sheva – melamed
Studiare, per contrastare l’estremismo

header_melamedIl Mein Kampf torna a far discutere, sia per la sua riedizione che per l’ipotesi di renderlo un libro di testo su cui far studiare i ragazzi dei licei. La richiesta è stata fatta lo scorso anno dalla Deutschen Lehrerverbandes, associazione degli insegnanti tedeschi. La nuova edizione critica, corredata di oltre 3.500 note, è curata dall’Istituto di storia contemporanea di Monaco. Spiega Sette del Corriere (8 gennaio) che “Per 70 anni i diritti del libro sono stati detenuti dalla Baviera, che ha sempre rifiutato i permessi di ristampa. I diritti sono però scaduti alla fine del 2015 e le autorità, per sottolineare che non si tratta di un ‘via libera’ per tutti, hanno annunciato che perseguiranno comunque per incitamento all’odio razziale chiunque lo editi acriticamente. Alle associazioni ebraiche questo non basta, e giudicano irresponsabile l’idea di rendere il testo argomento di studio nelle scuole”. La risposta dei docenti è che più che uno strumento per far conoscere la storia, l’approfondimento di alcuni passi del libro potrebbe servire a contrastare l’estremismo politico e l’avanzata dei movimenti di estrema destra. Le Monde affronta l’argomento spiegando il volume è stato scritto fra il 1924 e il 1925, otto anni prima della salita al potere del fondatore del nazismo. L’edizione critica non è un’opera destinata al pubblico: i due volumi, quasi duemila pagine arricchite da un enorme apparato di note, sono il risultato del lavoro portato avanti da quattro storici, guidati da Christian Hartmann, a partire dal 2009. Secondo Andreas Wirsching, direttore dell’Istituto di storia contemporanea di Moncao,”L’edizione critica è indispensabile per distruggere il mito”, e la sua posizione è stata sostenuta anche dallo storico britannico Ian Kershaw, specialista del nazismo. QN, il 9 gennaio, nel titolo suggerisce che “Il fantasma di Hitler spacca la Germania”e cita le perplessità della comunità ebraica tedesca il cui presidente, Josef Schuster, si è detto contrario alla pubblicazione di questa “opera di propaganda antisemita”. Il ministro dell’Istruzione Johanna Wanka ha auspicato che lo studio dell’edizione critica sia integrato ai programmi scolastici, ma questo ha scatenato la reazione del principale sindacato di insegnanti tedeschi (Vbe). Va ricordato a chi contesta l’attuale riedizione, dove il testo originale è accompagnato da un monumentale apparato di commenti e note volte a contestualizzare e decostruire in maniera puntuale e documentata le tesi del futuro Führer che il libro non era certo introvabile.
Vivere sotto minaccia. L’8 gennaio del 2015 l’autore dell’attentato all’HyperCacher di Parigi aveva ucciso una poliziotta, probabilmente mentre stava cercando di attaccare la scuola ebraica che si trovava a un isolato di distanza dal luogo dell’aggressione. Le Figaro, a un anno dall’attentato, racconta cosa è cambiato da allora per le famiglie dei 260 studenti della “Yaguel Yaacov”, che li porta dalla materna alla fine della scuola primaria. Fra esercitazioni, sicurezza e militari davanti all’ingresso.
Il cibo dei bambini. Paolo Di Stefano, sulle pagine milanesi del Corriere (9 gennaio), interviene su una vicenda che molto spazio ha avuto sui giornali: “C’è un principio giuridico e morale universalmente accettato da diversi secoli: le colpe dei padri non devono mai ricadere sui figli, maggiorenni o minorenni che siano. Qualche assessore della giunta comunale di Corsico dovrebbe preoccuparsi di comunicarlo al suo sindaco, in modo da farlo recedere dalle sue intenzioni bellicose. Perché è un ricatto inaccettabile che i bambini della materna e delle elementari figli di famiglie morose vengano privati della mensa per sollecitare i loro genitori a pagare le tasse scolastiche.”

Ada Treves

(15 gennaio 2016)

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