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“Kamil e Hail, figli d’Israele
caduti a causa dell’odio”

poliziotti israeliani

Erano drusi israeliani i due agenti di polizia, Kamil Shnaan, di 22 anni, e Hail Satawi, 30 anni, uccisi questa mattina in un attentato alla Porta dei Leoni di Gerusalemme. Erano arabi-israeliani i tre terroristi che li hanno attaccati per poi essere a loro volta uccisi dalle forze dell’ordine israeliane. Un episodio tragico che lega due minoranze del Paese e racconta, una volta di più, la complessità della società israeliana. L’attacco è avvenuto poco dopo le 7 di questa mattina (ora locale), quando i tre uomini hanno aperto il fuoco contro gli agenti della sicurezza poco fuori il Monte del Tempio. L’assalto è avvenuto con l’utilizzo del fucile artigianale Gustav Carl, pistole e coltelli. In seguito all’attacco il capo della polizia di Gerusalemme, Yoram Halevi, ha dato ordine di sospendere la preghiera del venerdì, provvedimento preso per la prima volta dal 2000 ad oggi. Un segno chiaro della gravità della situazione.
“Abbiamo un debito di vita nei confronti dei nostri figli caduti. I nostri cuori sono con le famiglie in lutto in questo momento difficile e preghiamo per il recupero dei feriti”, ha dichiarato il Presidente d’Israele Reuven Rivlin ricordando Shnaan e Satawi, diventato padre per la prima volta da sole tre settimane. “L’attacco terroristico al Monte del Tempio è stato fermato dai coraggiosi poliziotti israeliani che hanno messo in gioco le loro vite e hanno impedito un tragedia ancora più grave. – le parole di Rivlin – Non possiamo permettere che questi assassini, che dissacrano il nome di Dio, ci trascinino in una guerra sanguinosa”.
“È giunto il momento che la leadership araba in Israele e anche fuori dal Paese prenda una posizione chiara contro questo attacco”, il monito di Rivlin. Secondo quanto riferiscono i media locali in un colloquio telefonico con il Primo ministro Benjamin Netanyahu, il presidente dell’Autorità nazionale palestinese (Anp), Mahmoud Abbas avrebbe condannato l’episodio, parlando di rifiuto a qualsiasi forma di violenza, soprattutto nei luoghi di culto. Il leader dell’Anp ha chiesto, inoltre, che vengano annullate le misure restrittive per l’accesso alla moschea di Al Aqsa, avvertendo sulle possibili conseguenze di tali decisioni. Da parte sua, Netanyahu ha ribadito che non verrà cambiato lo status quo della città Santa.

(14 luglio 2017)