Opinioni, fatti, garanzie

Continuano da parti diverse a pervenire in redazione messaggi che talvolta propongono di impedire a questo o a quello la possibilità di esprimere liberamente le proprie opinioni, talvolta esprimono allarme per il rischio che questa libertà di espressione venga negata, talvolta si cimentano nell’esercizio di contemperare entrambe tali preoccupazioni, apparentemente antitetiche, in un unico contesto. La pratica consolidata di questa redazione, che pubblica oltre 10 mila articoli l’anno, è ben chiara. L’attività di pubblicare le opinioni pervenute costituisce solo una componente e non la totalità del lavoro di chi fa i giornali, l’elemento essenziale è quello di pubblicare notizie, informazioni, documentazione e approfondimenti. Le opinioni personali, là dove non rappresentano la linea ufficiale dell’ente editore, devono restare ben distinte dal resto del contesto giornalistico. Vengono accolte con grande spirito di tolleranza le opinioni più diverse a condizione che tali espressioni non prefigurino violazioni di legge, della morale ebraica o comunque non costituiscano offesa alla dignità altrui. Questa redazione è ben conscia del dovere di applicare fedelmente le linee guida sull’informazione approvate dalle massime istanze dell’ebraismo italiano (Congresso e Consiglio dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane).
A chiarimento del primo principio (opinioni personali separate dalle prese di posizione ufficiali) il notiziario ricorda quotidianamente e immancabilmente al lettore:
“L’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane sviluppa mezzi di comunicazione che incoraggiano la conoscenza e il confronto delle realtà ebraiche. Gli articoli e i commenti pubblicati, a meno che non sia espressamente indicato il contrario, non possono essere intesi come una presa di posizione ufficiale, ma solo come la autonoma espressione delle persone che li firmano e che si sono rese gratuitamente disponibili”.
A garanzia del secondo principio (libertà d’espressione) si applica rigorosamente la seguente indicazione approvata all’unanimità:
“Offrire opportunità di espressione alla realtà ebraica italiana in tutta la sua complessità e varietà, favorendo un sereno confronto fra idee, identità e culture diverse, ponendo come solo confine alla libertà di espressione il rispetto dell’identità di ciascuno”.

E ancora, riguardo al delicatissimo tema della difesa della sicurezza di Israele si applica il seguente principio:
“Controbattere alla politica dei mass media tesa a rappresentare di Israele un volto esclusivamente e perennemente conflittuale, esaltando la vera realtà di Israele, fatta di società civile, di cultura, di economia, di ricerca, di tutela alle categorie più deboli, di capacità di integrazione fra persone diverse per origine e provenienza geografica”.
Nonostante il tentativo di suscitare un clima di eccitazione polemica, i mezzi di comunicazione costruiti attorno a questi chiari principi sono cresciuti e rappresentano oggi un appuntamento cui migliaia e migliaia di lettori fanno riferimento. La grande maggioranza degli utenti legge, ascolta, cerca di comprendere, si astiene dagli esibizionismi quando esprime un’opinione. Vorrebbe dialogare, non monologare. Intende procedere nella scia della tradizione degli ebrei italiani o di coloro che guardano con interesse e convinzione ai valori di cui gli ebrei italiani sono eredi e testimoni.
La redazione è cosciente dei principi dell’etica professionale, saldamente ancorata ai valori ebraici e consapevole dell’esigenza prioritaria di pace e di sicurezza dei nostri fratelli che danno vita a quello straordinario laboratorio di democrazia, di progresso e di libertà d’opinione che è lo Stato di Israele. Per quanto possano piovere incitazioni a emettere veti ed esclusioni, ingiustificate accuse di censure, infondati allarmismi e addirittura sconsiderate minacce, continueremo a compiere il nostro lavoro nella linea di libertà, tolleranza, civile confronto e serena fermezza che ha sempre contrassegnato il lungo cammino degli ebrei italiani.

gv