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…boicottaggi

L’American Studies Association (ASA) che riunisce migliaia di storici e altri accademici, ha votato a larga maggioranza di boicottare le università israeliane. Non è la prima volta che un’organizzazione accademica occidentale prende un’iniziativa di questo genere. Ma è la prima volta che questo avviene negli Stati Uniti da parte di un grande e importante gruppo di studiosi. La prima osservazione in proposito è che proprio le università israeliane sono palestra di confronto multiculturale dove esiste assoluta libertà intellettuale, inclusa quella della critica alle istituzioni in carica in Israele. Boicottare Israele vuol dire punire un’accademia dove si esercita pienamente, e molto più rispetto ad altri paesi, il libero arbitrio. In secondo luogo la presenza sempre molto significativa di Israele sulla scena accademica si risolve in un bilancio in cui Israele è più paese donatore che paese ricettore di benefici. Dunque nel boicottaggio scientifico di Israele chi ci perde è soprattutto il boicottatore. È poi infinita l’ipocrisia di chi, fra tutti i paesi del mondo, prende di mira proprio Israele per le sue presunte violazioni dei diritti civili in Cisgiordania, ma mai si perita di boicottare paesi come la Cina o l’Iran o la Russia o la Siria, dove l’offesa ai diritti civili e in particoare a quelli delle minoranze nazionali, è drammatica e quotidiana. Se poi di Stati Uniti stiamo parlando, i boicottatori americani potrebbero protestare contro il muro di separazione fra USA e Messico, o magari contro l’anomala discriminazione di Portorico, dipendenza americana, cui viene negato lo statuto di Stato indipendente, ma allo stesso tempo viene negato lo statuto di Stato dell’Unione. Infine, un po’ di macro-storia. Molte civiltà hanno conosciuto grandi momenti di crescita seguiti da declino fino alla scomparsa, e molti sono stati i fattori di tale inversione di tendenza. Fra questi hanno certo giocato un ruolo la perdita delle capacità di autocritica, l’autocompiacimento, l’ipocrisia, e l’ottusità – tutte prerogative che abbondano nel voto di boicottaggio dell’American Studies Association. Che sia proprio questo voto il segnale dell’inizio di un ineluttabile declino dell’America?

Sergio Della Pergola, Università Ebraica di Gerusalemme

(19 dicembre 2013)