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Rina, giovane vittima dell’odio

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“Volevo credere fosse solo un sogno ma poi ho visto Rina senza vita”. Il doloroso racconto alla stampa del rabbino israeliano Eitan Shnerb all’indomani dell’attacco terroristico palestinese in cui ha visto morire sua figlia Rina. La giovane di 17 anni è stata investita dall’esplosione di una bomba artigianale posizionata su un sentiero per una sorgente naturale in Cisgiordania. Nell’attacco il fratello di Rina è rimasto gravemente ferito. “Abbiamo iniziato a scendere verso la sorgente, e quando ci siamo avvicinati c’era una bomba lungo la strada. Ho sperimentato diverse bombe nella mia vita e mi sono sempre salvato, grazie a Dio. Ma questa ci ha preso”, ha raccontato Eitan Shnerb ai giornalisti dal suo letto d’ospedale, dove è ricoverato in condizioni stabili. “Ho sentito Dvir che gridava, e ho immediatamente chiamato Rina, gridando il suo nome: ‘Rina, Rina’. Ho guardato in basso e ho visto che non era viva”. Centinaia le persone che hanno voluto portare un ultimo saluto alla giovane, sepolta nella sua città, Lod, nel centro d’Israele. “Mia cara Rina, ci è stato concesso di averti con noi per quasi 17 anni. Ci è stato concesso il meglio di te, la tua sensibilità, di vedere come ti sforzavi costantemente per migliorare, per imparare, per capire”, ha ricordato la sorella Tamar durante il funerale. “Questo buco non è solo sentito dalla famiglia; è un vuoto nel cuore della nazione. – ha proseguito la sorella – Questo spazio ora ha bisogno di essere riempito; il lavoro inizia ora. Carissima, cara Rina, grazie per gli anni passati con te, spero che insieme potremo compiere la missione che ci hai lasciato”.
In queste ore prosegue intanto la caccia ai responsabili dell’attacco terroristico: tre palestinesi sono stati fermati dalle autorità perché ritenuti coinvolti nell’attentato. I genieri della polizia hanno stabilito che la bomba è stata attivata a distanza quando la famiglia si è avvicinata. Questo tipo di attacco, scrivono i media locali, è estremamente insolito e ha suscitato preoccupazioni tra i residenti degli insediamenti nei pressi dell’attentato rispetto alla possibilità che altri dispositivi siano stati collocati in altri luoghi di escursione in Cisgiordania. “Non ci fermeremo finché non avremo giustizia e risponderemo al terrore con mano forte e senza compromessi”, le parole del presidente d’Israele Reuven Rivlin, in un messaggio di cordoglio alla famiglia.