Se non leggi correttamente questo messaggio, clicca qui   10 Ottobre 2021 - 4 Cheshvan 5782
L'INTERVENTO DELLA PRESIDENTE UCEI NOEMI DI SEGNI

"A Roma scene di squadrismo fascista,
destra estrema sia accantonata con i fatti"

Chiamare le cose con il loro nome, senza girarci attorno. Senza ambiguità né tentennamenti.
È quanto chiede la Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni con riferimento all’inaccettabile “spettacolo di squadrismo fascista” andato in scena per le strade di Roma. Un gravissimo attacco ai valori democratici che, sottolinea, “tutte le forze politiche e di magistratura” sono chiamate a condannare con chiarezza.
“I fatti delle ultime ore – il suo messaggio – ci ricordano quanto sia urgente che vergognose contiguità con un neofascismo italiano sempre più pervasivo siano definitivamente accantonate da chi a parole condanna ma nei fatti non fa abbastanza, o peggio, ci si relaziona”. Le parole, insiste Di Segni, non sono sufficienti. “Bisogna agire adesso, e non solo a Roma, per chiarire la pericolosità di questi gruppi ed escludere la legittimazione finora ampiamente accordata”.
Sono intanto un caso le farneticazioni sulla Shoah del candidato sindaco del centrodestra Enrico Michetti, promotore in un suo testo di alcune deliranti teorie su Memoria, banche e “lobby” capaci a suo dire di decidere i destini del pianeta. “L’idea che le nostre istituzioni cittadine siano guidate da persone il cui pensiero è intriso di pregiudizi fa tremare”, il commento della Presidente UCEI all’uscita dello Shabbat.
Ferme parole di condanna riprese oggi con evidenza da molti quotidiani. “Cultura del dialogo ed educazione alla memoria di ciò che fu il fascismo – il suo appello – siano punti cardine alla base anche delle scelte elettorali”.

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GIORNATA EUROPEA DELLA CULTURA EBRAICA - PADOVA CAPOFILA

I dialoghi e la sfida di costruire il futuro  

L’intera storia e cultura ebraica è profondamente legata al concetto di dialogo, al confronto che presuppone il riconoscimento dell’altro, ma anche di se stessi. Una consapevolezza al centro dei diversi interventi che, dalla città capofila Padova, hanno aperto la Giornata Europea della Cultura Ebraica dedicata proprio al tema dei “Dialoghi”.
“Un termine denso di significati profondi. – ha evidenziato nel suo messaggio il Capo dello Stato Sergio Mattarella – Il dialogo implica il riconoscimento reciproco tra gli interlocutori. Riconoscersi e quindi rispettarsi è un principio alla base della coesione all’interno della società e un valore cardine della nostra Carta costituzionale”.
Un dialogo che tra mondo ebraico e società civile ha percorso i secoli, dando contributi fondamentali alla cultura nazionale e non solo, ma anche segnato da violenze e pregiudizi di cui tutt’ora si leggono i segni. Una dialettica proficua, per quanto complicata, di cui Padova, come ha sottolineato il presidente della sua Comunità ebraica Gianni Parenzo, è un esempio. “In questa città il dialogo non si è mai interrotto. Grazie anche all’università che, unica in Europa, dalla metà del Cinquecento ha ammesso e laureto studenti ebrei provenienti da tutto il continente”. Un esempio significativo di come lo scambio culturale abbia radici antiche, da coltivare e riscoprire. E a questo, ha proseguito Parenzo, serve la Giornata della Cultura Ebraica: “A comunicare che l’ebraismo è vivo e vitale; che rappresenta una piccola minoranza, che ha contribuito e contribuisce con i suoi valori al cammino verso una società migliore”.
Il significato di questo contributo, sotto i diversi profili del dialogo, è stato il cuore dell’incontro inaugurale della Giornata a Padova. Dopo i saluti istituzionali, con la lettura dei messaggi del Capo dello Stato Mattarella, del Presidente del Consiglio Draghi, della Presidente del Senato Alberti Casellati e del Ministro del Turismo Garavaglia, si è entrati nel vivo del tema di questa edizione, con l’incontro dedicato al “Dialogo tra istituzioni e mondo ebraico in Italia”.
A condurlo l’assessore al Bilancio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Davide Romanin Jacur, con le conclusioni affidate alla Presidente UCEI Noemi Di Segni. “Padova è il paradigma del dialogo con le istituzioni” ha evidenziato Jacur, citando come esempio l’università aperta agli ebrei, ma anche la nascita nel 1829 del Collegio rabbinico (poi trasferitosi a Roma). “E infine non possiamo non citare una particolarità di Padova: cioè che agli inizi del Novecento tutte le cariche istituzionali pubbliche votate siano state, per un certo periodo, attribuite a personalità ebraiche”. 

