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Lia e Helena, in corsa per lo Strega

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“La maturità non è non desiderare una cosa ma è non rimanerci troppo male se non la si ottiene”. Così Lia Levi aveva spiegato a Pagine Ebraiche le sue emozioni riguardo al Premio Strega. E ora un passo in avanti verso il più prestigioso riconoscimento italiano è stato fatto: il suo Questa sera è già domani, Edizioni E/O, ha ottenuto 173 voti, piazzandosi fra i cinque libri candidati a vincere lo Strega il prossimo 5 luglio. Una nuova conferma per un romanzo che tocca una pagina buia della Storia italiana e che si intreccia con quella personale dell’autrice: il libro parla di una famiglia ebraica che si deve confrontare con la vergogna delle Leggi razziste, delle scelte che deve prendere di fronte al tradimento dello Stato di cui è cittadina ed è ispirato alla storia del marito di Lia Levi, Luciano Tas (scomparso nel 2014). A lui la scrittrice ha dedicato il romanzo così come la recente conquista del Premio Strega Giovani. E ora l’auspicio è di fare il bis con il Premio consegnato dagli adulti. A contendere lo Strega a Levi, Helena Janeczek 256 voti, autrice de La ragazza con la Leica (Guanda); Marco Balzano, 243 voti, con Resto qui (Einaudi); Sandra Petrignani, 200 voti, con La corsara. Ritratto di Natalia Ginzburg (Neri Pozza) e Carlo D’Amicis, 151 voti, con Il gioco (Mondadori). Tra i favoriti, riportano i quotidiani, c’è la Janeczek, prima sul podio e il cui romanzo racconta la storia di Gerda Taro,“una donna coraggiosa che muore pochi giorni prima del 27° compleanno. – ha spiegato la scrittrice – Ma era anche una donna leggera, gioiosa e determinata”. Una donna, come ha scritto Ada Treves su Pagine Ebraiche, “affascinante, vitale e soprattutto sfacciatamente libera, in un’epoca in cui la libertà era fatta di grandi ideali, di sogni, di pericolo. Un racconto corale, che esalta la già non comune vicenda di una fotografa, Gerda Taro, che per molto tempo è stata nota solo come compagna del ben più famoso Robert Capa. Questo e molto altro è La ragazza con la Leica, terzo romanzo di Helena Janeczek, autrice nota per la sua capacità di raccontare tempi oscuri scavando nelle storie dei singoli”. E a Treves, Janeczek ha spiegato la genesi del libro: “Ero andata a vedere una mostra, una retrospettiva del suo lavoro, che accompagnava una esposizione più grande dedicata a Capa, una decina di anni fa. Mi era rimasta la sensazione che mi sarebbe piaciuto trasformare la sua storia in un racconto, che doveva essere parte di un trittico, composto da storie di donne forti”.