Israele – Approvata la riforma elettorale

votoÈ tempo di leggi elettorali nei due paesi dove frammentazioni e instabilità hanno reso, per così dire, difficile la governabilità. Italia e Israele provano a cambiare le regole per darsi un sistema elettorale che funzioni. E se il governo di Roma sembra essere nella direzione di un cambiamento, quello di Gerusalemme oggi ha già segnato una svolta. Il voto compatto della maggioranza (67 voti), in una Knesset disertata dall’opposizione per protesta, ha infatti portato all’innalzamento della soglia di sbarramento dal 2 al 3,25%. “Il popolo di Israele ha bisogno di una governo forte e stabile, e di una minore frammentazione dei partiti”, ha dichiarato il premier Benjamin Netanyahu. Alzare la soglia per evitare la parcellizzazione politica. Questa l’idea alla base del provvedimento, primo dei tre delicati progetti di riforma al vaglio della Knesset in questi giorni. Non è però d’accordo l’opposizione, che ha definito la legge antidemocratica in quanto non garantirebbe la rappresentatività. In particolare, riprendendo i risultati del 2013, con la soglia al 3,25% rimarrebbero fuori due dei tre partiti arabi, Hadash e Balad (con Ta’al unica formazione ad aver superato la quota con il suo 3,65%). I contrari alla riforma sostengono che sia un modo per soffocare la voce araba, i favorevoli rivendicano invece l’opportunità di averne una – o almeno una – più rappresentativa e forte all’interno del gioco politico israeliano.
Dal punto di vista della coalizione, quello di oggi è il primo passo verso l’approvazione del pacchetto di riforme previsto dal governo Netanyahu per questa settimana. Giovedì sarà presentata la legge sulla leva obbligatoria tanto discussa dal mondo ultraortodosso israeliano. La norma introduce l’obbligo di raggiungere una quota di studenti delle yeshivot da arruolare ogni anno.
Tornando alla legge appena approvata, limiterà anche i ministri con un limite previsto di diciotto nomine (escluso il primo ministro), quattro potranno essere i viceministri mentre è esclusa la nomina di ministri senza portafoglio. “Mi congratulo con i cittadini israeliani che ora avranno governi più funzionali e stabili”, ha affermato il ministro delle Finanze Yair Lapid. Duro invece il suo collega di governo Avigdor Lieberman, ministro degli Esteri e capo del partito Israel Beitenu (a cui si deve la proposta di riforma elettorale varata), nei confronti dell’opposizione. “Quello che vediamo qui è una rappresentazione di ipocrisia e piagnucolio”, ha attaccato Lieberman presentando il provvedimento. Secondo il ministro, che se le presa in particolar modo con la guida dei laburisti Isaac Herzog, “tutte queste persone, che ora hanno paura per la democrazia israeliana, erano solite parlare della necessità di alzare la soglia elettorale per evitare che formazioni effimere entrassero in parlamento”. Non si è fatta attendere la risposta di Herzog, “signor ministro degli Esteri lei ha creato la maggior parte della sua carriera su campagne intimidatorie. Non farà abbassare lo sguardo all’opposizione e non la spaventerà”. Le file vuote della minoranza alla Knesset sono dovute anche alla lettera inviata questa mattina da Yariv Levin del Likud a tutta la coalizione per supportare le tre riforme al varo della Knesset. Una sorta di referendum interno in cui si chiedeva di firmare la lettera per evitare divisioni interne al momento del voto. Pressione che, stando ai giornali israeliani, non è piaciuta all’opposizione, assente come detto in blocco dalla Knesset. Per David Rotem di Israel Beitenu, proponente della legge, l’assenza non è che la dimostrazione della debolezza del fronte dei contrari. “Non si sono fatti vedere perché sapevano che avrebbero perso”, ha affermato Rotem. Giovedì la partita ricomincerà con il voto sulla riforma dell’obbligo di leva, su cui ci sono stati disaccordi interni alla coalizione e banco di prova per la tenuta della maggioranza. Proprio per evitare fratture, il piano di riforme è stato presentato in un pacchetto unico ma non è detto che non ci saranno sorprese.

Daniel Reichel

(11 marzo 2014)