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Israele-Hamas, cessate il fuoco
dopo l’aggressione palestinese

Schermata 2019-03-15 alle 14.22.07Dopo l’aggressione da Gaza e la conseguente risposta dell’esercito israeliano, il governo di Gerusalemme e il movimento terroristico palestinese di Hamas hanno concordato in queste ore un cessate il fuoco. L’escalation di violenza generata dal lancio da Gaza di due missili su Tel Aviv (uno intercettato dal sistema Iron Dome, l’altro caduto in una zona disabitata) sembra dunque essersi momentaneamente fermata ma la tensione rimane alta. Ai missili palestinesi, Israele ha subito risposto con decisione, colpendo oltre 100 obiettivi nell’enclave sotto il controllo di Hamas, che è ritenuta responsabile per qualsiasi minaccia alla sicurezza israeliana proveniente da Gaza. Secondo una valutazione dell’esercito, i razzi lanciati contro Tel Aviv probabilmente sono partiti per errore. Un errore che poteva costare vite umane. In ogni caso in un inusuale comunicato, il gruppo terroristico di Hamas nella notte aveva fatto sapere di non essere responsabile per l’attacco: “stiamo seguendo il lancio di razzi da Gaza contro il consenso nazionale e il ministero prenderà misure contro i trasgressori”, ha detto il ministero dell’interno di Hamas.

A lavorare per il cessate il fuoco, riporta l’emittente israeliana Kan, l’Egitto. Secondo le fonti di Kan, la delegazione di sicurezza egiziana ha iniziato i suoi sforzi diplomatici dopo il lancio dei razzi nell’area metropolitana di Tel Aviv e ha continuato durante la notte e questa mattina. Il sito di informazione israeliano Ynet fa notare che questa improvvisa escalation di violenza avviene in un momento delicato per entrambe le parti. “Le elezioni nazionali in Israele sono tra meno di un mese. Netanyahu è bloccato in una lotta serrata per la rielezione e potrebbe affrontare pesanti critiche da parte dei suoi avversari se viene visto come inefficace contro i militanti (di Hamas). – scrive ynet – Allo stesso modo, Hamas è stato oggetto di rare critiche pubbliche a Gaza per le dure condizioni del territorio. Un blocco Israele-Egitto, combinato con le sanzioni della rivale Autorità palestinese e la cattiva gestione da parte del governo di Hamas, hanno alimentato una crisi economica nell’area. I residenti (di Gaza) hanno scarso desiderio di un’altra guerra con Israele”.

d.r.