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Controllo delle armi, Israele
modello per gli Stati Uniti

Montgomery County students demonstrate in front of the White House in WashingtonDurante l’incontro alla Casa Bianca tra il Presidente Usa Donald Trump e i sopravvissuti alla strage della scuola di Parkland, più volte è stata citata Israele come esempio sul controllo delle armi. Cary Gruber – padre di Justin, salvatosi nascondendosi in un armadio – ha sottolineato come nello Stato ebraico vigano severe restrizioni sulla proprietà delle armi. Darrell Scott – la cui figlia Rachel è stata uccisa durante la sparatoria alla Columbine High School a Littleton, in Colorado, nel 1999 – ha citato la sicurezza israeliana nelle scuole come modello per quelle americane: “In Israele, hanno un punto d’ ingresso ed è molto ben sorvegliato – ha detto Scott – Noi ne abbiamo diversi e facili da oltrepassare”. Ma, sottolinea il Washington Post, le scuole israeliane sono sfuggite alla violenza americana in gran parte a causa delle misure speciali applicate per affrontare la sfida unica che si pone di fronte a Israele, quella del terrorismo palestinese. “Le guardie di sicurezza ci sono per altri motivi, ma soprattutto il terrorismo”, ha spiegato Amos Shavit, portavoce del Ministero dell’Istruzione, che ha sottolineato come le guardie di stanza nelle scuole siano sotto l’autorità della polizia. Nelle grandi città, ha detto, la polizia e l’autorità locale svolgono pattuglie di sicurezza intorno alle istituzioni educative per tutto l’orario scolastico. “I professionisti si occupano della sicurezza – ha detto Shavit – Non gli insegnanti”, facendo eco alla proposta del presidente Trump di armare gli insegnanti per evitare nuove stragi.
Gli esperti di sicurezza israeliani sottolineano inoltre che la violenza delle armi è rara in Israele perché le armi private sono molto meno in percentuale che negli Stati Uniti. Secondo i dati del Ministero israeliano per la sicurezza interna, che registra tutti i proprietari di armi da fuoco, circa 260.000 israeliani, pari al 3,5% della popolazione, hanno i permessi per portare armi da fuoco. La metà dei titolari del permesso sono privati cittadini e gli altri lavorano per le imprese di sicurezza. Secondo un sito web del governo israeliano, i civili devono avere più di 27 anni per ottenere una licenza di arma da fuoco, anche se anche quelle recentemente rilasciati dal servizio militare sono ammissibili. Per gli stranieri, ha spiegato Simon Perry, criminologo dell’Università ebraica di Gerusalemme al Washington Post, Israele può sembrare un paese fortemente armato vista la frequenza con cui si vedono i soldati girare armati di fucili per le strade. Ma una volta che un israeliano finisce il servizio militare, diventa difficile ottenere una pistola. I candidati devono presentare un’ ampia documentazione cartacea e fornire i loro registri militari e rapporti medici. Devono anche giustificare la loro necessità di essere armati. I residenti di Tel Aviv, ad esempio, hanno poche probabilità di ricevere licenze per armi da fuoco, mentre gli israeliani che vivono in zone di confine o negli insediamenti ebraici in Cisgiordania, luoghi dove potrebbero essere bersagli di aggressioni palestinesi, hanno maggiori probabilità di essere autorizzati a ottenere licenze per armi da fuoco.