Israele – Oltre le barriere, lutto condiviso
Continua il lancio di razzi dalla Striscia di Gaza contro Israele. In meno di un mese ne sono stati sparati oltre 150, gli ultimi sono caduti poche ore fa nella zona di Eshkol. Un’escalation di violenza che scuote la società israeliana, ancora in lutto per l’assassinio di Eyal, Gilad e Naftali, rapiti ed uccisi da terroristi legati a Hamas, e profondamente turbata dalla notizia dell’omicidio del giovane palestinese Mohammed Abu Khadir. A riguardo, le indagini hanno portato al fermo di sei sospetti, considerati legati a frange estremiste israeliane e di cui tre, stando alle informazioni pubblicate da Ynet e Haaretz, avrebbero confessato il rapimento del sedicenne palestinese, il cui corpo è stato trovato mercoledì scorso in una foresta vicino a Gerusalemme. Secondo la polizia, l’omicidio sarebbe una vendetta per il rapimento e l’uccisione dei tre ragazzi israeliani. Le due vicende, tragicamente legate, hanno avuto un ulteriore sviluppo ieri, con il contatto tra la famiglia di Naftali Fraenkel e quella di Mohammed Abu Khadir. A metterli in contatto il sindaco di Gerusalemme Nir Barkat, in visita alla famiglia Fraenkel per manifestare la sua solidarietà. “Abbiamo espresso la nostra profonda empatia con il loro dolore, da una famiglia in lutto a un’altra famiglia in lutto”, ha dichiarato Yishai Fraenkel, zio di Naftali, riferendosi allo scambio telefonico con Hussein Abu Khadir, padre di Mohammed. “Penso sia positivo che abbiano trovato i presunti responsabili – ha affermato Fraenkel – Abbiamo espresso il nostro assoluto disgusto per ciò che è accaduto”. Poi riferendosi al padre di Mohammed, “ha accettato le nostre condoglianze, è stato importante per lui sentirle”. “Non c’è differenza tra il sangue di un ragazzo ebreo e quello di un arabo – aveva dichiarato negli scorsi giorni lo stesso Fraenkel, dopo la divulgazione della notizia della morte del ragazzo palestinese – Un assassinio è un assassinio, non esiste giustificazione, non esiste perdono”. Una tragedia che ha visto quattro famiglie perdere i propri figli, in una spirale di violenza che ha scosso negli scorsi giorni le strade di Gerusalemme e non solo, con l’esercito israeliano impegnato a rispondere ai razzi e alle minacce provenienti dalla Striscia di Gaza. Ha predicato cautela il primo ministro Netanyahu, anche nella risposta di Israele a Hamas, e questa mattina ha intanto espresso direttamente al padre di Mohammed Abu Khadir, il suo dolore e la condanna per l’efferato omicidio. “Vorrei esprimerle la mia indignazione e quella di tutti i cittadini israeliani per il riprovevole assassinio di suo figlio”, ha dichiarato Netanyahu nel corso della telefonata, sottolineando che, “abbiamo agito immediatamente per arrestare i colpevoli. Li porteremo a processo e faranno i conti con la legge. Denunciamo ogni comportamento brutale, l’omicidio di vostro figlio è ripugnante e non può essere tollerato da nessun essere umano”. La giustizia israeliana ha fatto il suo corso e ora sta valutando le posizioni dei sei arrestati. Ieri intanto è stato arrestato Hussein Yousef Khalifa, che la polizia indica come il responsabile dell’omicidio di Shelly Dadon, la diciannovenne accoltellata a morte lo scorso maggio nei pressi di Afula. Khalifa, tassista di professione, ha dei precedenti e, nelle ricostruzioni emerse dai giornali, avrebbe ucciso la ragazza dopo un litigio, infierendo sul suo corpo con diciassette coltellate. L’efferato omicidio avrebbe moventi nazionalistici.
Intanto continuano a piovere razzi dalla Striscia di Gaza, otto solo nell’ultime ore. Netanyahu, negli scorsi giorni ha predicato calma, valutando con gli uomini di governo e i vertici militari come rispondere a Hamas. Su questo punto sembrano vertere le divergenze che hanno portato Avigdor Lieberman a sciogliere il patto tra il suo Israel Beitenu e il Likud di Netanyahu. I due si erano già scontrati in precedenza. La mossa di Lieberman sembra essere dettata dalla volontà di recuperare consensi e proporsi come alternativa alla guida della destra israeliana. “Lieberman abbandona Netanyahu e il patto con il Likud – scrive su twitter il corrispondente de La Stampa Maurizio Molinari – Smacco per il premier. Inizia la battaglia per guidare la destra”. Israel Beitenu rimarrà all’interno della coalizione di governo ma mantenendo la propria indipendenza.
Daniel Reichel
(7 luglio 2014)