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Qui Milano – Magen David Adom,
un progetto per salvare altre vite

puccini-212Attraverso la Banca del sangue, il Magen David Adom (Mda) copre il 97 per cento del fabbisogno di sangue degli ospedali israeliani e della popolazione israeliana in generale. Un dato che fa capire quanto sia importante il suo ruolo all’interno del sistema sanitario del Paese e quanto sia fondamentale la costruzione di una struttura in grado di funzionare anche in caso di attacchi missilistici. Da qui, l’avvio del progetto di una banca del sangue sotterranea, in grado di funzionare senza rallentamenti anche in situazioni di emergenza nazionale. Un’iniziativa unica al mondo e ambiziosa, presentata ieri anche al pubblico italiano: al teatro Puccini di Milano infatti, grazie al lavoro dell’Associazione Amici di Magen David Adom in Italia – guidata dal presidente Sami Sisa e dal vicepresidente Luciano Bassani – , la direttrice ella Banca del Sangue e dei servizi trasfusionali del Magen David Adom Eilat Shinar ha avuto l’opportunità di raccontare il progetto e l’importanza dell’organizzazione di emergenza medica nazionale dello Stato di Israele. “Attualmente la sede della nostra banca del sangue si trova a Tel Aviv. – racconta a Pagine Ebraiche Shinar, protagonista della serata milanese dal titolo Blood Brothers assieme Yonathan Yagodowski, responsabile delle relazioni internazionali del Mda, e il giornalista Yosi Yehoshua, analista militare del quotidiano Yediot Ahronoth – La struttura è stata costruita negli anni ’80 e allora fornivamo 175mila unità di sangue all’anno e facevamo relativamente pochi test rispetto ad oggi sulle malattie infettive: il fabbisogno odierno da allora è salito a 250mila unità e si stima che nel 2030 salirà ancora fino a 500mila. Per questo abbiamo bisogno di una struttura nuova, che garantisca spazio e tecnologia necessaria e che non sia così a rischio in caso di attacchi missilistici”. “Quando l’attuale centro venne costruito, non si immaginava che i razzi da Gaza o dal Libano potessero raggiungere Tel Aviv; ora la situazione è cambiata e il nuovo Centro del Sangue sarà protetto anche da questo pericolo. La nuova struttura avrà tre piani sotterranei dove poter lavorare in sicurezza sempre”. Il costo del progetto già avviato a Ramle (città non distante dall’aeroporto Ben Gurion), ha spiegato Shinar, è tra i 120 e i 140 milioni di dollari e, non essendo il Magen David Adom finanziato dal governo, si cercano finanziamenti anche all’estero con l’invito al pubblico italiano a sostenere un’iniziativa così vitale per Israele.