Terremoto – Roma, interviene l’Israelitico
La situazione nelle zone colpite dal sisma è in continuo divenire, anche per le scosse che proseguono intense, rendendo difficoltoso il ritorno alla normalità. L’Italia ebraica continua nella sua corsa alla solidarietà. Nelle prossime ore Giorgio Mortara, il coordinatore nominato dall’ultima Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane per a seguire le diverse iniziative in campo, sarà in Emilia per incontrare le Comunità ebraiche locali e monitorare in prima persona la situazione, ma anche per decidere insieme a loro, sulla base dell’esperienza e della conoscenza del territorio, come destinare i fondi provenienti dalla sottoscrizione lanciata dall’UCEI. “Vogliamo essere sicuri che il denaro raccolto arrivi a chi ne ha bisogno in modo certo – spiega Mortara – per questo valuteremo se devolvere la nostra raccolta direttamente alla Protezione civile oppure usarla per finanziare un progetti specifico identificati insieme alle Comunità ebraiche presenti nelle regioni colpite”. Interlocutori di Mortara, che è anche presidente dell’Associazione medici ebrei, sono in particolare le quattro comunità ebraiche presenti in Emilia (Parma, Modena, Ferrara e Bologna), oltre alla Comunità ebraica di Mantova. Probabile la presenza del dottor Mortara anche nella città lombarda, il cui territorio è molto colpito dal sisma. Proprio a Mantova la prossima settimana è in agenda una sessione di lavoro comune fra la redazione del Portale dell’ebraismo italiano e la redazione di Articolo 3, l’osservatorio contro le discriminazioni sviiluppato di concerto fra Unione delle Comunità Ebraiche, Comunità ebraica locale e molte organizzazioni rappresentative di minoranze etniche, culturali e sociali.
Nel frattempo si moltiplica la disponibilità delle organizzazioni che si mettono a disposizione dell’Italia che soffre. “Quanto sta avvenendo ci ha colpito come italiani e come ebrei – tiene a sottolineare Bruno Piperno, presidente dell’Ospedale israelitico di Roma, l’istituzione sanitaria che è punto di riferimento non solo per la più antica Comunità della Diaspora, ma anche di larghi strati della cittadinanza nella Capitale – Per questo abbiamo risposto con grande partecipazione alla sollecitazione dell’UCEI a fare qualcosa per la gente colpita dal terremoto”. L’Ospedale israelitico conosce bene l’impegno nel sociale. Da anni partecipa al Piano Freddo predisposto dal Comune di Roma per portare assistenza, sanitaria e non solo, a persone che si trovano in condizione di forte disagio sociale, e in particolare a coloro che sono senza fissa dimora, garantendo le prestazioni relative a ortopedia, gastroenterologia, cardiologia e geriatria. Oggi l’Ospedale si mette a disposizione aprendo le porte alle vittime del sisma (per informazioni si può contattare la direzione sanitaria al numero 0665589328).
Chi desidera partecipare alla raccolta fondi per le popolazioni colpite dal terremoto potrà farlo versando il proprio contributo conto corrente bancario intestato all’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane, IBAN IT40V0200805189000400024817 causale Terremoto Emilia; oppure sul conto corrente postale intestato all’unione comunita ebraiche italiane numero 45169000 sempre specificando la causale Terremoto Emilia.
Rossella Tercatin – twitter @rtercatinmoked