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Rivlin: “No alla grazia per Azaria,
darebbe messaggio sbagliato”

israele-rivlinIl presidente israeliano Reuven Rivlin ha respinto oggi la grazia per Elor Azaria, condannato a 18 mesi di reclusione per aver sparato alla testa e ucciso un terrorista palestinese, dopo che lo stesso era già stato reso inoffensivo da un altro soldato israeliano. Alcuni mesi fa il capo di Stato maggiore Gadi Eizenkot aveva ridotto la pena a 14 mesi, ma il ministro della Difesa Avigdor Lieberman si era dissociato, sostenendo che il soldato meritava il perdono presidenziale e la liberazione immediata dal carcere militare dove è recluso. Rivlin ha invece appoggiato Eisenkot: ha sostenuto che un ulteriore gesto di clemenza potrebbe essere mal interpretata ed avere in definitiva effetti nocivi sullo spirito dei soldati di Israele. Dalla presidenza, in una nota diffusa alla stampa, viene poi sottolineato che Azaria dovrà comunque ancora comparire davanti a una commissione che prenderà in considerazione il suo possibile rilascio in altri tre mesi (Azaria ha iniziato a scontare la pena detentiva il 9 agosto scorso). Secondo i giudici che hanno comminato la sentenza lo scorso febbraio, Azaria ha violato le regole d’ingaggio dell’esercito israeliano e il suo codice etico (Tohar HaNeshek). “Sappiamo che questo non è stato un giorno facile per l’accusato e per la sua famiglia ma serviva giustizia e giustizia è stata fatta”, ha dichiarato il procuratore capo, il colonnello Nadav Weisman dopo la sentenza che però ha diviso l’opinione pubblica e la politica israeliana.
In risposta alla decisione del presidente – ad esempio – il ministro Lieberman ha detto di ammirare e rispettare Rivlin, ma di essere rammaricato della sua decisione di negare la richiesta di grazia. “In queste circostanze uniche, c’era una base per considerare anche l’interesse pubblico, la necessità di guarire le divisioni nella società e l’ impatto dell’accaduto e del processo su soldati e giovani in procinto di entrare nell’esercito”, ha detto Lieberman, aggiungendo che “non dobbiamo dimenticare che questo[caso] coinvolge un soldato eccezionale e un terrorista venuto per uccidere”. Nel corso del processo – come detto – l’opinione pubblica israeliana si è divisa, una parte schierata a favore di Azaria e una parte a favore della sentenza dei giudici. Il dibattito si è fatto a tratti molto aspro e lo stesso Rivlin in un intervento pubblico aveva chiesto a politici e non di abbassare i toni (i più estremisti avevano accusato il capo di Stato maggiore Eisenkot di essere un traditore perché aveva sostenuto la necessità di punire Azaria). Al Portale dell’ebraismo italiano Asa Kasher, filosofo illustre nonché autore del codice etico di Tsahal, aveva spiegato come il comportamento del soldato Azaria non poteva ritenersi legittimo: “Il codice etico di Tsahal è molto chiaro: una delle priorità è il rispetto della dignità umana. Ogni azione deve essere compiuta in modo da tutelare nel modo più efficace possibile la sicurezza dei cittadini e minimizzare ogni danno collaterale. Nel recente caso del soldato israeliano a Hebron questo non è successo”.