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Dal 2014 nelle mani di Hamas,
Avraham e la libertà negata

rapito hamasAvraham Mengistu, trentenne di origine etiope, nel settembre 2014 ha scavalcato la barriera di sicurezza nei pressi di Zikim – a sud di Ashkelon – e si è introdotto nella Striscia di Gaza. Il ragazzo soffre di disturbi psichici e da oltre due anni è nelle mani di Hamas, il gruppo terroristico che controlla Gaza. Secondo i media israeliani, le autorità di Gerusalemme hanno proposto nelle scorse settimane uno scambio di prigionieri a Hamas per riportare in Israele Mengistu: in cambio della liberazione del giovane, gli israeliani hanno offerto di liberare un affiliato al gruppo terroristico, anch’egli con disturbi psichiatrici. Ma il gruppo terroristico palestinese ha rifiutato la proposta. Secondo la radio israeliana, Hamas ha dichiarato che non gli interessa lo scambio con un singolo prigioniero. Nelle loro mani, c’è anche Hisham al-Sayed, beduino israeliano con una storia molto simile a quella di Mengistu: il giovane soffre di schizofrenia e, come Avraham, si è introdotto nella Striscia di Gaza nel 2014, dove è stato catturato e, secondo fonti israeliane, imprigionato da Hamas. I destini dei due uomini non sono chiari ma, come riporta la notizia della radio israeliana, ci sono delle trattative in corso. Trattative che servono anche per riportare in Israele i corpi di due soldati di Tsahal (l’esercito israeliano), Shaul Oron e Hadar Goldin, uccisi nel conflitto di Gaza del 2014. Ma su questo fronte non ci sono state novità.

(5 febbraio 2017)