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Israele – Gerusalemme, sale la tensione

riunioneDopo l’agguato al rabbino Yehuda Glick, attivista di destra raggiunto da colpi di arma da fuoco sparati da un terrorista 32enne ucciso questa mattina in un blitz nel quartiere di Abu Tor, torna altissima la tensione tra governo israeliano e leadership palestinese.
Il sanguinoso episodo delle scorse ore, avvenuto all’ingresso del centro dedicato all’ex primo ministro Menachem Begin (Gerusalemme Ovest), ha infatti portato alla decisione del governo di chiudere temporaneamente, per motivi di sicurezza, l’accesso alla Spianata delle moschee.
“Dietro le violenze a Gerusalemme est c’è una ondata di incitamento da parte di elementi islamici radicali e del presidente dell’Anp Abu Mazen che ha dichiarato che occorre impedire con tutti i mezzi agli ebrei di entrare nel Monte del Tempio”, ha affermato il primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu. “Un’azione che equivale a una dichiarazione di guerra”, ha replicato Abu Mazen.
Questa mattina, sempre a Gerusalemme, si è intanto svolto un vertice (nell’immagine) tra lo stesso Netanyahu, il ministro della Difesa Moshe Ya’alon, il ministro per la Pubblica Sicurezza Yitzhak Aharonovitch, il capo dello Shin Bet Yoram Cohen, il sindaco Nir Barkat e rappresentanti delle forze di difesa e del ministero della Giustizia.
La situazione clinica di rav Glick resta intanto grave ma stabile mentre è ormai virale un video che lo ritrae in un momento di preghiera assieme ad alcuni fedeli musulmani. Il rav è infatti un sostenitore della libera circolazione di cittadini ebrei nell’area del Monte del Tempio (dove oggi sorgono Moschea di Omar e Moschea di Al Aqsa) e vede in quel luogo un’occasione di fratellanza – ancora non sfruttata – per le due religioni. Di questo argomento, principale obiettivo della sua militanza, aveva appena finito di discutere al centro Begin.
L’attacco a rav Glick arriva dopo giorni di tensioni e violenze. La scorsa settimana un 20enne affiliato ad Hamas, proveniente da Gerusalemme Est, ha lanciato la sua auto contro alcune persone in attesa del tram mietendo due vittime tra cui una bambina di tre mesi. “Un altro morto e sarà Intifada”, ha recentemente titolato il popolare quotidiano israeliano Yedioth Ahronot.

(30 ottobre 2014)