La sicurezza di Israele e la minaccia iraniana
Si è conclusa la visita lampo in Italia del premier israeliano Benjamin Netanyahu che ha lasciato la capitale alla volta di Parigi. Poco prima di lasciare l’Italia Netanyahu era stato ricevuto al Quirinale dal Presidente Giorgio Napolitano. Ieri pomeriggio il capo del governo israeliano era stato ricevuto dal premier Silvio Berlusconi e, dopo una cerimonia all’Arco di Tito con esponenti della Comunità ebraica fra cui il Presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, Renzo Gattegna, il Presidente della Comunità Ebraica di Roma, Riccardo Pacifici, il rabbino capo di Roma Riccardo Di Segni, la vicepresidente Ucei Claudia De Benedetti e il Consigiere Ucei Sandro Di Castro, oltre al copresidente del Keren Kayemet le-Israel Rafy Sassun, accompagnati dal Ministro dei Beni Culturali Sandro Bondi e dal suo consigliere Alain Elkan, è stato ricevuto a Montecitorio per una cena ufficiale nella quale il Presidente della Camera Gianfranco Fini ha dichiarato: “La pace in Medio Oriente si conquista unicamente se si garantisce la sicurezza dello Stato d’Israele”. “Oggi più che mai – ha spiegato Fini – la questione della sicurezza di Israele non riguarda solo quel Paese ma tutto l’Occidente e noi italiani: è minacciata da nemici tradizionali che assumono forme sempre più pericolose, è minacciata dal regime teocratico dell’Iran che oggi mostra il suo volto anche attraverso la brutale repressione che colpisce il suo popolo e, alla luce di questo, tutti dobbiamo preoccuparci di cosa potrebbe accadere se dovesse dotarsi di un’arma nucleare”. “Personalmente – ha aggiunto Fini – ritengo che queste non siano precondizioni ma oneste fotografie della realtà: Israele ha una precisa natura e riconoscere il diritto di Israele ad esistere significa riconoscere quella identità, cioé di nazione del popolo ebraico. Non può essere pensato in modo diverso”.