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Israele, nuove elezioni all’orizzonte

Schermata 2018-03-08 alle 13.38.42Se il sondaggio elettorale del quotidiano Israel Hayom rappresenta davvero le intenzioni di voto degli israeliani, allora Benjamin Netanyahu potrebbe effettivamente optare per le elezioni anticipate. Il giornale, notoriamente schierato a favore del Premier israeliano, ha infatti diffuso un sondaggio secondo cui il Likud di Netanyahu, nel caso in cui le elezioni si tenessero oggi, guadagnerebbe 34 seggi alla Knesset – quattro in più di quelli attuali – mentre il suo diretto avversario, Yair Lapid di Yesh Atid rimarrebbe a quota 24 (nell’immagine, il grafico del sondaggio di Israel Hayom: la colonna azzurra indica i seggi attuali, la blu quelli che i partiti otterrebbero se si votasse oggi. In ordine da sinistra a destra, Unione Sionista, la Lista dei partiti arabi, HaBayt HaYehudi, Yesh Atid, Likud). Questo nonostante gli scandali giudiziari a cui il Primo ministro è associato da mesi e che sembravano aver incrinato la sua popolarità. “Questa sarà una campagna elettorale di Bibi contro tutti”, scrive il giornalista Moti Tochfeld su Israel Hayom. “L’ordine del giorno è già fissato: i media, il pubblico ministero, la polizia e l’opposizione combatteranno la battaglia della loro vita per abbattere Netanyahu, la cui parte risponderà al fuoco e non prenderà prigionieri in una guerra per rinnovare il suo mandato pubblico e tornare a guidare” il Paese. A parte i toni un po’ enfatici di Tochfeld, sembra effettivamente che la possibilità di elezioni anticipate si stia palesando all’orizzonte: Netanyahu, sull’aereo di ritorno da Washington, ha chiesto alla sua coalizione di trovare un accordo a larga maggioranza sul divisivo tema della legge sull’obbligo di leva per i haredim e di garantire che il governo regga fino alla sua conclusione naturale, ovvero novembre 2019. Ma al momento proprio la legge sull’obbligo di leva ha creato diverse spaccature: il ministro della Difesa Avigdor Lieberman – del partito Israel Beitenu – ha duramente contestato i partiti religiosi, contrari a che gli studenti di Yeshiva servano nell’esercito, prendendo anche in giro il viceministro alla Salute Yaacov Litzman, invitandolo a prendere il suo posto. Ma Lieberman ha soprattutto minacciato di lasciare il governo se dovesse essere approvata la legge in discussione che esonererebbe gli ultraortodossi dallo svolgere il servizio militare. Una norma che invece Litzman vorrebbe fosse approvata il prima possibile, perché, spiega il Jerusalem Post, lo scenario di nuove elezioni è sempre più plausibile.