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GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA - IL MESSAGGIO DI MATTARELLA

"Riconoscersi e rispettarsi, un valore cardine"

In occasione della XXII Giornata Europea della Cultura Ebraica rivolgo il mio saluto alla Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Noemi Di Segni e a tutte le comunità ebraiche.
Il tema che quest’anno caratterizza e unisce le numerose manifestazioni che, a partire dalla capofila Padova, avranno luogo in molte città italiane ed europee è “Dialoghi”, un termine denso di significati profondi. Il dialogo implica il riconoscimento reciproco tra gli interlocutori.
Riconoscersi e quindi rispettarsi è un principio alla base della coesione all’interno della società e un valore cardine della nostra Carta costituzionale. Con questo spirito rivolgo ai promotori e a tutti coloro che prenderanno parte alle iniziative della Giornata Europea della Cultura Ebraica il mio apprezzamento e i migliori auguri di buon lavoro. 

Sergio Mattarella, Presidente della Repubblica

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GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA - IL MESSAGGIO DI DRAGHI  

"Dialogo, base della nostra civiltà"

Vi mando i miei più calorosi saluti e il mio più sincero ringraziamento per il lavoro di conservazione e coordinamento che svolgete con dedizione e passione.
Questa domenica si celebra l’ingegno e la creatività delle comunità ebraiche presenti in Italia e la ricchezza del loro contributo alla vita e alla storia del nostro Paese e dell’Europa.
Penso, ad esempio, allo splendore della sinagoga di Roma e al fascino del Ghetto di Venezia; a coloro che hanno illuminato le atti e le scienze, da Italo Svevo a Franco Modigliani e Rita Levi Montalcini; e a chi si è distinto per i propri meriti civili, come la Senatrice Liliana Segre, che continua a dedicare la propria vita alla difesa della memoria e alla lotta contro l’intolleranza.
Come ho avuto modo di ricordare durante una recente visita al Memoriale della Shoah di Milano, non dobbiamo mai essere indifferenti alle manifestazioni di odio. Le istituzioni italiane sono pienamente impegnate nel contrasto all’antisemitismo, anche grazie alla Strategia nazionale coordinata dalla Professoressa Milena Santerini.
La celebrazione della cultura ebraica e delle ventuno comunità ebraiche in Italia è un’occasione per opporre alle discriminazioni l’apertura e la fraternità. Rafforza in noi la certezza che dialogo e conoscenza reciproca sono la base della nostra civiltà.

Mario Draghi, Presidente del Consiglio 

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GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA - IL MESSAGGIO DI ALBERTI CASELLATI

"Memoria e consapevolezza contro l'ignoranza"

Invio con grande piacere il mio saluto in occasione delle celebrazioni per la Giornata Europea della Cultura Ebraica.
Impegni istituzionali non mi consentono di essere con voi oggi, ma desidero esprimere alla Presidente Di Segni e all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane il mio profondo apprezzamento per lo spirito e la sensibilità con cui è stato promosso e organizzato questo importante appuntamento.
Aprire le porte delle sinagoghe, dei musei e dei siti ebraici a tutta la cittadinanza rappresenta infatti un prezioso momento di incontro e conoscenza. Una festa di amicizia e integrazione culturale, sociale e religiosa che da Padova abbraccia tutta l’Italia e guarda all’Europa in un comune desiderio di “dialogo” tra popoli e religioni. Valori che abbiamo imparato ad amare anche nel tragico ricordo dei soprusi e delle terribili violenze di cui è stato capace l’essere umano nel corso del Novecento nei confronti del popolo ebraico.
Un popolo che nonostante tante paure, tanto orrore e tanto dolore ha sempre dimostrato il suo coraggio, la sua unità, la sua forza.
Un’energia che, nel solco di una tradizione millenaria, ha reso le tante comunità ebraiche presenti nel nostro Paese importanti protagoniste della crescita e dello sviluppo, sociale, economico e culturale dell’Italia repubblicana e parte integrante della nostra identità nazionale.
In tale prospettiva, il mio auspicio è che queste giornate di arte, storia e condivisione, siano altresì occasione per riflettere ancora una volta sulla necessità di contrastare con ancora maggiore determinazione il riaffacciarsi di nuove forme di intolleranza, odio, violenza, razzismo e antisemitismo, figlie di un pregiudizio dettato dall’ignoranza.
Un’ignoranza che abbiamo il dovere di vincere attraverso la forza di una vera cultura della Memoria, della fratellanza e della consapevolezza delle nostre radici comuni.
Una cultura che si costruisce anche attraverso preziosi momenti di condivisione come questo: irrinunciabili tasselli per costruire insieme un autentico e duraturo progetto di pace e di rinascita.

