La Giornata a Firenze
Nel nome di Cassuto (e Collotti)

Grande è il debito di gratitudine del mondo ebraico verso Enzo Collotti, storico della Shoah e della persecuzione nazifascista scomparso negli scorsi giorni all’età di 92 anni.
Dedicata al suo ricordo, su iniziativa del presidente della Comunità ebraica Enrico Fink, una Giornata che a Firenze è incentrata anche sulla sfida e sulle prospettive della Memoria. Il programma si è infatti aperto con lo svelamento della pietra d’inciampo in ricordo di rav Nathan Cassuto, il rabbino eroe che fu al vertice della rete di assistenza clandestina agli ebrei perseguitati, che sarà collocata prossimamente nel luogo della sua cattura in via de’ Pucci 2. Tra i partecipanti alla cerimonia il figlio David, giunto appositamente da Gerusalemme. “Papà – ha detto in una recente intervista – è sempre con me, in ogni cosa. Non lo dico tanto per dire. L’ho perso giovanissimo eppure, davanti a ogni scelta, le domande che mi pongo sono sempre le stesse: lui cosa farebbe, lui cosa direbbe?”.
A condividere questo solenne momento c’erano tra gli altri anche il rabbino capo Gadi Piperno, l’arcivescovo Giuseppe Betori, l’assessore comunale Alessandro Martini. 
Molti gli spunti di riflessione dalla Giornata: “Il tema del dialogo – afferma Fink – è particolarmente caro al mondo ebraico e in particolare alla nostra Comunità. Parleremo di dialogo come elemento costitutivo e centrale del pensiero ebraico, ma anche come pratica, declinandolo secondo i tanti temi che l’attualità ci propone. A questo proposito, ci tengo a ribadire oggi l’impegno che la Comunità ebraica ha sempre avuto nel sostenere la richiesta di uno spazio adeguato per la costruzione di una moschea degna di questa città e della comunità islamica che ne fa parte”.

(10 ottobre 2021)