Money – Imprenditoria israeliana ad alto rischio

Nonostante alcuni confortanti segnali, il tessuto aziendale israeliano rimane ancora in uno stato di prognosi gravemente rischiosa. Secondo l’Istituto statistico Israel Business Data, sono infatti ben 50.000 le aziende la cui attività è a rischio a causa della recessione mondiale.
“Nelle ultime due settimane abbiamo visto timidi segnali di recupero” afferma Eyal Yanai, co-Director dell’Istituto, “Ma questo non significa che la crisi sia finita – prosegue Yanai – I nostri dati più aggiornati ci mostrano come il livello di rischio sia ancora molto alto, in quanto la stretta del credito ha reso sempre più difficile la possibilità di avere finanziamenti bancari per continuare l’attività aziendale”.
La media ponderata del livello di rischio secondo l’indice BDI è salita ad aprile da 6.25 a 6.38, e da 5.81 nell’aprile 2008: inoltre in valore assoluto il numero di attività a rischio si è alzato rispetto a marzo: infatti rispetto al totale delle imprese analizzate, ben il 25% è stato classificato con il massimo grado di rischio e pericolo con un indice che oscilla tra 9 e 10 punti.
Dall’analisi settoriale, emergono i comparti più a rischio: in particolare il settore della ristorazione è stato valutato a 7.30, seguito dal settore trasporti a 7.04 e dal turismo a 7.03.
Per chiudere il prevedibile nonché “roseo” quadro del momento attuale, gli economisti del BDI prevedono inoltre che le imprese israeliane continueranno a soffrire di questa situazione fino alla fine dell’anno e molto probabilmente anche per il prossimo dovranno affrontare gli stessi problemi.
Insomma, se non si conoscesse quello che ha passato Israele dalla sua nascita e la tempra delle sue persone, allora sarebbe davvero il caso di preoccuparsi..

Benjamin Oskar