Il premier Netanyahu in visita a Mosca Israele e Russia sempre più vicini 25 anni fa lo storico disgelo
Per la quarta volta nel corso di un anno, il Premier israeliano Benjamin Netanyahu si è recato a Mosca per incontrare il presidente russo Vladimir Putin (nell’immagine, un momento dell’incontro). Un vertice organizzato per celebrare i 25 anni dalla ripresa dei rapporti diplomatici tra i due paesi nonché occasione per discutere degli equilibri mediorientali e dell’entrata in vigore di alcuni accordi bilaterali. “Ci sentiamo sicuramente a casa. Le porte d’Israele sono aperte per la Russia e le porte russe sono aperte per Israele”, ha dichiarato nelle scorse ore Netanyahu, inaugurando a Mosca l’esibizione interattiva “Open a door to Israel” . Il Premier ha parlato di rapporti di empatia tra i due Paesi, di un “passato comune con capitoli tragici per entrambi i popoli”, affermando che oggi vi è “una forte volontà di sviluppare un futuro insieme”. Come riferiva il comunicato diffuso dall’ufficio del Primo ministro israeliano alla vigilia della visita, il vertice con Putin è un occasione per parlare di strategie per il futuro. Sul tavolo, le varie questioni regionali, spiegava il comunicato, tra cui la lotta globale contro il terrorismo, la situazione in Siria e sui suoi confini, l’orizzonte diplomatico tra Israele e i palestinesi, nonché la cooperazione bilaterale economica e commerciale e il rafforzamento dei legami culturali tra i due paesi. La visita segnerà inoltre la firma di un accordo bilaterale in merito alle pensioni, “il cui obiettivo è quello di correggere un’ingiustizia storica – affermano dall’ufficio del Premier a Gerusalemme – che riguarda gli emigrati provenienti dalla ex Unione Sovietica e arrivati in Israele prima del 1992, che avevano perso la propria idoneità a ricevere la pensione russa”. In un’intervista il ministro dell’Immigrazione israeliano Zeev Elkin, parte della delegazione attualmente in Russia, ha spiegato che “oggi, coloro che hanno una cittadinanza russa ricevono in ogni caso la pensione. Tuttavia chi, durante il periodo sovietico, era stato più o meno costretto a rinunciare alla cittadinanza non può più esercitare il proprio diritto ad ottenere la pensione. Questo accordo permetterà di farlo – ha dichiarato Elkin – Si stima che circa 30mila israeliani stiano ricevendo pensioni russe e che altri 30mila inizieranno a riceverla grazie a questo accordo”.
L’intesa entrerà in vigore nel 2017 e secondo il ministero del Lavoro russo il numero di israeliani che potrebbero richiedere una pensione a Mosca ammonta a circa 100mila persone (il numero totale degli immigrati dall’ex Unione Sovietica in Israele è di circa un milione).
Nei giorni in cui in Israele si ricorda la Guerra dei sei giorni, Netanyahu ha ricordato come i rapporti con la Russia siano cambiati radicalmente cambiati da allora. “Gli eserciti attorno a noi erano armati, addestrati, riforniti e supportati dall’Unione Sovietica”, aveva ricordato il Premier di recente. “Guardate la differenza, l’enorme differenza, degli ultimi anni. La Russia è una potenza mondiale e il rapporto tra noi si è fatto più stretto nel corso del tempo. – ha affermato Netanyahu – Sto lavorando per stringere questo legame; che serve a noi e alla nostra sicurezza nazionale in questo momento, e che ha impedito scontri superflui e pericolosi sul nostro confine settentrionale”. Il riferimento è alla presenza russa in Siria in appoggio al dittatore Assad, storico nemico di Israele, che aveva creato una certa preoccupazione a Gerusalemme. Da qui anche i diversi viaggi di Netanyahu a Mosca, per ricevere rassicurazioni da Putin sulla gestione del conflitto siriano e la cooperazione militare nell’area.
Daniel Reichel
(7 giugno 2016)