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Yosef, Chaya, Elad, vite spezzate
dal terrorismo palestinese

vittime attentato 21 luglio

Venerdì la famiglia Salomon si era riunita per festeggiare l’arrivo di un nuovo nipotino, nato la mattina stessa. Stavano aspettando altri ospiti nella casa di Halamish, insediamento in Cisgiordania, perché partecipassero alla festa. Per questo la porta era stata lasciata aperta. Ma a entrare è stato Omar al-Abed, diciannovenne palestinese di un villaggio vicino, che armato di un lungo coltello ha cominciato a pugnalare i membri della famiglia. Il giovane terrorista ha ucciso il nonno Yosef, 70 anni, e i suoi figli Chaya, 46 anni, ed Elad, 36 anni. Tova, la nonna della famiglia e moglie di Yosef, è stata ferita gravemente e portata all’ospedale di Shaare Zedek a Gerusalemme dove ha subito un intervento chirurgico sabato mattina. Quando ha ripreso conoscenza le è stata data la tragica notizia della morte del marito e dei due figli. Nello stesso ospedale, due piani sotto, la nuora di Tova e Yosef aveva partorito poche ore prima il loro nipotino.
Prima dell’attacco Michal Salomon, moglie di Elad, era seduta insieme ai suoi cinque figli in soggiorno. Mentre stava giocando con loro, ha sentito un uomo parlare in arabo e delle urla, così ha portato subito i suoi figli al piano superiore. “Ho cominciato a sentire delle urla – ha raccontato Michal al quotidiano Yediot Ahronoth – Ho tenuto la porta chiusa con tutta la forza che avevo perché non c’era modo di serrarla. Ho perso il senso del tempo ma non ho mai lasciato la maniglia”. Nel mentre la donna ha chiamato la polizia, “spiegando cosa era successo e con i miei figli (di undici, nove, cinque anni e due gemelli di uno) che stavano lì, attorno a me”. Poi, “ho sentito delle urla orribili e colpi di pistola”. A sparare, un vicino che attualmente serve nelle forze speciali di Tsahal, l’esercito israeliano. Sentendo le grida delle vittime, l’uomo si è avvicinato alla casa dei Salomon: “ho capito subito cosa stava accadendo – ha dichiarato all’emittente televisiva Arutz 2 il militare, di cui non è stato diffuso il nome – ho visto il terrorista e gli ho sparato attraverso la finestra”.
“La scorsa notte una celebrazione di vita si è stata trasformata in un bagno di sangue quando un terrorista ha ucciso Yosef e i suoi figli Haya ed Elad, tre persone innocenti sedute al loro tavolo per mangiare”, si legge in una breve nota rilasciata dai residenti di Halamish.

d.r.

(23 luglio 2017)