La nuova escalation di violenza Israele blinda Gerusalemme
La violenza dei lupi solitari si ripresenta in Israele dopo un periodo di relativa calma. Nove attacchi da venerdì scorso a oggi. Questa mattina l’ultimo, nella zona di Hebron, in Cisgiordania, con il tentativo da parte di un giovane terrorista di accoltellare un gruppo di soldati israeliani. L’aggressore, un giovane di 16 anni proveniente dal villaggio di Bani Na’im, è stato ucciso prima di riuscire a ferire qualcuno. Versa invece in condizioni gravi la poliziotta accoltellata ieri da un altro terrorista a Gerusalemme, nei pressi della città vecchia. L’agente non è in pericolo di vita, hanno spiegato i medici del Shaare Zedek Medical Center dove è ricoverata, ma ha subito danni alla spina dorsale e perso molto sangue. Ricoverato con diverse ferite anche un altro agente mentre l’aggressore è stato ucciso.
In seguito a questi attacchi il Primo ministro Benjamin Netanyahu, da oggi a New York per la riunione delle Nazioni Unite e per incontrare il presidente Usa Barack Obama, ha chiesto un maggior dispiegamento di forze sia nella Capitale sia nella zona attorno a Hebron. L’escalation di violenza non stupisce l’intelligence israeliana che aveva avvertito di un possibile nuovo ciclo di violenze dopo la festa musulmana di Id al-Adha e prima di quelle ebraiche (Rosh HaShannah e Kippur). Per evitare di gettare benzina sul fuoco, Netanyahu ha chiesto allo speaker della Knesset Yuli Edelstein di continuare ad impedire ai ministri del suo governo e ai parlamentari di accedere al l’area del Monte del Tempio.
A differenza dello scorso anno, spiega l’analista militare di Haaretz Amos Harel, le forze di sicurezza non sono state colte in contropiede dall’azione dei lupi solitari palestinesi, comunque difficile da contrastare perché non pianificata e frutto di scelte per lo più autonome degli aggressori. Grazie al coordinamento con l’Autorità palestinese e un migliore monitoraggio dei social media (il luogo dove si diffonde l’istigazione alla violenza palestinese), che ha portato all’arresto di molti sospettati prima che potessero compiere attentati, il numero degli attacchi contro civili e soldati israeliani è stato contenuto in modo efficace. Inoltre, nei punti considerati sensibili sono state posizionate telecamere di sicurezza e ordinato il dispiegamento di ulteriori forze di sicurezza.
“Tutto questo – sottolinea Harel – non fermerà l’ondata di attacchi terroristici dei lupi solitari, ma dovrebbe ridurre le vittime israeliane”.