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Gerusalemme, il tema sicurezza
divide il governo Netanyahu

bibi-bennettIl Monte del Tempio continua a essere il centro delle preoccupazioni israeliane: tolti i metal detector, le barriere e i vari sistemi di sicurezza su ordine del governo Netanyahu dopo i violenti scontri delle scorse settimane, la polizia, per tutelare l’ordine pubblico, ha deciso di vietare agli uomini palestinesi con meno di 50 anni di partecipare alla preghiera del venerdì alla Spianata delle moschee. Fino a metà giornata la situazione è rimasta sotto controllo con un ampio dispiegamento di forze ordinato dal comandante della polizia Yoram Halevi ma lo scontro adesso sembra essere interno all’esecutivo israeliano: il Likud, partito del Premier Benjamin Netanyahu, non ha infatti gradito le critiche mosse dall’alleato di coalizione e ministro dell’Educazione Naftali Bennett, leader del partito HaBayt HaYehudi, che ha definito la scelta di togliere le misure di sicurezza al Monte del Tempio come di una mossa che mette “in pericolo Israele”. “Se c’è qualcosa che mette in pericolo la sicurezza israeliana, sono persone che siedono nel gabinetto di sicurezza e la cui bussola non è il bene dei civili israeliani, ma il proprio (guadagno personale) e i titoli (sui giornali) che ne conseguono”, il duro messaggio del partito di Netanyahu che poi ha puntato più chiaramente il dito contro l’alleato di coalizione. “Bennett, che inizialmente ha sostenuto la rimozione dei metal detector, e che dopo la decisione ha persino dichiarato pomposamente di sostenere il Primo ministro, non ha resistito più di un minuto e mezzo alla pressione dei media e dell’opinione pubblica”, e ha cambiato idea, l’accusa del Likud. Nel comunicato il partito del Premier sostiene che populismo e interessi personali non possono influenzare “il sacro principio” della sicurezza d’Israele. Un’accusa che però è stata rivolta anche allo stesso Netanyahu dai suoi critici rispetto alla gestione del ritorno dell’agente di sicurezza coinvolto nell’incidente all’ambasciata israeliana di Amman: il Premier ha pubblicato una foto sui social network in cui abbraccia il funzionario che domenica scorsa, dopo essere stato ferito con un cacciavite, ha sparato e ucciso il suo aggressore e un altro cittadino giordano. Il re giordano Abdullah II – dopo aver concesso all’agente di ritornare in Israele – ha chiesto che Netanyahu faccia in modo che l’uomo venga processato dalla giustizia israeliana. La Giordania, che ha un ruolo chiave nella gestione del Monte del Tempio, ha chiesto al governo israeliano di “assumersi le proprie responsabilità e attuare una serie di misure legali processando l’omicida e assicurando la giustizia invece di trattare la vicenda in modo politico”.

d.r.

(28 luglio 2017)