Maria Elisabetta Alberti Casellati, Presidente del Senato

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GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA - IL MESSAGGIO DI GARAVAGLIA

"Cultura ebraica, contributo centrale"

Giovanni Paolo secondo definì il popolo ebraico “i nostri fratelli maggiori”. E dai fratelli maggiori cosa ti aspetti? Che ti trasmettano esperienza, conoscenza, cultura. Soprattutto se sono con noi dal secondo secolo avanti Cristo.
Ed è esattamente quel che avviene anche nel pianeta dell’industria turistica. Oggi l’offerta nazionale può contare su un contributo importantissimo da parte della cultura, l’arte, la cucina ebraica. Elementi talvolta centrali nell’offerta turistica delle città d’arte: ed apprezzati sia a livello nazionale sia a livello internazionale.
Venezia, Firenze, Roma; ma anche Ferrara, Mantova, Genova, Napoli. Quasi ogni città italiana ha elementi caratterizzanti dalla cultura e dall’arte ebraica.
Un turista qualsiasi che viene nella Capitale non può fare a meno di mangiare un “carciofo alla giudia”. Che altro non è la permeabilità alimentare della cucina ebraica in quella romana.
Potrei proseguire all’infinito negli esempi che legano l’arte e la cultura ebraica agli elementi fondanti del turismo italiano. Come la manifattura. Tutti tasselli che compongono il mosaico dell’offerta turistica nazionale che ha, grazie alla comunità ebraica, la possibilità di allargare lo spettro di interesse dell’Italia nel mondo.
D’altra parte, un “fratello maggiore” aiuta sempre quelli che vengono dopo. E l’offerta turistica ebraica rappresenta un forte ausilio e sostegno a quella italiana. 

Massimo Garavaglia, Ministro del Turismo

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LA GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA A MILANO 

Dialogo verticale, dialogo orizzontale

Dal dialogo con Dio a quello con le religioni. Dal dialogo verticale a quello orizzontale. Ritorna nel segno del tema della Giornata Europea della Cultura ebraica – “Dialoghi” – il sesto Festival Jewish in the City organizzato dalla Comunità ebraica di Milano. Divisa tra la sinagoga centrale di via Guastalla e il Museo nazionale della scienza e della tecnologia “Leonardo da Vinci”, la rassegna si è aperta sabato sera con lo spettacolo ideato e interpretato da Marina Bassani dal libro Yossl Rakover si rivolge a Dio, di Zvi Kolitz, per proseguire in sinagoga con un incontro che ha visto confrontarsi diversi esponenti del mondo religioso milanese, al fianco del rabbino capo della città rav Alfonso Arbib. Sul tema del “Dialogo istituzionale tra gli ebrei italiani e le istituzioni dello Stato” ha invece riflettuto la coordinatrice nazionale per la lotta contro l’​antisemitismo Milena Santerini, in un evento introdotto dallo storico Alberto Cavaglion e con un intervento anche del ministro dell’Interno Luciana Lamorgese.

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LA GIORNATA DELLA CULTURA EBRAICA A ROMA  

"Ebraismo, un fermento continuo"

L’ebraismo come “fermento continuo”, anche nella relazione con una società circostante che da questo slancio ha molto da guadagnare.
Un contributo su vari livelli sul quale si è soffermato rav Riccardo Di Segni, protagonista di uno degli appuntamenti che hanno caratterizzato la prima parte della Giornata romana insieme al giornalista Antonio Polito e al direttore del Benè Berith Sandro Di Castro.
Punti acquisiti in questa dinamica relazione, ma anche problemi aperti al centro di un confronto durante il quale sono stati approfonditi concetti chiave come valore della “diversità”, sfide poste dal politically correct, nodi irrisolti nel rapporto con i vertici della Chiesa. Uno dei tanti “Dialoghi” possibili in una Giornata in cui ci si sta confrontando anche su Medio Oriente in trasformazione sotto l’impulso degli Accordi di Abramo, possibilità di conoscenza schiuse da antichi manoscritti in mostra, le finestre culturali aperte dall’incontro con il giudaico-romanesco. E ancora, più tardi, su Dante ed ebraismo e Dante ed ebrei.
Dialoghi possibili e dialoghi al contrario impossibili, nel segno di aberranti riferimenti culturali che rimandano alla peggior retorica possibile. Come nel caso della vergognosa uscita sulla Shoah di Enrico Michetti, il candidato sindaco del centrodestra al centro di un caso nazionale e le cui considerazioni sono state stigmatizzate anche dalla presidente della Comunità ebraica Ruth Dureghello in un tweet e poi in un successivo intervento sul quotidiano La Stampa. “Le parole di Michetti – il suo pensiero – sono pericolose e nascondono un inquietante pregiudizio”. Anche il vicepresidente della Comunità Ruben Della Rocca, inaugurando gli incontri al Palazzo della Cultura, ha espresso il proprio sdegno.

