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Un nuovo Sefer Torah per gli italiani di Tel Aviv

seferIn una sera di mezza estate, come sempre affollata e piena di attività a Tel Aviv, il centro della città è stato chiuso al traffico per oltre due ore, fra Kikar Dizengoff e il Tempio dei giovani Italkim al numero 86 di Rehov Ben Yehuda. Centinaia di macchine fotografiche e cellulari hanno ripreso la fiumana di italiani, telavivesi e turisti che accompagnavano il nuovo Sefer Torah fino al Tempio, davvero come una sposa. Una bella festa lungo tutto il percorso: piena di musica, balli e facce abbronzate.

È già il terzo Sefer Torah ad entrare nel tempio del Minian Italkim di Tel Aviv. Da esattamente cinque anni il minian di giovani Olim dall’Italia si riunisce ogni sabato mattina al piano terra del palazzone di cemento, non bello forse ma molto centrale e – almeno durante l’anno – grande abbastanza per contenere una comunità che cresce ogni mese, e alla quale comincia ad aggiungersi a ritmo serrato la nuova generazione dei bambini nati in Israele. Il minian di Ben Yehuda, di rito tripolino o italiano a seconda dei chazanim, non è ancora entrato del tutto nella geografia degli italiani in Israele fuori da Tel Aviv; ma dopo questa Achnasat Sefer Torah festiva (e ampiamente riportata sulle pagine Facebook di organizzatori e partecipanti), anche chi non vive in centro saprà dove trovare gli italkim non lontano dalla tayelet.

Questo terzo Sefer, con il tik (la custodia) d’argento secondo l’uso sefardita, è stato donato da Salvino Glam, che vive fra l’Italia e Israele, e che lo ha voluto dedicare ai soldati caduti per difendere lo Stato d’Israele. Salvino ha fatto l’aliyah nel 1980 per poter fare i tre anni di servizio militare, ed era quindi un giovane soldato nel 1982 durante la guerra in Libano. Ha visto amici combattere e non tornare a casa, e con questo gesto ha voluto dare alle loro madri soprattutto e alle famiglie un segnale: non saranno dimenticati.

La festa è continuata dalla strada fin dentro al Tempio con la funzione, molto simile a quella di Simchat Torà, pochi discorsi e molti canti. Al rinfresco conclusivo la sala pareva non volersi svuotare. Buon segno, per un Minian che a soli cinque anni di età è un punto di riferimento per gli italkim dell’area di Tel Aviv.

Daniela Fubini, Tel Aviv

(13 agosto 2013)