Il messaggio di Garavaglia
“Cultura ebraica, contributo centrale”
Giovanni Paolo secondo definì il popolo ebraico “i nostri fratelli maggiori”. E dai fratelli maggiori cosa ti aspetti? Che ti trasmettano esperienza, conoscenza, cultura. Soprattutto se sono con noi dal secondo secolo avanti Cristo.
Ed è esattamente quel che avviene anche nel pianeta dell’industria turistica. Oggi l’offerta nazionale può contare su un contributo importantissimo da parte della cultura, l’arte, la cucina ebraica. Elementi talvolta centrali nell’offerta turistica delle città d’arte: ed apprezzati sia a livello nazionale sia a livello internazionale.
Venezia, Firenze, Roma; ma anche Ferrara, Mantova, Genova, Napoli. Quasi ogni città italiana ha elementi caratterizzanti dalla cultura e dall’arte ebraica.
Un turista qualsiasi che viene nella Capitale non può fare a meno di mangiare un “carciofo alla giudia”. Che altro non è la permeabilità alimentare della cucina ebraica in quella romana.
Potrei proseguire all’infinito negli esempi che legano l’arte e la cultura ebraica agli elementi fondanti del turismo italiano. Come la manifattura. Tutti tasselli che compongono il mosaico dell’offerta turistica nazionale che ha, grazie alla comunità ebraica, la possibilità di allargare lo spettro di interesse dell’Italia nel mondo.
D’altra parte, un “fratello maggiore” aiuta sempre quelli che vengono dopo. E l’offerta turistica ebraica rappresenta un forte ausilio e sostegno a quella italiana.
Massimo Garavaglia, ministro del Turismo
(10 ottobre 2021)