“I silenzi su Gilad Shalit un’offesa al mondo civile”

In occasione del quinto anniversario del giorno in cui è iniziata l’ignobile prigionia di Gilad Shalit il presidente dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane Renzo Gattegna ha dichiarato:
“Domani saranno cinque anni esatti dal suo rapimento. Cinque anni, un quinto della sua giovane esistenza, in cui Gilad Shalit è stato tenuto lontano dagli affetti più cari, segregato senza vedere la luce del sole e godere delle cose belle della vita. In queste ore di speranza e sofferenza, in queste ore in cui Roma e l’ebraismo italiano tornano a stringersi a fianco del loro cittadino onorario Gilad, stridono ancora di più il silenzio e l’indifferenza di molte organizzazioni internazionali tanto solerti in altre vicende, che in questo caso forniscono appoggi e aiuti ai rapitori e non riescono neanche ad ottenere che la Croce Rossa possa visitare una persona proditoriamente rapita e detenuta in violazione di tutte le leggi e le convenzioni internazionali solennemente sottoscritte a tutela dei diritti dell’uomo”.