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LA GIORNATA  DELLA CULTURA EBRAICA A FIRENZE

Nel nome di rav Cassuto (ed Enzo Collotti)

Grande è il debito di gratitudine del mondo ebraico verso Enzo Collotti, storico della Shoah e della persecuzione nazifascista scomparso negli scorsi giorni all’età di 92 anni.
Dedicata al suo ricordo, su iniziativa del presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, una Giornata che a Firenze è incentrata anche sulla sfida della Memoria e della sua trasmissione ai giovani.
Il programma si è infatti aperto con lo svelamento della pietra d’inciampo in ricordo di rav Nathan Cassuto, il rabbino eroe che fu al vertice della rete di assistenza clandestina agli ebrei perseguitati, che sarà collocata prossimamente nel luogo della sua cattura in via de’ Pucci 2. Tra i partecipanti alla cerimonia il figlio David, giunto da Gerusalemme. “Papà – ha detto in una recente intervista – è sempre con me, in ogni cosa. Non lo dico tanto per dire. L’ho perso giovanissimo eppure, davanti a ogni scelta, le domande che mi pongo sono sempre le stesse: lui cosa farebbe, lui cosa direbbe?”. A condividere questo solenne momento c'erano tra gli altri, oltre a Fink, anche il rabbino capo Gadi Piperno, l'arcivescovo Giuseppe Betori, l'assessore comunale Alessandro Martini. 

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LA SFIDA DEL DIALOGO 

Ebrei e cristiani, confronto aperto

Evento ricco di impegno e contenuti anche a Pescara, con una riuscita collaborazione tra Comune e Regione Abruzzo che si inserisce nella scia delle iniziative organizzate in passato sul tema del dialogo con l’ebraismo e per il Giorno della Memoria. Tra gli altri il conferimento della cittadinanza onoraria a Liliana Segre, a tutte le vittime della Shoah, all’UCEI e ai combattenti della Brigata Ebraica cui è stata anche dedicata una targa che riporta una citazione in ebraico di uno salmo (si trova sulla facciata del palazzo del Comune, nel cui giardino anche un ulivo in loro memoria).

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GIÀ PRESIDENTE UGEI E VICEPRESIDENTE DELLA COMUNITÀ EBRAICA

Milano, Nahum in Consiglio comunale

Dal mondo del lavoro al sociale, dai progetti culturali al dialogo con le varie comunità etniche presenti sul territorio. Temi che hanno animato la campagna elettorale di Daniele Nahum, già presidente dell’Unione Giovani Ebrei d’Italia per tre mandati e vicepresidente della Comunità ebraica di Milano dal 2010 al 2012, candidatosi alle recenti elezioni al fianco del confermato sindaco Beppe Sala.
Le 821 preferenze accordate sono valse a Nahum l’ingresso nel Consiglio comunale. L’elezione è stata ufficializzata nelle scorse ore, dopo l’annuncio relativo alla composizione della prossima Giunta che avrà il compito di dare i tempi all’amministrazione del capoluogo lombardo.

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Proviamoci, ancora
È sempre difficile dire addio ai propri maestri. Quando capita – a me ormai è capitato più di una volta, l’ultima giovedì scorso, formalmente ieri – inizi a misurare che cosa ti rimane. Se hai la fortuna di avere amici che sono della generazione dopo la tua con cui sia emozionante costruire progetti e, soprattutto, ascoltarli e parlare con loro senza supponenza o autoritarismo, forse c’è possibilità di un domani. Diversamente c’è solitudine. Penso che così deve aver pensato Noè, riaprendo l’arca, che voleva dire ricominciare, “proviamoci, ancora! Un’altra volta!”.
 
                                                                          David Bidussa
Camerati grigi
Ci sono situazioni e condotte che rivelano quella sgradevole assenza di etica che si accompagna ad una visione del mondo, e della società, sospesa tra caserme e postriboli. Il tutto abbondantemente annaffiato da quella miscela di maschilismo, machismo e opportunismo che è proprio di individui, a volte anche donne, che rimpiangono il tempo della prevaricazione. Non può quindi sorprendere il fatto che le immagini stesse di quelle circostanze trasudino gusto per la prevaricazione e risultino non solo volgari ma moralmente oscene.
                                                                          Claudio Vercelli
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