Israele, un venerdì di paura
Ogni venerdì è giorno di massima allerta in Israele, da settimane nel mirino. Una paura confermata purtroppo dai fatti: una famiglia di Gerusalemme è stata oggi colpita a Gush Etzion da quello che si sospetta essere un attentato. Un palestinese ha lanciato dell’acido addosso ad un uomo di quarant’anni, sua moglie e alle loro figlie, tre bambine che hanno tra gli otto e i dieci anni. Il terrorista ha tirato l’acido dentro il finestrino aperto della macchina colpendo tutti e cinque i passeggeri (al momento fortunatamente in condizioni non gravi); voleva poi attaccare altri guidatori ma è stato immobilizzato da un civile che gli ha sparato contro. La polizia ed i paramedici sono attualmente sulla scena: il crimine è stato commesso nel tunnel tra il villaggio palestinese di Husan e Beitar Illit, non lontano da Gerusalemme. Già stamane erano arrivate notizie preoccupanti dalla Grecia: colpi d’arma da fuoco erano infatti eslosi vicino all’ambasciata di Israele ad Atene. Colpevoli quattro presone che a bordo di due motociclette hanno eploso dei colpi di kalashnikov in direzione dell’edificio della diplomazia israeliana. Due attacchi di odio violento a due giorni dalla scomparsa di Ziad Abu Ein, il ministro palestinese del gabinetto di Abu Mazen legato a Marwan Barghouti, morto dopo un malore durante una manifestazione alla quale sono seguiti degli sconti con la polizia israeliana. I funerali celebrati ieri sono raccontati oggi sul Corriere della Sera dall’inviato Davide Frattini: “Il corpo avvolto nei colori della bandiera palestinese, il saluto militare. Le armi estratte alla cerimonia ufficiale nel palazzo della Muqata sono quelle della guardia presidenziale. Per le strade di Ramallah ricompaiono per la prima volta in dieci anni i gruppi di incappucciati che imbracciano invece i kalashnikov”. Una morte che, dopo l’autopsia dalla quale i medici israeliani hanno decretato come causa del decesso un infarto, continua a non convincere i palestinesi, che attraverso Fatah hanno chiesto vendetta. Una vendetta che non ha drammaticamente tardato.
(12 dicembre 2014)