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Chi incita all’odio e al terrorismo
fuori dal Parlamento israeliano

knesset
La scorsa notte la Knesset, il parlamento israeliano, ha approvato una legge che permette di rimuovere i parlamentari che incitano al razzismo o sostengono la lotta armata contro lo Stato ebraico. Secondo la legge, approvata con una maggioranza di 62 voti contro 45 e in queste ore molto discussa in Israele, la Knesset potrà espellere un suo membro quando a richiederlo sarà una maggioranza di 90 parlamentari. Per avviare la procedura di espulsione saranno necessari i voti di 70 dei 120 membri della Knesset, di cui almeno 10 dell’opposizione (prima di passare al voto dell’Assemblea generale, la proposta d’espulsione dovrà essere approvata dalla Commissione parlamentare con almeno tre quarti dei voti favorevoli). Secondo il Primo ministro Benjamin Netanyahu si tratta di una norma che “mette fine a un assurdità”: “chi sostiene il terrorismo contro Israele e contro i suoi cittadini ora non servirà più nella Knesset”. “Come ogni democrazia al mondo – si legge nel post pubblicato sui social network dal Premier – la democrazia israeliana ha il diritto e dovere di difendersi”. Se la maggioranza di governo ha votato compatta a favore della legge, diverse voci ne hanno contestato la legittimità, affermando che si tratta di un atto che vuole colpire principalmente i membri arabi del Parlamento. Tra questi ultimi, sono già stati sospesi Haneen Zoabi – già nota per i suoi attacchi contro Israele dagli scranni della Knesset e che nelle scorse settimane ha definito i soldati di Tsahal “assassini” – e Basel Ghattas per quattro mesi e Jamal Zahalka (tutti e tre della lista unitaria araba) per aver visitato i famigliari di un terrorista palestinese.
Per il leader dell’opposizione Isaac Herzog la legge è un attacco alla libertà d’opinione – concetto condiviso dai critici della norma – ed è un segno nero sul volto d’Israele”. Per Herzog l’esecutivo guidato da Netanyahu è “un governo carico d’odio” ed “è occupato ad allargare la frattura (interna) che minaccia Israele più di ogni nemico esterno”.
Tra i critici della norma, anche il Presidente d’Israele Reuven Rivlin che già nel febbraio scorso aveva avvisato la Knesset sull’inopportunità di un’iniziativa di questo tipo: il potere di punire i parlamentari, aveva avvertito il presidente, non dovrebbe essere nelle mani dei colleghi.

d.r.

(20 luglio 2016)