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Il mondo in ascolto di Netanyahu:
“Nessuno può fidarsi dell’Iran”

Schermata 2018-09-28 alle 12.29.45Le analisi a sostegno quanto quelle critiche del discorso del Primo ministro israeliano Benjamin Netanyahu all’Onu sono concordi su un punto: il capo del governo di Gerusalemme è riuscito a risintonizzare l’attenzione del mondo sull’Iran. “Cartello dopo cartello, foto aerea dopo foto aerea, la rivelazione sensazionale prima della drammatica esposizione – il discorso del primo ministro Benjamin Netanyahu alle Nazioni Unite – scrive ad esempio Yossi Verter su Haaretz – è stato uno dei suoi interventi più professionali, persuasivi ed efficaci. Ben equipaggiato con i risultati dell’intelligence israeliana, ha formulato un’accusa precisa e credibile contro l’Iran e i suoi delegati in Medio Oriente”. Grazie alle informazioni procurate dal Mossad, Netanyahu ha infatti usato la maggior parte dei suoi 40 minuti di discorso per rivelare “per la prima volta che l’Iran ha un’altra struttura segreta a Teheran, un magazzino atomico segreto per immagazzinare enormi quantità di nel deposito segreto ci sono almeno “300 tonnellate di materiale radioattivo” e che “15 chili sono stati spostati lo scorso mese” per altre destinazioni. Informazioni top secret che, secondo Raphael Ahren del Times of Israel, hanno avuto il risultato almeno temporaneamente, di richiamare l’attenzione globale sulla minaccia nucleare della Repubblica Islamica iraniana. “Fino all’apparizione di Netanyahu giovedì pomeriggio, – scrive Ahren – gran parte della leadership politica e diplomatica globale, in riferimento al Medio Oriente israeliano, era, come di consueto, preoccupata dell’inesistente processo di pace tra israeliani e palestinesi e dalla crescente crisi umanitaria a Gaza”. Anche i più strenui difensori dell’accordo nucleare del 2015 con l’Iran sono rimasti sorpresi dalla rivelazione di Netanyahu, spiega l’analista del Times of Israel,” anche in mezzo alle smentite che ci si poteva aspettare da Teheran” e “il primo ministro ha spostato la discussione su quella che considera la sfida più grande per Israele e per il mondo libero”: l’Iran. “La minaccia maggiore per Israele – le parole di Netanyahu – non viene dalla Siria, né dal Libano, né da ciò che fa l’Iran in Siria, né da ciò che fa l’Iran all’interno dell’Iran. Piuttosto, la preoccupazione numero uno di Israele continua ad essere l’ambizione della Repubblica Islamica di acquisire armi nucleari”. Netanyahu è riuscito, sottolineano gli analisti, a far dimenticare la questione palestinese e a spostare la pressione sull’Iran, bersaglio anche della diplomazia britannica: il ministro degli esteri britannico Jeremy Hunt ha infatti accusato l’Iran di detenere persone innocenti come “strumento di leva diplomatica”, riferendosi al caso di una donna britannico-iraniana imprigionata a Teheran.