JCiak – Via Puffetta da quel manifesto

puffiL’ultima avventura dei Puffi promette azione e insidie a non finire. Ma che a sparire fosse Puffetta non l’aveva immaginato nessuno. Eppure è successo a Bnei Brak, il quartiere ortodosso alle porte di Tel Aviv, dove dai manifesti del nuovo film I Puffi 3: Viaggio nella foresta segreta (nelle sale italiane da giovedì prossimo) è sparita proprio l’unica creatura femminile del pianeta blu.
L’assenza non ha niente a che fare con la trama del fim. Smurfette, come la chiamano in inglese, è semplicemente rimasta vittima di una strategia di promozione che, nelle aree ultraortodosse, censura le figure femminili. Prima di lei era successo a Hillary Clinton in campagna elettorale, a Jennifer Lawrence e persino al catalogo Ikea.
A cancellare Puffetta dal manifesto, secondo la stampa israeliana, sarebbe l’agenzia locale che cura la promozione del film in Israele. In ossequio alle norme che vietano ai maschi ultraortodossi di guardare figure femminili, la prassi prevede l’eliminazione di ogni donna dalle pubblicità su locandine, giornali e cataloghi, distribuiti in certe zone.
Due anni fa il bando aveva colpito Jennifer Lawrence, una delle dive più pagate di Hollywood, protagonista della serie Hunger Games. Sul cartellone de Il canto della rivolta al suo posto campeggiava infatti una bella corona.
Sul filo di quest’abitudine, secondo Variety, dai manifesti dell’imminente Wonder Woman rischia di scomparire un’altra protagonista. E trattandosi dell’israeliana Gal Gadot, amatissima in patria, la sua sparizione potrebbe rivelarsi un autogol promozionale non da poco.
L’agenzia di Pr che curerà il lancio si è rifiutata di commentare, ma l’epilogo sembra scontato considerando che parecchi siti ultraortodossi sono riusciti a seguire la campagna elettorale americana senza pubblicare un’immagine di Hillary Clinton e che perfino Ikea si è piegata all’usanza. Una versione speciale dell’ultimo catalogo vedeva infatti cucine e salotti popolati di soli maschi.
Israel-No_Smurfette_39916Viene da chiedersi come ci senta, da donna o bambina, in un mondo raffigurato solo al maschile. Consoliamoci pensando che Israele è minuscola e che a Haifa o Tel Aviv i manifesti dei Puffi sono identici a quelli che girano nel resto del mondo e al film che a nessuno è venuto in mente di censurare. Anche se, diciamolo, quei Puffi hanno la brutta abitudine di girare mezzi nudi. Forse, per la Tzniut, era meglio infilare loro una maglietta, almeno a Bnei Brak.

Daniela Gross

(30 marzo 2017)