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…militari

Secondo l’art. 52 della costituzione italiana, “La difesa della Patria è sacro dovere del cittadino. Il servizio militare è obbligatorio nei limiti e modi stabiliti dalla legge.” Tutti gli italiani nati al 1842 e il 1985 sono stati soggetti a coscrizione, fino alla legge del 2004 che ha di fatto reso volontario il servizio militare in Italia. In Israele, per quanto i concetti di Patria e di sacro siano ben presenti, il servizio militare è un dovere applicato selettivamente in base ai settori di appartenenza dei cittadini. Ne sono esenti i cittadini arabi musulmani e cristiani, e i cittadini israeliani educati nelle scuole religiose parificate del settore haredí. Possono beneficiare di un servizio militare quasi dimezzato gli alunni delle scuole religiose statali (yeshivót hesdèr). Ieri la nuova coalizione di governo, spinta principalmente dal ministro del Tesoro Yair Lapid, ha deciso di distribuire il peso della difesa nazionale più equamente fra i cittadini. La riforma allarga la coscrizione alla maggioranza dei giovani haredím, ma mantiene quasi intatti i privilegi delle yeshivòt hesdèr e l’esenzione per gli arabi israeliani. Restano forti dubbi giuridici sull’applicabilità di un sistema di coscrizione con tanto cospicue differenze fra cittadini di origini diverse. Comunque il nuovo corso dovrebbe entrare pienamente in funzione tra quattro anni. E fra quattro anni un altro parlamento e un altro governo potrebbero ribaltare le decisioni prese ieri.

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(30 maggio 2013)