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Hans Jonas, Hannah Arendt e la loro fede

Tale vincolo (con il destino ebraico) era d’altronde percepito anche da Hannah Arendt, una volta che ne parlavamo mi disse infatti: “Davvero singolare. Non riesco a immaginare un mondo senza ebrei. Naturalmente, se siamo ebrei, continueremo a esserlo”. Essere ebrei, quasi un character indelebilis del quale nessuno di noi vorrebbe liberarsi. Lei dubitava fortemente che lo Stato d’Israele potesse sopravvivere, ma in mia presenza citò una frase che una volta pare fosse stata pronunciata da Ben Gurion: “Anche se tutto ciò che abbiamo fondato dovesse perire – il rischio c’è, infatti – sono convinto che ciò che accade qui garantirà la sopravvivenza dell’Ebraismo per i prossimi mille anni”. La citò quasi con approvazione e disse: “Un popolo con una memoria come quella”. Lei dunque si annoverava fra loro. E a casa sua ci fu poi una conversazione, rimasta per me indimenticabile.
Lore (la moglie di H. Jonas) e io eravamo invitati insieme con Mary McCarthy e una sua amica che viveva a Roma e che, si appurò poco dopo, era una cattolica convinta. Mostrava verso di me un forte interesse e mi provocò con la domanda: “Lei crede in Dio?”. Nessuno me lo aveva chiesto in modo così diretto – per di più, una persona praticamente estranea! Prima la guardai un po’ perplesso, riflettei, e con mia sorpresa dissi: “Sì!”. Hannah trasalì – ricordo ancora che mi guardò quasi spaventata. “Davvero?”. E io risposi: “Sì. In fondo, sì. Qualunque cosa ciò possa significare, ‘sì’ è più vicino alla verità di ‘no’”. Poco tempo dopo mi trovai da solo con Hannah. Si venne a parlare di nuovo di Dio e lei disse: “Io non ho mai dubitato dell’esistenza di un Dio personale”. Al che io replicai: “Ma, Hannah, questo non lo sapevo proprio! E poi non capisco per quale motivo l’altra sera sei rimasta così sorpresa”. E lei rispose: “ Ero sconvolta a sentirtelo dire, non lo avrei mai pensato”. Con quella confessione, dunque, ognuno aveva stupito l’altro.

da Hans Jonas, Memorie, Genova, Il melangolo 2008, pp. 277-278
(segnalato da rav Gianfranco Di Segni)