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Israele, l’istigazione sui social
un pericolo per la democrazia

rivlinMentre la violenza del terrorismo palestinese continua a colpire Israele – nelle ultime ore a Gerusalemme due persone sono state ferite da un attentatore palestinese poi ucciso dalle forze di sicurezza israeliane – i media nazionali riportano le parole di condanna del Premier Benjamin Netanyahu contro le minacce di morte lanciate da Hagai Amir (fratello di Yigal Amir, l’assassino di Yitzhak Rabin) al presidente israeliano Reuven Rivlin. “L’incitamento è un fenomeno pericoloso che deve essere eliminato dalla società israeliana – ha affermato Netanyahu, affidando la sua dichiarazione a un post su Facebook – Che arrivi da destra o da sinistra è una minaccia per la nostra democrazia”. Secondo il Primo ministro i social media hanno dei meriti ma possono diventare “luoghi dove gli estremisti trasformano la libertà di parola in istigazione”. Amir, che si era augurato di vedere “la dipartita da questo mondo” di Rivlin, è stato posto agli arresti domiciliari dalle autorità israeliane. In passato aveva già speso sedici anni in prigione per aver aiutato il fratello a mettere in atto il piano di assassinare l’ex primo ministro e Nobel per la pace Rabin. Le sue recenti esternazioni sui social sono arrivate dopo la netta presa di posizione contro Yigal Amir da parte del presidente Rivlin. “Non lo perdoneremo mai”, le parole pronunciate da Rivlin durante la commemorazione dedicata a Rabin, in cui il presidente ha spiegato come una delle eredità lasciate dal ex primo ministro laburista sia stata “la salvaguardia di Gerusalemme”. Proprio la Capitale in queste settimane è al centro della violenza, con diversi attentati da parte di palestinesi perpetrati contro la popolazione. Come quello odierno già ricordato, in cui due persone, tra cui un ragazzo di vent’anni, sono rimasti vittima dell’ennesima aggressione con coltello. Entrambi sono stati ricoverati e non sono in pericolo di vita.
Il numero delle aggressioni, portate a termine o tentate, contro civili e forze di sicurezza israeliane sono oltre sessanta dall’inizio di ottobre. Una violenza di cui ancora non si vede la fine e che anch’essa trova nei social network una pericolosa sponda: post, vignette, video, vengono pubblicate con il diretto scopo di incitare la popolazione palestinese a compiere atti terroristici.

(30 ottobre 2015)