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Teheran cerca di tranquillizzare
la stampa ebraica statunitense

jane eisnerAutentico segnale distensivo o subdolo tentativo di tranquillizzare l’opinione pubblica ebraica da parte del regime iraniano? Comunque si guardi a quanto sta accadendo, un fatto storico.

Suscita infatti curiosità (anche in vista di ciò che sarà pubblicato) il visto concesso dall’Iran a uno dei più letti e influenti giornali ebraici del mondo, il newyorkese Jewish Daily Forward, che ha beneficiato di un permesso concesso dal ministro della cultura (che autorizza personalmente ogni singolo accredito rilasciato alla stampa estera) per svolgere il proprio ruolo di informazione direttamente da Teheran.

Un accadimento significativo, che viene annunciato proprio nelle ore in cui il presidente Obama sta cercando di ricucire la frattura con quella parte di mondo ebraico statunitense che ha condannato con fermezza l’accordo sul nucleare siglato a Vienna. Il confronto, come è noto, è stato portato direttamente nelle stanze della Casa Bianca per un incontro a porte chiuse che ha visto la partecipazione di rappresentanze nazionali, locali e di associazioni di vario tipo.

“L’accordo con l’Iran rappresenta un tema di enorme importanza per gli ebrei americani. Abbiamo inviato un nostro giornalista sul posto così da poter raccontare ai lettori, approfonditamente e con obiettività, che cosa davvero pensano gli iraniani dei frutti del negoziato, degli Stati Uniti e di Israele” afferma il direttore del Forward Jane Eisner. Stando a un recente sondaggio, il 49 % degli ebrei americani sarebbe favorevole all’accordo, a fronte di un 31% di contrari.

Il reportage del Forward sarà pubblicato la prossima settimana. Si ignora a firma di chi, visto che la direzione non ha ritenuto opportuno comunicarlo in anticipo. “Ci sono voluti due anni di trattative per ottenere questo visto. Tra pochi giorni – spiega Eisner – saprete tutto”.

Fondato nel 1897, il Jewish Daily Forward nasce come giornale di riferimento degli ebrei progressisti e di lingua yiddish. Forte la vocazione progressista della testata, capace nei primi anni del Novecento di raggiungere tirature di quasi 300mila copie. Oggi all’edizione in yiddish si affianca quella in inglese, i numeri sono molto diversi, e diversi gli strumenti di comunicazione utilizzati, ma la sua voce continua ad essere tra le più autorevoli e ascoltate.

Adam Smulevich twitter @asmulevichmoked

(Nell’immagine il direttore del Forward Jane Eisner)

(7 agosto 2015)