Israele – L’angoscia dell’Italia ebraica
La Giunta dell’Unione delle Comunità Ebraiche Italiane affronterà domani anche gli ultimi tragici accadimenti che infiammano il Medio Oriente, mentre sdegno e preoccupazione si diffondono intanto in tutta l’Italia ebraica a seguito dell’assassinio di un giovane palestinese Mohammed e dell’arresto di sei ebrei sospettati di aver compiuto l’azione criminale.
“Non vi sono parole per definire l’abominevole assurdità di tale crimine, che non soltanto oltraggia la memoria dei tre ragazzi uccisi piuttosto che onorarla, ma si pone in contrasto con qualsiasi principio di etica ebraica. Nel momento di massima preoccupazione per gli sviluppi del conflitto arabo-israeliano – afferma Simone Disegni, presidente Unione Giovani Ebrei d’Italia – confidiamo nella determinazione delle autorità israeliane nell’infliggere una pena esemplare ai responsabili di questo delitto, e nel combattere ed isolare ogni tentazione di vendetta all’interno della società”.
Il presidente della Comunità ebraica romana Riccardo Pacifici si dice comunque orgoglioso del lavoro svolto dalla polizia israeliana, che in pochi giorni ha arrestato gli autori dell’orrendo crimine. “È questa – afferma – la dimostrazione che Israele é una grande democrazia in grado di fare giustizia sul proprio territorio senza applicare differenze di genere, religione o provenienza culturale”. In una nota diffusa attraverso la propria postazione Facebook la Comunità ebraica fiorentina sottolinea: “Chi ha barbaramente ucciso questo ragazzo è nemico di Israele, è nemico dell’umanità intera. In questi giorni davvero bui, in cui l’odio sembra prevaricare, ci arriva dai giornali come sottile raggio di speranza la notizia della solidarietà e mutuo dolore espresso fra le famiglie di Eyal, Naftali e Gilad, e la famiglia di Mohammed. Dall’esempio dei singoli, provati oltre ogni immaginazione, possa arrivare ispirazione per tutti noi”.
(7 luglio 2014)