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Israele – L’intervento del presidente Rivlin
“Ebrei e arabi, no alle divisioni
Siamo tutti cittadini israeliani”

rivlin lista arabaDovendo fare un bilancio del primo anno della presidenza ‎di Reuven Rivlin (eletto lo scorso luglio), appare chiaro come uno dei primi punti della sua agenda sia il dialogo con la minoranza arabo-israeliana. Nel suo discorso di insediamento Rivlin disse “sarò il presidente di tutti” e nei mesi successivi si è impegnato a dimostrare la veridicità di quella affermazione, rivolgendo la sua attenzione in particolare ai settori della società israeliana considerati più emarginati. Lo ha fatto anche domenica sera, incontrando alcuni esponenti di spicco del mondo arabo d’Israele nel corso di un evento organizzato presso la residenza presidenziale per la festa del Ramadan. Rivlin ha ribadito ai suoi ospiti, tra cui alcuni membri della Knesset e sindaci di città e villaggi araboisraeliani, che la popolazione araba non deve sentirsi un’entità separata, non devono essere fatte distinzioni tra arabi ed ebrei. “Dobbiamo sentirci tutti israeliani”, ha dichiarato il presidente, secondo quanto riporta il Jerusalem Post. “Le ultime settimane non sono state facili per chi ama questo paese; per chi crede di avere la capacità e il dovere, come arabo o ebree, di vivere insieme. – le parole di Rivlin – In questo momento, di fronte da coloro che da entrambe le parti cercano di soffiare sul fuoco, non possiamo e non dobbiamo rimanere in silenzio”. “Dobbiamo ricordarci che il più grande compito che rimane davanti a noi è la costruzione di un rapporto di fiducia tra le comunità ebraiche e arabe. Questa missione non è, e non deve, essere di pertinenza di un particolare fazione politica. Perché nella costruzione della fiducia tra ebrei e arabi dello Stato di Israele, nella Terra di Israele, risiede la chiave della nostra esistenza qui, del nostro destino e del nostro futuro”. Ancora il Jerusalem Post, nel suo resoconto della serata, pone l’accento su una delle dichiarazioni di Rivlin in cui il presidente ha espresso la propria comprensione per “i cinquant’anni di diseguaglianze” che hanno afflitto la comunità araba. Rivlin è poi tornato sulla sua affermazione in cui sottolineava come quest’anno il mese del Ramadan è stato trasformato dai fondamentalisti in un mese di terrore. Il Ramadan è fondato sulla grazia e sulla misericordia, ha affermato Rivlin, ma c’è chi vuole distorcerne il significato e si è lanciato in un terrorismo omicida. Dal capo dello Stato sono arrivate parole di solidarietà al presidente egiziani Al Sisi, dopo i violenti attacchi perpetrati da miliziani vicini allo Stato Islamico nel Sinai. “Di fronte a questi fatti di sangue, abbiamo il dovere, tutti noi figli di Abramo, di condannare con forza, a voce alta e chiaramente, le atrocità commesse ‘in nome di Dio’, o ‘in nome dell’Islam'”, ha affermato Rivlin.

d.r. @dreichelmoked

(6 luglio 2015)