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I crimini di guerra di Hamas,
400 razzi sui civili israeliani

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“Ogni volta che sentivo la sirena, dovevo saltare su con la mia bambina di sei anni e correre nell’area protetta. Non è normale. Siamo paralizzati. La gente entra a malapena nei negozi oggi”, la testimonianza di Galit Tzaban, 24enne di Ashkelon, città costiera bersagliata dai razzi di Hamas e della Jihad islamica, puntati sulla popolazione civile. In tutto il sud d’Israele sono piovuti oltre 450 missili, distruggendo abitazioni e terrorizzando uomini, donne e bambini. Il doloroso bilancio dell’aggressione da Gaza contro i civili è di una vittima, tre feriti gravi e decine e decine di persone ricoverate negli ospedali. “Il nostro unico sogno è che da entrambi i lati ci sia la pace”, le parole di Maayan Hendler, della comunità di Kissufim, a due chilometri dalla Striscia, che ha raccontato di essere corsa nel rifugio con il suo bambino più piccolo mentre il marito portava al riparo gli altri due figli. “Sono preoccupanti e gravi i crimini di Hamas che da Gaza attacca la popolazione e le città israeliane e usa il suo territorio come ostaggio. Israele deve difendere i suoi abitanti – tutti – e in queste difficili ore lo sta facendo”, la nota dell’ambasciatore d’Israele Ofer Sachs, che fotografa la situazione: nonostante le aperture d’Israele per un accordo di pace facilitato da Egitto e Qatar, Hamas ha scelto di riaccendere la miccia della violenza e colpire la popolazione inerme. Un crimine di guerra, che si somma a quello che i movimenti terroristici di Gaza compiono contro la loro stessa popolazione, usata come scudo umano davanti alle inevitabili reazioni israeliane. Israele, dal canto suo, è impegnata a difendere i suoi cittadini così come a ridurre al minimo la possibilità che vi siano vittime innocenti a causa dello scontro innescato da Hamas: ne è un esempio l’attacco portato alla stazione radio Al-Aqsa, emittente di propaganda al servizio del terrorismo palestinese. L’aviazione israeliana ha colpito il suo edificio ma prima ha più volte avvertito i suoi abitanti di evacuare l’area per proteggerli dall’attacco imminente.
Un video diffuso dall’esercito israeliano dimostra invece come gli attacchi palestinesi non abbiano altro obiettivo che uccidere e terrorizzare i cittadini israeliani.

“Abbiamo sempre a che fare con qualche tipo di situazione di sicurezza – racconta Eyal Signon, di Ashkelon – Vogliono che manteniamo la nostra routine, che veniamo ad aprire i nostri negozi. Ma come faccio a fare una cosa semplice come trovare una babysitter per i miei figli? È davvero difficile per loro. I bambini stanno ricominciando a bagnare il letto perché hanno tanta paura. E questo non è normale”.
Israele ha risposto all’aggressione colpendo 150 obiettivi strategici nella Striscia di Gaza. “Nel corso di questa notte abbiamo dato prova a Hamas che abbiamo l’intelligenza e la capacità di colpire una varietà di obiettivi militari che gli appartengono”, ha dichiarato il portavoce dell’esercito Jonathan Conricus. In queste ore intanto continuano a suonare le sirene antimissile in diverse località e Hamas sembra non voler fermare la spirale del terrore.