza
dell'inglese; buone capacità di relazione; conoscenza dei programmi
base del PC.
Le domande, corredate del curriculum vitae e della documentazione
relativa ai requisiti richiesti, dovranno pervenire entro il 15 ottobre
di quest'anno al seguente indirizzo:
Commissione Bando Assistenti Sociali, Deputazione Ebraica di Assistenza e Servizio Sociale - Viale Trastevere 60 00153 Roma
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Ticketless - Humoristic Review
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Come
usa fare nelle grandi occasioni senza mostrare il suo volto, dalla
finestra del suo hotel romano, Beppe Grillo ha elargito l’altra sera,
Urbi et Orbi, la sua proposta di riforma della Rai. Una scena tetra,
per nulla comica. Come siamo caduti in basso! Dario Fo si rivolterà
nella tomba con uno sconsolato gramelot vedendo il suo ultimo pupillo
fare da stampella a Salvini.
Nell’Italia di oggi, c’è davvero poco da ridere e la cosa dispiace
perché l’Italia è pur sempre la culla dell’umorismo europeo. Saper
vivere e saper ridere da noi sono una sola cosa. In questi giorni è
uscito ed è accessibile in rete un ricco fascicolo doppio della rivista
“International Studies in Humour”, ottimamente curato da uno studioso
che risiede in Inghilterra, ma si è formato in Italia, Ephraim Nissan.
Si tratta di un ricco e prezioso dossier che esplora palmo a palmo –
come sarebbe piaciuto a Formiggini – l’Italia del ridere. Largo spazio
è dedicato agli ebrei italiani che hanno sempre fatto uso della
filosofia del riso per affrontare le cose serie.
Alberto Cavaglion
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Periscopio
- Karl Marx
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In
un lucido articolo pubblicato sul numero di giugno del mensile cartaceo
Pagine Ebraiche, poi ripreso sull’edizione online del giornale, Rony
Hamaui ripercorre, in occasione del duecentesimo anniversario della
nascita di Karl Marx, il controverso rapporto del filosofo di Treviri
con la religione e l’identità ebraica, da cui, com’è noto, proveniva la
sua famiglia. Opportunamente l’autore ricorda come “molti commentatori,
soprattutto antimarxisti e nazisti, hanno cercato di spiegare le radici
del marxismo con le origini ebraiche dell’autore, altri con la sua
rinuncia alla sua identità ebraica”. Sia il nonno materno, Moses Lowow,
che quello paterno, Levi Marx, erano rabbini, e il padre Heschel,
avvocato, si convertì al luteranesimo nel 1816, due anni prima della
nascita di Karl, solo in ragione di una legge prussiana che impediva
agli ebrei di praticare la professione.
Francesco Lucrezi, storico
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I
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T
Francesco Lotoro
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