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Una soluzione sorprendente

La politica israeliana, sempre pragmatica e al tempo stesso fatta di ideali e di idee, ha escogitato una soluzione di governo fino a oggi impensabile. Un governo di destre alleate con lo storico Labour, lasciando all’opposizione Kadima, il laboratorio politico di centro nato dal carisma di Ariel Sharon e guidato oggi da una leader del presente e probabilmente del futuro Tzipi Livni. Dimostratasi impossibile l’alleanza fra la Livni e Netanyhu e con poco spazio politico un’alleanza di sole destre con i partiti religiosi, nasce una coalizione che, anche se sicuramente inedita e con svariate incognite, soddisfa, a mio avviso, molte esigenze oggettive presenti nello scenario politico nazionale e internazionale che numererei non necessariamente per ordine di importanza:
1) Affidare il delicato e importantissimo ministero della Difesa a Ehud Barak, il militare più decorato di Israele, con grande esperienza sul campo e nella lotta al terrorismo.
2) Rassicurare, anche se forse non è necessario, gli amici americani ed europei sulla tradizionale opzione per la soluzione di pace dei governi israeliani con la controparte palestinese.
3) Rafforzare la qualità secolare del governo.
4) Bilanciare a sinistra il partito di Lieberman che comunque su molte questioni non possiamo identificare come di destra.
5) Garantire al Labour e quindi a un pezzo fondamentale della storia di Israele di continuare a incidere nelle scelte per il futuro del Paese.
6) Dare alla sinistra democratica, che ha un rapporto di vicinanza con il sindacato, un dicastero economico in un’epoca di crisi dei mercati.

La necessità di dare un governo allo Stato di Israele senza dover ricorrere a nuove elezioni ha dato questo esito. La mia è ovviamente un’ipotesi sulle ragioni dell’alleanza e non riflette ovviamente la mia eventuale appartenenza politica.

Riccardo Hofmann, Consigliere dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane