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Solom, Youssef e Or: tre vite
spezzate dall’odio palestinese

Il sergente Solomon Gavriya, 20 anni di Beer Yaakov, e le guardie di sicurezza Youssef Ottman, 25 anni del villaggio arabo di Abu Gosh, e Or Arish, venticinquenne di Har Adar, sono le tre vittime israeliane dell’attacco compiuto questa mattina da un terrorista palestinese a Har Adar, insediamento in Cisgiordania. L’attentatore, Namir Mahmoud – 37enne residente a Beit Surik – era in attesa di entrare nell’insediamento quando le guardie di sicurezza, insospettite dal suo comportamento, gli hanno chiesto di fermarsi. Mahmoud ha quindi tirato fuori una pistola e ha cominciato a sparare. Prima di essere ucciso, è riuscito a colpire Gavriya, Ottman, Arish e un altro uomo,  Amit Steinhar, ora ricoverato in gravi condizioni in ospedale. Secondo lo Shin Bet, il servizio di sicurezza interna israeliano, l’attentatore non era mai stato coinvolto in passato in attività terroristiche. A risultare ancor più peculiare, scrivono i quotidiani israeliani, il fatto che avesse una licenza di lavoro negli insediamenti: durante l’ondata di attacchi terroristici iniziata nell’ottobre 2015, solo uno degli attentatori era in possesso di una licenza. Per i servizi di sicurezza israeliani, i permessi di lavoro garantiti ai palestinesi in Israele e negli insediamenti sono uno strumento utile per attenuare le tensioni. Ai residenti di Har Adar è stato chiesto di accompagnare tutti i lavoratori palestinesi che erano già entrati nell’insediamento nel centro della comunità locale. I residenti hanno raccontato che i lavoratori palestinesi erano furibondi con il terrorista: “Perché ci ha fatto questo? Come lavoreremo ora?”, alcune delle domande che i cittadini di Har Adar hanno sentito pronunciare ai palestinesi. Il capo del consiglio di Har Adar, Chen Filipovich, ha dichiarato che “Centinaia di operai entrano nell’insediamento ogni mattina: si tratta di un incidente anomalo e difficile, e ne prenderemo le dovute conclusioni. Voglio però inviare un messaggio positivo: ‘continueremo a lavorare per mantenere il clima calmo e sereno”.
Intanto i quotidiani israeliani, hanno raccontato di come per il sergente Gavriya non fosse il primo attacco subito: un anno fa era sopravvissuto a un altro attentato. “Aveva impedito un attacco terroristico contro i residenti di Har Adar, gettandosi su un terroristi che poi l’aveva pugnalato – ha raccontato il comanda di Gavriya – Appena si è rimesso, ha insistito di tornare in servizio”. Due mesi dopo essere stato ferito, ha ricordato il capo del Consiglio di Beer Yaakov Nissim Gozlan, il giovane era “di nuovo pronto a difendere il suo Paese”.

d.r.